Cari lettori di 97100, ben trovati e buon anno a tutti.

Dopo l’attesa pausa delle festività abbiamo oramai quasi tutti ripreso il ritmo frenetico della quotidianità, consapevoli delle sfide che ci aspettano in un contesto sempre più complesso, dove l’unica certezza sembra essere l’incertezza. Il 2019 appena entrato sarà un anno difficile; così rilevano i principali indicatori e gli osservatori socio-economici nazionali ed europei, a conferma che non siamo ancora usciti dalla crisi del 2008. Globalizzazione ed economia digitale hanno prodotto un cambiamento epocale, con ritmi di crescita non più lineari ma esponenziali, in cui le vecchie certezze della società moderna vengono meno e nasce qualcosa di totalmente nuovo. Alla mia generazione sta toccando forse una rarità assoluta: di vivere in una vera e propria metamorfosi del mondo, come sostiene il sociologo Ulrich Beck, e di assistere alla scomparsa definitiva di una dimensione ordinaria che era divenuta la normalità. Ciò significa che sta cambiando la metafisica del mondo, attraverso un mutamento di primaria importanza che implica una trasformazione non più incrementale ma radicale, in una diversa realtà e in un diverso modo di essere nel mondo. Sono cambiati i paradigmi antropologici di riferimento e l’errore che commettiamo è immaginare un futuro con i tradizionali schemi concettuali e mentali.

Come dominare dunque questa nuova era dell’incertezza e della complessità, partendo dal quotidiano, nell’ambito di quelle che possono essere le nostre leve nel contesto lavorativo dove viviamo per almeno otto ore della nostra giornata. Prima di tutto occorre essere snelli nel pensiero e nell’azione, eliminando il superfluo delle nostre giornate, concentrandosi sull’essenziale e su ciò che crea realmente valore per l’azienda: la semplicità non è altro che una complessità risolta.

Per avere successo in un ambiente sempre più instabile occorre “intensità” direzionale e profondità di approccio, ovvero capacità di approfondire i dettagli del nostro lavoro perché la competenza, oggi più che mai, è un valore distintivo per essere sempre più competitivi nel mercato globale. Non è più tempo di stare seduti in ufficio, di leggere report ed emettere direttive; occorre comprendere in modo articolato cosa sta accadendo al di fuori della nostra azienda, sapendo cogliere soprattutto i segnali apparentemente deboli che vengono dall’esterno.

Occorre poi ricercare l’eccellenza in tutto ciò che facciamo, nelle piccole e nelle grandi cose, alzando giorno dopo giorno l’asticella dei nostri obiettivi senza mai accontentarsi, mettendo in discussione quello che abbiamo sempre fatto e ancor di più lo stereotipo: “si è fatto sempre così”. Non serve più analizzare i consuntivi gestionali a posteriori, nella classica riunione di fine mese; occorre già oggi sapere cosa può succedere domani al mio business, dotandomi di strumenti e approcci predittivi, capaci di anticipare gli eventi e attivare decisioni “discontinue” in tempi rapidi.

Ogni criticità presenta delle opportunità per le aziende e gli imprenditori che sanno guardare al futuro. I limiti sono tra i maggiori stimoli per l’innovazione e la creatività e i momenti difficili sono quelli che costringono gli innovatori a fare quello che avrebbero già dovuto fare in condizioni di normalità.

E infine, nell’era del digitale in cui la reputazione o te la fai o te la fanno, non possiamo tralasciare la credibilità: è il miglior passaporto per costruire e aumentare la fiducia, attraverso depositi nel conto corrente emozionale delle nostre relazioni.

Ecco alcuni esempi di depositi fiduciari: mantenere le promesse, riconoscere il merito, dare e ricevere feedback, essere autentici, ascoltare le preoccupazioni, chiarire le aspettative, chiedere scusa quando si fa un prelievo.

Chiudo con l’impegno di pensare alle persone che hanno maggior bisogno di questi depositi da parte nostra per le sfide del 2019.

Giancarlo Bellina

Giancarlo Bellina

Giancarlo Bellina nasce a Ragusa, il 4 gennaio 1963, da famiglia e antenati ragusani; cresce a Siracusa con l’impronta indelebile della sua città natia, attraverso quei valori della tradizione che influenzeranno la sua storia personal-professionale.
Studia Ingegneria Elettrotecnica a Catania dove si laurea con il massimo dei voti nel 1987; sposato con Nelly, insegnante di Lettere e Filosofia, ha 2 figli Beatrice di 18 e Gianmarco di 16 anni.
Nel 1989 inizia la sua esperienza lavorativa in ERG, ricoprendo diversi incarichi tecnici nei settori dell’Automazione di Processo e di Project Management.
Nominato Dirigente nel 2003, nel 2005 è Responsabile di Esercizio e Manutenzione della prima centrale al mondo che produce energia pulita dai residui di raffinazione; nel 2008 è Direttore dei Progetti di Investimento Strategici di ERG Power&Gas.
Nominato Direttore Generale di ISAB Energy nel 2010, dal 2015 è Direttore dell’Area di Generazione Termoelettrica e Idroelettrica di ERG e Presidente della Sezione Chimica, Energia e Petrolio di Confindustria Siracusa.
Impegnato in progetti di solidarietà nel Kiwanis International, studia chitarra classica e ama scrivere; è autore di 2 libri: l’Albero del Milicuccu (Genius Loci, 2013) e Alla ricerca del tempo…per vivere (Morrone, 2016).
Il suo motto: “Non preoccuparsi di sapere dove sta il confine tra il possibile e l’impossibile è ciò che fa avanzare l’umanità”

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