Sempre più diffusa e sempre più spesso causa dell’ipofunzionalità della ghiandola tiroidea è la tiroidite di Hashimoto, una patologia infiammatoria su base autoimmune che ha un nome sempre più familiare. L’ipotiroidismo è infatti un fenomeno che affligge il 5% della popolazione italiana, in particolare quella di genere femminile. Altrettanto diffuse e consolidate sono le cure farmacologiche per bilanciare gli ormoni tiroidei prodotti in maniera anomala.

Tuttavia quello che poi avviene nella pratica clinica è ben più complesso e articolato dello sbilanciamento degli ormoni tiroidei, poiché la nostra tiroide non lavora in solitudine. Essa è infatti protagonista di un intero sistema di cui fanno parte l’ ipotalamo, l’ipofisi, proteine trasportatrici degli ormoni tiroidei (TBG, albumina, TBPA…), ghiandole surrenali, tratto gastro enterico (stomaco e intestino), vitamine (Vitamina D, B12; A, E, B6…) ed oligoelementi (selenio, zinco, ferro…).

Possiamo dunque intuire quanto sia riduttivo eseguire pochi esami (accontentarsi del solo valore del TSH) e assegnare una terapia standard per tutti i soggetti. Confrontatevi con un endocrinologo che sia scrupoloso nell’indagare le cause del vostro malessere. Andare a scovare la causa della nostra ipofunzionalità tiroidea sarà determinante per il successo della terapia.

Posto ciò quali sono le scelte pratiche che possiamo mettere in atto sin da subito per scongiurare il più possibile fenomeni infiammatori dannosi per la tiroide?

  1. Previeni e/o combatti il fenomeno della permeabilità intestinale;

si è visto infatti che le cellule intestinali che hanno subito un’ alterazione della permeabilità consentono il passaggio di tossine, batteri e cibo non digerito che stimolano il sistema immunitario a reagire contro se stesso.

Questo crea un circolo vizioso che genera altra infiammazione e che a sua volta promuove ulteriore permeabilità intestinale.

2. Evita di assumere costantemente cibi che sono pro-infiammatori (es. cibi spazzatura, zuccheri, etc.)

3. Tieni a bada lo stress e cerca di avere uno stile di vita il più possibile regolare, senza abuso di alcol e farmaci.

4. Presta attenzione agli interferenti endocrini (IE) per definizione. Questi sono sostanze chimiche che possono alterare l’equilibrio ormonale degli organismi viventi, esseri umani compresi. Gli IE possono quindi “accendere”, “spegnere” o modificare i normali segnali inviati dagli ormoni. Purtroppo li ritroviamo continuamente nel quotidiano. Non ci resta che imparare a leggere bene le etichette di tutto ciò che acquistiamo, dagli utensili per cucina ai giochi per i più piccoli.

Vi lascio un elenco dei nomi più incriminati e il link per scaricare il decalogo elaborato dal Ministero dell’Ambiente.

  • Composti perfluorati PFOS e PFOA : li trovate in tappeti e rivestimenti in tessuto idrorepellente e antimacchia, prodotti di carta per uso alimentare resistenti all’olio, ritardanti di fiamma contenuti nelle schiume presenti sia in alcuni materassi che nei sedili delle auto, alcune vernici per pavimenti.
  • Il dietilesilftalato (DEHP): ha molteplici usi nel nostro ambiente di vita. Si può trovare nei contenitori quali bottiglie usa e getta, pellicole, vassoi, confezioni blister, tappi a corona, imballaggi per il trasporto.
  • Gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA): provengono non solo dall’inquinamento atmosferico, ma anche da altre fonti quali il fumo di sigaretta, il fumo di cottura, la combustione di incenso ed il fumo di candela. Per evitare l’esposizione, lo stile di vita e l’alimentazione rivestono grande importanza. Infatti gli IPA si formano durante le cotture ad alta temperatura, con la carbonizzazione del cibo. Sono contenuti in alimenti cotti alla brace o fritti, tostati o affumicati ma anche al forno.
  • I polibromodifenileteri (PBDE) sono sostanze chimiche di produzione industriale usate per vari scopi commerciali, principalmente come ritardanti di fiamma. Possono essere usati nella fabbricazione di mobili, tendaggi, tappeti e nelle imbottiture in schiume di poliuretano.
  • Il Bisfenolo A (BPA) è un composto aromatico precursore di alcuni materiali plastici e additivi chimici; è usato nella produzione di plastiche in policarbonato. Gli usi vanno dalle plastiche in policarbonato impiegate per bottiglie e contenitori per alimenti, alla carta termica degli scontrini ai dispositivi odontoiatrici.
Roberta Latifi

Roberta Latifi

Farmacista e a breve nutrizionista, penna di salute e benessere per 97100. La dott.ssa Roberta si dedica al suo lavoro promuovendo modelli di prevenzione della salute umana sulla base delle più aggiornate scoperte scientifiche, somministrandole in una rubrica ricca di spunti e curiosità.

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