Dolori o fastidi addominali ed aumento della frequenza di evacuazione sono i classici sintomi della sindrome dell’intestino irritabile. Tale sindrome viene anche definita anche “colite spastica” o “colon irritabile”. Se anche voi avete vissuto questa situazione sappiate che non siete i soli dato che, purtroppo, è un disturbo molto frequente che interessa circa il 10% della popolazione.

La sindrome dell’intestino irritabile è un disordine della funzione intestinale caratterizzato, come abbiamo detto, da un fastidio o un dolore addominale, che spesso migliora dopo l’evacuazione; l’intestino può essere stitico, diarroico oppure di tipo misto. Altri sintomi che possono manifestarsi sono: gonfiore o distensione addominale, anomala frequenza di evacuazioni e alternata consistenza delle feci.

Le cause della sindrome dell’intestino irritabile possono essere davvero tante: da una parte vi sono tutti i fattori di tipo psicologico e sociale, come gli aspetti cognitivi ed emotivi e dall’altra fattori biologici come ad esempio la predisposizione individuale, la sensibilità dei visceri, la flora batterica. Si è visto inoltre che le persone che soffrono maggiormente di questo disturbo presentano una sensibilità più elevata nei confronti del cibo (ricordiamo la famosa “gluten sensitivity”) e dello stress, due cose che possono interferire notevolmente con il funzionamento dell’intestino.

Per quanto riguarda lo stress bisogna ricordare che a livello intestinale vi è il cosiddetto “secondo cervello” del nostro organismo, che interagisce e comunica in continuazione con il “primo cervello”. Ecco che tanti fattori stressanti a livello psicologico possono riflettersi facilmente sull’intestino e causarne irritazione.

Come affrontare dunque un quadro così complesso di sintomi e cause così soggettive?

Riuscire ad individuare la causa del proprio malessere è ovviamente la base per il successo della terapia. I fattori individuali scatenanti il disturbo, vanno presi in esame considerando eventuali sovrapposizioni. È vero infatti che ció che “intossica il nostro organismo” si riflette in uno stato infiammatorio che a sua volta non ci consente di vivere sereni, lo stress incombe e i sintomi si aggravano. Viceversa una condizione di ansia e/o stress cronico possono a loro volta rallentare o accelerare la motilità intestinale.

Molti ne soffrono, pochi ne parlano! 

Nella mia esperienza quotidiana ho constatato quanto sia importante confrontarsi con un sanitario per inquadrare il problema. Evitate di ricorrere al “fai da te” per non cronicizzare quello che può diventare un disturbo invalidante per la vostra vita sociale e familiare.

Roberta Latifi

Roberta Latifi

Farmacista e a breve nutrizionista, penna di salute e benessere per 97100. La dott.ssa Roberta si dedica al suo lavoro promuovendo modelli di prevenzione della salute umana sulla base delle più aggiornate scoperte scientifiche, somministrandole in una rubrica ricca di spunti e curiosità.

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