Cari lettori di 97100, oggi vorrei parlarvi di sicurezza, tematica rilevante per una politica di sostenibilità al servizio della brand reputation delle imprese, riappropriandomi della mia identità professionale di ingegnere per poter dare un contributo più operativo e pragmatico sull’argomento.

Mi occupo direttamente e indirettamente di sicurezza da circa 30 anni, per la mia esperienza professionale vissuta negli stabilimenti industriali, con ruoli di responsabilità sempre crescente fino alla posizione apicale di datore di lavoro. Molto è cambiato nel corso degli anni; ricordo ancora la mitica legge 626 del 1994 che, finalmente, introduceva una sorta di rivoluzione copernicana nell’approccio alla sicurezza, spostando il focus sull’uomo e sui suoi comportamenti, piuttosto che sulle macchine e sulle migliorie incrementali di tipo “hardware” per evitare gli incidenti.

Il Testo Unico, ovvero il Decreto Legislativo n°81 del 2008, rappresenta l’evoluzione normativa del D.Lgs. 626/94, estendendo gli obblighi e i campi di applicazione in materia di salute e sicurezza a tutti gli ambiti lavorativi e alle principali figure professionali (Datore di lavoro, RSPP, Medico Competente, Dirigente Delegato, Preposto, RLSA e lavoratori). Si tratta di un provvedimento complessivamente positivo e innovativo, che in buona misura migliora e unifica la normativa vigente, consentendo significativi miglioramenti delle condizioni di lavoro e di esposizione al rischio lavorativo.

Esso rappresenta un importante passo in avanti verso una più avanzata civiltà del lavoro, dell’organizzazione e della gestione della sicurezza nelle aziende e negli enti, per dare piena attuazione all’articolo 32 della Costituzione repubblicana che riconosce nella salute un diritto fondamentale di ogni individuo e un interesse preminente della comunità.

Senza entrare nei dettagli tecnico-normativi del decreto, mi sembra utile invece far emergere il messaggio di discontinuità rispetto al passato che lo caratterizza. La cultura diffusa della sicurezza, il comportamento “sicuro” in azienda e nella nostra vita privata, il sentirsi più competitivi perché più sicuri e fare sistema nella gestione della sicurezza: questi ritengo debbano essere i connotati distintivi di un’impresa che vuole essere eccellente nel suo business. Ben oltre un progetto o un obiettivo specifico che si possa pensare di avere definitivamente raggiunto, la sicurezza è un itinerario di miglioramento continuo, un valore che dobbiamo quotidianamente promuovere con l’esemplarità dei comportamenti, a partire dal Top Management delle aziende.

Sono infatti proprio i comportamenti spesso a fare la differenza: circa l’80% degli incidenti è dovuto ad azioni e comportamenti non sicuri, piuttosto che a condizioni tecniche inadeguate. Il fattore umano è dunque altamente dominante nelle dinamiche infortunistiche e, pur senza distogliere mai l’attenzione dal rispetto delle norme, delle procedure e delle best practices operative, occorre incentrare l’attenzione sulla formazione, l’informazione e il coinvolgimento di tutti i lavoratori.

Promuovere giornate di riflessione e di confronto in cui valutare criticamente e costruttivamente la performance di sicurezza dell’azienda e degli stakeholders coinvolti (committenti e appaltatori), premiando i comportamenti virtuosi e stigmatizzando le non conformità: questo è l’approccio vincente per fare della sicurezza non soltanto un obbligo per evitare sanzioni, ma un elemento distintivo del business che può aumentare la competitività della propria azienda. 

Giancarlo Bellina

Giancarlo Bellina

Giancarlo Bellina nasce a Ragusa, il 4 gennaio 1963, da famiglia e antenati ragusani; cresce a Siracusa con l’impronta indelebile della sua città natia, attraverso quei valori della tradizione che influenzeranno la sua storia personal-professionale.
Studia Ingegneria Elettrotecnica a Catania dove si laurea con il massimo dei voti nel 1987; sposato con Nelly, insegnante di Lettere e Filosofia, ha 2 figli Beatrice di 18 e Gianmarco di 16 anni.
Nel 1989 inizia la sua esperienza lavorativa in ERG, ricoprendo diversi incarichi tecnici nei settori dell’Automazione di Processo e di Project Management.
Nominato Dirigente nel 2003, nel 2005 è Responsabile di Esercizio e Manutenzione della prima centrale al mondo che produce energia pulita dai residui di raffinazione; nel 2008 è Direttore dei Progetti di Investimento Strategici di ERG Power&Gas.
Nominato Direttore Generale di ISAB Energy nel 2010, dal 2015 è Direttore dell’Area di Generazione Termoelettrica e Idroelettrica di ERG e Presidente della Sezione Chimica, Energia e Petrolio di Confindustria Siracusa.
Impegnato in progetti di solidarietà nel Kiwanis International, studia chitarra classica e ama scrivere; è autore di 2 libri: l’Albero del Milicuccu (Genius Loci, 2013) e Alla ricerca del tempo…per vivere (Morrone, 2016).
Il suo motto: “Non preoccuparsi di sapere dove sta il confine tra il possibile e l’impossibile è ciò che fa avanzare l’umanità”

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