Si è tenuta al Microsoft Theatre di Hollywood (Los Angeles) la 70ª edizione della cerimonia di premiazione dei Primetime Emmy Awards, condotta da Michael Che e Colin Jost, conduttori del tiggì satirico del Saturday Night Live.

Io l’ho seguita. È stata trasmessa – per noi in Italia – in diretta su Rai4. O per i ritardari come me su Raiplay.

Vi passo in rassegna le categorie che hanno meritato (chi più e chi meno) questi premi:

EMMY AWARDS 2018  VINCITORI

Miglior serie drammatica. Game of Thrones

Miglior film Tv. Black Mirror – USS Callister

Miglior miniserie. The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story

Miglior serie comedy. The Marvelous Mrs. Maisel

Miglior varietà. Saturday Night Live (NBC)

Miglior attore protagonista in una serie drammatica. Matthew Rhys, The Americans

Miglior attrice protagonista in una serie drammatica. Claire Foy, The Crown

Miglior attore protagonista in una miniserie o film. Darren Criss, The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story

Miglior attrice protagonista in una miniserie o film. Regina King, Seven Seconds

Miglior attrice protagonista in una serie comedy. Rachel Brosnahan, The Marvelous Mrs. Maisel

Miglior attore protagonista in una serie comedy. Bill Hader, Barry

Miglior attore non protagonista in una serie comedy. Henry Winkler, Barry

Miglior attrice non protagonista in una serie comedy. Alex Borestein, La fantastica signora Maisel

Miglior attore non protagonista in un drama. Peter Dinklage, Il Trono di Spade

Miglior attrice non protagonista in un dramaL Thandie Newton, Westworld

Miglior attore non protagonista in una miniserie o un film Tv. Jeff Daniels, Godless

Miglior attrice non protagonista in una miniserie o un film tv. Merrit Wever, Godless

Miglior attore ospite in un drama. Ron Cephas Jones, This Is Us

Miglior attrice ospite in un drama. Samira Wiley, The Handmaid’s Tale

Miglior regia per un drama. Stephen Daldry, The Crown – Pater familias

Miglior regia per una comedy. Amy Sherman-Palladino, La fantastica signora Maisel – Pilot

Miglior regia per una miniserie o un film tv. Ryan Murphy, American Crime Story: L’assassinio di Gianni Versace – L’uomo da copertina

Miglior regia per uno speciale varietà. Glenn Weiss, per The Oscars

Miglior sceneggiatura per una serie drammatica. Joel Fields e Joe Weisberg, per l’episodio Inizio di The Americans

Miglior sceneggiatura per un film, miniserie o speciale drammatico. William Bridges e Charlie Brooker, per Black Mirror – USS Callister

Miglior sceneggiatura per uno speciale varietà. John Mulaney, per John Mulaney: Kid Gorgeous At Radio City

Dopo aver elencato i vincitori, ci tengo a fare una piccola considerazione su alcune categorie che hanno vinto ma che secondo me, non meritavano il premio. Per non dilungarmi scelgo le 3 a mio parere più gravi:

Miglior serie drammatica. Premettendo che fino alla sesta stagione ho amato alla follia il Trono di spade, ma da come mi è sembrato di capire da tutte le edizioni che seguo degli Emmy, il giudizio si basa sull’ultima stagione. Trovo ingiusto, quindi, che una stagione che non segue più un filo logico, con scelte focalizzate sul commerciale, personaggi meno dettagliati e carismatici del solito, riceva questa onorificenza, soprattuto se è in nomination con serie come The Americans, The Crown e  The Handmaid’s Tale.

Miglior attrice non protagonista in un drama. La prima stagione di Westworld  ha avuto un gran successo, profili psicologici dei personaggi ben definiti, ottima sceneggiatura. Il discorso, come per il Trono di spade, non cambia visto che  viene premiata l’ultima stagione. La seconda ha avuto un calo di nota, non è mia intenzione addossare  tutta la colpa a Thandie Newton poiché magari le hanno dato una parte non all’altezza, anche se in generale il  calo rispetto alla prima stagione si nota, come se regia e sceneggiatura non avessero collaborato a  dovere. Rimane comunque una brava attrice,  potevo anche essere d’accordo se il premio lo avesse meritato per la prima stagione  ma non di certo a confronto di attrici come  Alexis Bledel, Ann Dowd ed Yvonne Strahovski.

Chiudo con un esequo di critica per le categorie

Miglior sceneggiatura per un film, miniserie o speciale drammatico  e Miglior regia per una miniserie

Non so davvero cosa dire sul sistemi di voto, ne voglio toccare il tasto competenza, però essendo presente in entrambi le categorie David Lynch, che sappiamo tutti che è un grande regista  e non solo per la notorietà, non può non ricevere un premio o una riconoscenza per il capovolavoro che ci ha regalato, infatti  ha creato e diretto insieme a Mark Frost la serie Cult Twin Peaks, compresa la serie evento di quest’anno tutta diretta da lui e non da altri registi come accade in gran parte delle serie tv.

Pur tutta via questa edizione merita un plauso per i presentatori ed i vari Sketch davvero fatti bene, con una satira politica leggera ma al tempo stesso pungente. Non dimentichiamoci anche il momento più romantico della serata con il regista Glenn Weiss  che durante il suo discorso della premiazione ha fatto la proposta in mondovisione alla sua compagna, Jan Svendsen riivolgendosi a lei con questa frase: “Ti chiedi sempre perché non mi piaccia chiamarti la mia ragazza, è perché vorrei chiamarti mia moglie”, che ha creato allegria e commozione a tutte le persone presenti.

Sono i miei spunti di riflessione. Pensiamoci, confrontiamoci.

Vi auguro una buona lettura, aspettando la cerimonia della 46ª edizione degli International Emmy Awards, che è prevista per il 19 novembre 2018.

Alessandro Rimaudo

Alessandro Rimaudo

33 anni, fin da bambino mi sono appassionato a cartoni, anime, giochi, videogiochi, film e serie TV e da allora questa passione non mi ha più abbandonato. Grazie alla gente che ho incontrato lungo il mio percorso e confrontandomi con loro, ho capito che questa cultura può essere alla portata di tutti e che la fantasia e la creatività possono davvero fare la differenza in ognuno di noi.

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