Fastidioso dolore al centro del petto che talvolta si irradia alla schiena, bocca e gola in fiamme, tosse, sono spesso queste le spie rosse della malattia del reflusso gastro-esofageo.

Proprio in questo periodo dell’anno, al cambio di stagione, chi soffre di tale disturbo avverte un’ acutizzazione della sintomatologia.

Ma quali sono le cause del reflusso?

Le cause sono molteplici e individuarle tutte non è cosa semplice, proprio perché la concomitanza di più fattori rende talvolta inefficace persino il più collaudato dei protocolli.

Tra le principali cause individuiamo l’alimentazione e lo stile di vita non sano, difetti anatomici e funzionali, alterazioni ormonali e uso di determinati farmaci.

Assolutamente da non sottovalutare poi i fattori di stress e ansia che sono causa della gastrite nervosa.

Come porre rimedio?

Vediamo quali sono le classiche terapie farmacologiche e i loro annessi effetti collaterali:

  • Antiacidi: neutralizzano l’acidità dello stomaco ma sono dei sintomatologici non curativi che alla lunga possono dar luogo a fenomeni di stipsi o diarrea;
  • Farmaci anti-H2 come la ranitidina e la famotidina, dall’azione rapida ma con l’inconveniente che dopo un po’ possono smettere di funzionare;
  • Inibitori di pompa protonica, ovvero della produzione di acido, volgarmente detti “gastroprotettori”. Parliamo di omeprazolo, lansoprazolo, pantoprazolo e simili. Efficaci già dopo 48h ma pieni di effetti collaterali nell’utilizzo su lungo periodo. L’inibizione di questo meccanismo fisiologico, se da un lato regala all’organismo il tempo di lenire le ferite causate dall’ipersecrezione gastrica, dall’altro lo espone a diversi effetti collaterali se l’utilizzo di tali farmaci è prolungato nel tempo. Alcuni di questi sono rappresentati dall’ artrite, dal malassorbimento, (infatti un’adeguata acidità nello stomaco è fondamentale per il corretto svolgimento delle funzioni digestive, per favorire l’azione antimicrobica, l’assorbimento di vitamina B12 e minerali come il Fe2+), aumentato rischio di infarto, allergie alimentari anche gravi, carenza di vitamina B12, demenza.

Cosa altro si può utilizzare e quali sono le buoni abitudini da osservare?

Dati i molteplici effetti collaterali delle terapie sopra esposte, dopo confronto con il vostro medico di famiglia e/o il gastroenterologo, in casi idonei, potete rivolgere la vostra attenzione su altri rimedi decisamente meno “aggressivi” e di comprovata efficacia:

  • Primo fra tutti l’aloe, dall’azione sfiammante e cicatrizzante grazie ai suoi componenti polisaccaridici;
  • Agire andando a rafforzare i meccanismi difensivi delle mucose di stomaco ed esofago creando effetto barriera con prodotti a base di polissacaridi;
  • Migliorare i processi digestivi mediante l’utilizzo di enzimi di derivazione vegetale;
  • Ridurre il peso corporeo, non fumare e osservare una sana alimentazione, diminuendo i cibi che aumentano la secrezione acido-gastrica (caffè, cioccolata, menta, alcolici, pomodoro…);
  • Mangiare senza fretta;
  • Coricarsi con il cuscino leggermente sollevato;
  • Indagare con il proprio medico se la causa del reflusso ha anche una base psico-somatica;
Roberta Latifi

Roberta Latifi

Farmacista e a breve nutrizionista, penna di salute e benessere per 97100. La dott.ssa Roberta si dedica al suo lavoro promuovendo modelli di prevenzione della salute umana sulla base delle più aggiornate scoperte scientifiche, somministrandole in una rubrica ricca di spunti e curiosità.

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