Torino, Juventus Stadium, ore 16:05. Dybala batte un calcio d’angolo, Bonucci la gira al volo, Ferrari la manda sul palo di testa nel goffo tentativo di metterla fuori e la palla torna a rimbalzare a un metro dalla porta, semplicemente nell’attesa che qualcuno la butti dentro. Una situazione banale, un’occasione facile, ma è un appuntamento con il gol che di banale e facile non ha nulla, perché a presentarsi puntuale è il giocatore più atteso di tutti, Cristiano Ronaldo.
Ci sono volute 4 giornate, quasi un mese dal suo esordio ufficiale, prima che il campione portoghese regalasse questa grande gioia ai suoi nuovi tifosi, dando vita, in questo modo, a un momento storico che resterà nella memoria di molti a lungo. Storico così come il suo inaspettato approdo nel campionato italiano, al termine di una trattativa estenuante e saggiamente condotta dai dirigenti della Juve, il club che lo ha acquistato. L’arrivo di CR7 in serie A ha restituito spessore e charme al nostro movimento calcistico, tirandolo di fatto fuori da uno dei suoi periodi più bui in termini di appeal e risultati in campo europeo. L’impatto mediatico dell’operazione è stato di dimensioni epiche, data la cassa di risonanza che un giocatore del genere porta con se e non c’è stato giorno dal suo arrivo in cui non si sia parlato di lui.
Cristiano Ronaldo è un campione di fama internazionale, un giocatore ambizioso affamato di vittorie, un personaggio abituato a reggere pressioni e aspettative, sempre pronto a sfidare tutti, perfino se stesso. Il desiderio di una nuova sfida personale è uno dei motivi che ha convinto il portoghese a cedere alle lusinghe juventine e a lasciare così il Real Madrid dopo 9 lunghi anni di gioie e vittorie che lo hanno sempre visto protagonista.
Un cambiamento, però, è pur sempre un cambiamento, anche per un alieno come lui. Le sue prime prestazioni italiane non sono state molto brillanti e il suo digiuno da gol nelle prime giornate ha sicuramente fatto notizia. Dopo la doppietta siglata contro il Sassuolo, CR7 ha rilasciato delle dichiarazioni che gli hanno restituito un’umanità che noi comuni mortali non gli conferivamo. Ha detto che quel che stava succedendo, che il fatto che non riuscisse a segnare, il gran parlare che ovviamente se ne faceva, gli aveva messo addosso una grossa ansia. Noi aggiungiamo che è un’ansia che si vedeva in campo e ci siamo interrogati su un aspetto che consideriamo cruciale. Qual è l’origine di questo stato d’animo? Come dicevamo prima, un cambiamento è un cambiamento per tutti e Cristiano Ronaldo, dopo quasi un decennio madridista, si è ritrovato con nuovi compagni, in un nuovo campionato e in un ambiente sicuramente diverso. Un periodo di ambientamento va concesso a tutti e anche il giocatore più forte del mondo può pagarne dazio, ma è tutto?
La parola “ansia” pronunciata dal fenomeno bianconero fa in qualche modo rima con un termine che spesso gravita intorno alla Juventus quando si parla di Champion’s League: “ossessione”.
La dirigenza juventina lo ha acquistato con un’idea ben precisa, una fissazione, un’ossessione appunto: vincere la coppa dalle grandi orecchie. Era il 1996 quando i bianconeri posero per l’ultima volta il trofeo più ambito d’Europa nella propria bacheca e dopo aver vissuto e superato il momento più basso e difficile della loro storia, con Calciopoli e la retrocessione in Serie B, sono tornati prepotentemente a competere nel calcio che conta, senza mai nascondere quale fosse il loro più grande obiettivo, il loro più ricorrente sogno. Forse risiede proprio qui la natura del dilemma: il giocatore ingaggiato per trasformare i tormenti europei della squadra in gloriose vittorie, può invece restare vittima della mole di aspettative che tutti hanno su di lui? Solo il campo potrà dirlo.
Intanto Cristiano ha finalmente segnato e un po’ d’ansia l’ha scacciata via, alla Juve non resta che chiudere gli occhi, senza paura, e farsi prendere per mano dal suo uomo del destino.

Vincenzo Todaro

Vincenzo Todaro

Innamorato del calcio, di un amore folle. Lo guarda, ne legge e non può a fare a meno di scriverne.
“Chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio” è una delle sue citazioni preferite, e lui di calcio ne sa...

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