Vittoria ha ospitato nei giorni scorsi la mostra d’arte “Le dipendenze ed i vuoti dell’anima”, la prima edizione di una lunga serie iniziative di questo genere organizzata dall’associazione “Alpha Cultura & Formazione”. Una mostra di forte spessore culturale e artistico, in cui la Antonietta Invernizio – presidente dell’Alpha – si è spesa a pieno nell’organizzazione. Nella collettiva d’arte giovani talenti locali, tutti in bella evidenza per rivalutare il panorama dell’arte. Per portare a compimento questo progetto e poter realizzare una più ampia e innovativa proposta di servizi artistico-culurali, è stato chiamato Vincenzo Iacona, che si è occupato della parte logistica.

Le opere presentate sono degli artisti: Marco Carnemolla, Annalisa Carnesecca, Giovanni Montagna, Davide Piloto, Giorgia Scaminaci, Antonio Scribano, Stefania Settiniere.

Tecniche varie hanno arricchito la mostra: dalla fotografia all’arte concettuale, per passare dal classico olio su tela, alla più moderna “arte digitale”. Il tutto ambientato in una location stile ottocentesca che ospita i locali del pub Mastro Miscela.

Durante la collettiva sono stati consegnati agli artisti gli attestati di partecipazione e due importanti premi: il “Premio pubblico” consegnato all’artista Davide Piloto per la sua opera “Trappola” e il “Premio critica”, consegnato all’artista Antonio Scribano per la sua opera “L’Altro Volto”, giudicato positivamente da Floriana Giurdanella, esperta in storia dell’arte e beni culturali.

<<L’artista Antonio Scribano è riuscito a mettere in luce il tema, ossia “Le dipendenze e i vuoti dell’anima”, affrontandolo in molte delle sue sfaccettature – ha chiarito Floriana Giurdanella – si tratta di un’opera concettuale che a prima vista può sembrare di difficile lettura, ma un’attenta analisi fa emergere a pieno la tematica. L’opera mostra un uomo in giacca e cravatta, emblema della dipendenza dalle apparenze e dal giudizio che gli altri hanno su di noi, portandoci a modificare il nostro modo di esistere. La domanda che sorge è: “Quanto potere hanno gli altri di modificare chi siamo?”>>.

Ancora Giurdanella: <<Altro tema è la dipendenza dai prodotti multimediali e virtuali, che trova immagine nella gabbia posta in sostituzione alla testa dell’uomo. Inoltre l’artista ha realizzato l’opera su un materiale di scarto, scelta che porta a riflettere su quanto siamo ormai dipendenti dal sempre nuovo, vittime di una società usa e getta. Antonio Scribano ci dimostra che un materiale di scarto può di nuovo avere vita. Infine nell’opera figura un uccello, simbolo del nostro pensiero e, perché no, speranza nel poterci staccare da ogni forma di dipendenza>>.

Maria Carola Caruso

Maria Carola Caruso

Affascinata dalla fotografia e dall’idea di imprimere per sempre ricordi e sensazioni, oltre ad essere fotografa e graphic designer, ha seguito un percorso artistico a 360°, dalla pittura all'illustrazione digitale.

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