Il limite di età per la richiesta del test dell’HIV in Europa va dai 14 anni per Germania, Svizzera e Regno Unito, ai 16 anni per Danimarca, Lettonia, Portogallo, Slovenia e Spagna. E in Italia? in Italia se non sei maggiorenne talvolta non ricevi nemmeno le informazioni indispensabili per capire come procedere se hai il dubbio di aver contratto il virus che porta alla temuta AIDS (Sindrome da immunodeficienza acquisita). Purtroppo non tutti gli operatori sanitari dei reparti malattie infettive sparsi sul territorio italiano sono bene informati sulle procedure da mettere in atto qualora a rivolgersi loro siano adolescenti non accompagnati dai genitori.

In Italia in effetti la legge vieta di sottoporre il test per l’HIV ai minori di 18 anni senza consenso del genitore, ma una via d’uscita esiste ed è quella di procedere per mezzo di autorizzazione da parte di un giudice tutelare in situazioni di particolare criticità.

A conoscere la procedura sono in pochi e l’approccio è variegato sul territorio; spesso i centralini dei reparti non rispondono o dirottano le chiamate, i medici sono poco informati e gli adolescenti si ritrovano a chiedere aiuto o a cercare consiglio sui forum o al “dottor Google”, entrando in panico o peggio ancora soprassedendo al potenziale rischio contratto. La mancanza di consulenza, la paura di dover fare i conti con i genitori, purtroppo oggi sono parte della causa del continuo aumento di diagnosi tardive della malattia, quando farle fronte diviene più complesso, quando si innescano meccanismi psicologici autodistruttivi.

Il Telefono Verde Aids e Ist (800.861.0.61) dell’Istituto Superiore di Sanità, attivo da oltre trenta anni e raggiungibile dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 18, è una via per richiedere informazioni. Il sito internet www.uniticontrolaids.it integra l’attività informativa del Telefono Verde Aids, ma tutto questo non basta! occorre abbattere ogni barriera per poter ridurre le infezioni, compreso il limite di età, questa la richiesta dell’Assemblea generale delle Nazione Unite, recepita purtroppo solo da alcuni stati membri, Italia esclusa.

E mentre restiamo in questa sorta di stand-by normativo, ciò che si osserva paradossalmente è la diffusione di test di auto-diagnosi della malattia (dispositivo medico che riporta comunque nel foglietto illustrativo <<vietato ai minori di 18 anni>>)  acquistabili in farmacia, su internet o ad un distributore per i profilattici da parte dello stesso minore che, qualora volesse eseguire il test in ospedale, non potrebbe senza consenso genitoriale. La differenza con il test svolto in autonomia è che in luogo idoneo non sarebbe solo, sarebbe assistito da un personale qualificato, che potrebbe aiutarlo a far fronte al problema, assistendolo psicologicamente e mediando con la famiglia. A fronte di tale scenario l’arma fondamentale per la lotta all’AIDS resta la prevenzione, e in carenza di fondi per le campagne informative di massa, l’iniziativa per aiutare i più giovani deve partire dagli adulti, dai genitori, provando a superare il tabù del sesso, perché in fondo è di quello che si tratta, parlare di sesso con i propri figli, dei rischi ai quali ci si espone, delle responsabilità da assumersi nei confronti del partner.

E se la malattia è stata contratta? Ci pensano i Conigli Bianchi a rompere il tabù e gli stereotipi in Italia. Si tratta dell’unica ONG accettata alla sedicesima European AIDS Conference (EACS 2017). Purtroppo chi vive la malattia ogni giorno è ancora oggi ghettizzato, nonostante le nuove terapie farmacologiche l’abbiano trasformata, con enorme successo della medicina, in un’infezione cronica da gestire nel lungo periodo. Con il loro “artivismo”, nato da un’esperienza personale di discriminazione sui luoghi di lavoro e con i partner, vogliono spazzare via i pregiudizi nei confronti di chi ha contratto la malattia, perché ancora oggi c’è chi pensa che sia solo appannaggio di rapporti promiscui e che vadano evitati gli abbracci per restare immuni.

L’HIV è un argomento serio ma non è con la paura o col silenzio che verranno ridotti i casi di malattia, solo l’informazione attraverso tutte le sue forme (arte compresa) e la lotta all’ignoranza possono fare davvero la differenza.

Roberta Latifi

Roberta Latifi

Farmacista e a breve nutrizionista, penna di salute e benessere per 97100. La dott.ssa Roberta si dedica al suo lavoro promuovendo modelli di prevenzione della salute umana sulla base delle più aggiornate scoperte scientifiche, somministrandole in una rubrica ricca di spunti e curiosità.

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