Cari lettori, con l’approssimarsi della Festa più attesa dell’anno vorrei condividere con voi un impegno che possa dare un senso più compiuto e autentico al Natale e ai consueti Auguri che, freneticamente, ci scambiamo  in questi giorni di preparazione al grande evento.

Sento il Natale come una occasione propizia per fare rifornimento di speranza e di pace: in questo periodo c’è più tempo per stare insieme, per parlare, per ascoltare, per osservare e per vivere con più tranquillità quella quotidianità, resa frenetica dai ritmi esasperati e dalla iper-connessione digitale del terzo millennio.

Noi genitori riusciamo a trascorrere molto più tempo insieme ai figli e possiamo riflettere sulle occasioni perdute, sui mancati sorrisi che avremmo potuto donare e sul falso modello della vanità quotidiana che prepotentemente ci invade, ci insidia e ci narcotizza fino al punto di non sentire più il richiamo ed il tempo dell’anima.

Che sia un Natale visto con gli occhi dei nostri bambini, quando quel batticuore ci faceva sobbalzare al minimo rumore, con la gioia e la speranza di intravedere tra le luci che si accendono e spengono la sagoma di un qualche dono sotto l’albero.

E che questo dono sia la riscoperta dei valori della solidarietà, della fratellanza e della gratuità che non sempre chiedono slanci oltre confine, ma un ascolto costante e generoso dei bisogni dei poveri, per far nascere anche in loro la speranza e l’attesa del Natale e di un mondo migliore.

Mi auguro che il Natale ci possa offrire l’opportunità di assaporare la gioia del vivere l’attimo presente, cogliendolo in tutta la sua essenza, in un periodo di profondo relativismo valoriale che rischia di rubarci, come in un film già visto tante volte, l’ebbrezza e l’emozione suscitate dall’attesa della più bella notizia che si possa dare all’umanità.

La gioia si trova percorrendo l’itinerario che va dall’egoismo al servizio umile e generoso presso le tante grotte di Betlemme disseminate spesso proprio accanto a noi e che aspettano il nostro dono perché sia Natale.   

Tutto ci è stato donato perché diventi dono, perché diventi amore.

E’ questo lo spirito del Natale che desideravo comunicarvi; è questo il Natale che desidero augurare a tutti gli amici di 97100.

Giancarlo Bellina

Giancarlo Bellina

Giancarlo Bellina nasce a Ragusa, il 4 gennaio 1963, da famiglia e antenati ragusani; cresce a Siracusa con l’impronta indelebile della sua città natia, attraverso quei valori della tradizione che influenzeranno la sua storia personal-professionale.
Studia Ingegneria Elettrotecnica a Catania dove si laurea con il massimo dei voti nel 1987; sposato con Nelly, insegnante di Lettere e Filosofia, ha 2 figli Beatrice di 18 e Gianmarco di 16 anni.
Nel 1989 inizia la sua esperienza lavorativa in ERG, ricoprendo diversi incarichi tecnici nei settori dell’Automazione di Processo e di Project Management.
Nominato Dirigente nel 2003, nel 2005 è Responsabile di Esercizio e Manutenzione della prima centrale al mondo che produce energia pulita dai residui di raffinazione; nel 2008 è Direttore dei Progetti di Investimento Strategici di ERG Power&Gas.
Nominato Direttore Generale di ISAB Energy nel 2010, dal 2015 è Direttore dell’Area di Generazione Termoelettrica e Idroelettrica di ERG e Presidente della Sezione Chimica, Energia e Petrolio di Confindustria Siracusa.
Impegnato in progetti di solidarietà nel Kiwanis International, studia chitarra classica e ama scrivere; è autore di 2 libri: l’Albero del Milicuccu (Genius Loci, 2013) e Alla ricerca del tempo…per vivere (Morrone, 2016).
Il suo motto: “Non preoccuparsi di sapere dove sta il confine tra il possibile e l’impossibile è ciò che fa avanzare l’umanità”

Visualizza tutti gli articoli

Articoli