Grazie ad una realtà tutta catanese, arrivano in Italia i “composition book”, i classici quaderni da scrittura dei college americani, che abbiamo visto in tanti film e serie TV. Portato alla ribalta da Il Sole 24ORE e Repubblica, finalista dell’ADI Design Index 2018 preliminare al Compasso d’Oro, Basicomo è una realtà tutta etnea che ha saputo guardare oltre. Di questa avventura imprenditoriale, ci racconta Edoardo Bonaccorsi che, insieme alla sua compagna Damiana Saraniti, ha ideato una versione made in Italy del “composition book” americano.

Edoardo, quali sono stati gli steps che hanno portato alla nascita di Basicomo?

Tutto nasce dalla motivazione, e non dalla necessità di inventarsi un lavoro​. Tre anni fa io, appena laureato in Economia, e la mia compagna, non eravamo ancora molto propensi a svolgere a pieno la nostra professione. Io avevo già iniziato a lavorare in qualità di amministratore delegato per una start-up del biometano in Sicilia (oggi Edoardo è amministratore dell’intera filiera che sta investendo più di 40 milioni di euro in Sicilia e Puglia, ndr) e mi stavo avvicinando alla professione di commercialista; contemporaneamente Damiana valutava il suo avvicinamento alla professione di consulente del lavoro. ​Pur consapevoli degli impegni lavorativi, avevamo voglia di crearci un “hobby”​: la passione per i composition books e la consapevolezza della loro difficile reperibilità in tutta Europa hanno fatto il resto. Abbiamo ragionato e lavorato duramente, analizzando la nicchia di mercato su cui volevamo concentrarci. Fondamentali sono stati l’ufficio stampa, gli omaggi azzeccati alle testate giornalistiche e la sponsorizzazione al podcast di Francesco Costa. Infatti, il giornalista de “Il Post” si occupava in quel periodo delle elezioni che hanno portato alla vittoria di Donald Trump: il suo era un pubblico appassionato di cultura americana, target ideale per Basicomo. Il nostro ritorno d’immagine fu tale che, da Natale 2017, il quantitativo di ordini e di lavoro entrò in conflitto con l’esercizio delle nostre professioni.

Come avete gestito la situazione?

A quel punto abbiamo cercato di trasformare la nascente start-up in una vera e propria azienda, avviando un dialogo con Feltrinelli, Mondadori e Libraccio da cui junior buyer siamo stati accolti con grande entusiasmo ma, quando il discorso è stato portato ai senior il prodotto ha evidenziato il suo grande limite (che a mio avviso è la sua grande forza): essere colto immediatamente solo dagli under 30. Questo rendeva difficile piazzare i nostri composition books sul mercato di loro interesse. Noi non ci siamo fermati e​, ad oggi, abbiamo aperto un dialogo con il più importante distributore internazionale di taccuini d’alta gamma. Nel frattempo Amazon continua a vendere il nostro prodotto con grande successo in tutta Europa. Adesso bisognerà capire se continuare su questa rotta trovando il distributore giusto per portare l’azienda a più alti livelli o mettere il punto alla bellissima avventura.

È possibile partire da un budget minimo per la realizzazione di un progetto come il vostro?

Si, con soli 5000 euro di investimento siamo riusciti a coprire le spese di sponsorizzazione e primo magazzino generando un volume d’affari di cinque volte superiore. Inoltre internet è fonte di grandi opportunità: basta inventare qualcosa, posizionarla su un marketplace a costo zero (vedi Amazon) e raccontarne la storia. A tal proposito, vorrei dare un suggerimento ai giovani che, come me, vorrebbero approcciarsi al mondo imprenditoriale: valutate sempre le vostre priorità​. Internet è uno strumento entusiasmante, ma non per questo bisogna farsi ubriacare dal certa retorica startupper ed abbandonare il lavoro offline, spesso più remunerativo e stabile, per cui si è studiato. 

Per quanto riguarda il procurement, come avete scelto i fornitori?

Parlarti dei miei fornitori sarebbe paragonabile a svelare la ricetta della Coca-Cola. -ironizza Edoardo- Posso solo dirti che la scelta è stata consequenziale alla ricerca sul prodotto e c​i ha permesso di creare un vero e proprio rapporto con tutti i collaboratori che hanno contribuito alla creazione del nostro composition book.​ La materia prima viene assemblata da una piccola lito-tipografia in Veneto, gestita da marito e moglie.

Avete mai considerato la possibilità di ampliare la gamma di prodotti Basicomo?

In realtà, vorremmo creare una più ampia gamma di prodotti che comprenda composition books con fogli bianchi (per gli appassionati di disegno), a quadretti e con il puntinato (ultimamente di grande tendenza).

Parlando di “progetti nel cassetto”, ne avete qualcuno legato alla sostenibilità del prodotto?

Questo tema è stato adottato in fase di progettazione. Purtroppo, ad oggi, la filiera del riciclo non è economicamente sostenibile per la nostra azienda. I costi del materiale riciclato, a pari qualità, porterebbero il prodotto fuori mercato. Il tema del riciclo va distinto da riciclo in quanto riciclo e riciclo a pari qualità, che è anche il tema dell’economia circolare. ​Quando il prodotto riciclato sarà al pari di quello finito e permetterà di porre il medesimo sul mercato allora valuteremo l’opzione.​

Ultima domanda: perchè scegliere Basicomo?

Perchè Basicomo è lo strumento perfetto ​: la legatura ed il suo dorso in tela lo rendono il migliore del mercato. L’appassionato non cerca un semplice strumento di scrittura, ma una remunerazione al tempo che ha investito nella ricerca dello strumento perfetto e noi lo siamo: possono competere con noi solo due competitors americani, non distribuiti qui in Europa. L’architetto, l’operatore culturale, il direttore marketing di un’azienda, lo scrittore: questo è il target che solitamente acquista i nostri composition books. ​Chi cerca solo l’estetica o il richiamo al background americano certamente non comprerà Basicomo.​

Foto: Basicomo

Eleonora Orfanò

Eleonora Orfanò

Laureata nel 2016 presso l’Accademia di Belle Arti di Catania in Comunicazione e Valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, partecipo parallelamente a corsi e workshop inerenti il settore artistico-culturale. Ad oggi frequento il corso di laurea magistrale in Storia dell’arte e beni culturali, presso l’Università degli Studi di Catania continuando a coltivare i miei svariati interessi.

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