“Voi italiani potete fare moltissimo per il vostro turismo: avete un Paese splendido che fa sognare.” Queste le parole di Chris Thompson, presidente e amministratore delegato di Brand Usa, ente di promozione turistica americana, contenute in una recente intervista apparsa su Business Insider Italia. L’ente di promozione turistica a stelle e strisce ha speso, tra il 2013 e il 2017, in attività di marketing 650 milioni di dollari che hanno prodotto 17,5 miliardi di entrate. Una strategia che all’Italia manca, pur offrendo ai suoi visitatori oltre la metà del patrimonio Unesco che esiste nel Pianeta. Un altro paradosso è legato ai numeri in costante crescita degli italiani che si recano in America per le vacanze. Ogni anno sono un milione, e spendono ben 4 miliardi di dollari. In Italia, anche se  i turisti americani che arrivano sono 11 milioni, spendono appena 4,7 miliardi di euro.

Ma cosa fanno oltre Atlantico per ottenere tali risultati? Brand Usa utilizza i Social network investendo su influencer che sono capaci di raccontare il loro paese, tanto da invogliare le persone a visitarlo. Chris Thompson, inoltre, ogni anno propone un tema diverso che va dal cinema alle arti, alla musica e dalle città ai parchi. Questo sembra essere, guardando i numeri, la strategia vincente. Cosa manca dunque all’Italia e nello specifico al nostro territorio? Credo proprio un sistema di marketing turistico capace di attirare una maggiore quantità  di visitatori. L’area iblea è la “terra di Montalbano”, eppure ci sono periodi dell’anno in cui non si vede neanche l’ombra di un turista.

Sarebbe opportuno riflettere sul sistema americano per poterlo applicare anche da noi? Forse si! Creare un’agenzia apposita e utilizzare giovani influencer che nei social provano a raccontare come si vive in questo lembo di Sicilia potrebbe essere una buona idea, che offrirebbe anche posti di lavoro. Ma c’è da considerare anche il notevole ritardo che riguarda il nostro sistema viario. La superstrada Ragusa-Catania attende da tanto tempo. Sono quanto mai urgenti i lavori di rifacimento per renderla più sicura e veloce. I collegamenti con l’aereoporto di Comiso sono insufficienti, anche se stiamo assistendo ad un trend sempre in continua crescita del flusso relativo ai viaggiatori. Le strutture alberghiere presenti nella nostra provincia sono poche e andrebbero potenziate.

Abbiamo un territorio che non ha nulla da invidiare a nessuna altra zona della Sicilia, perché siamo in grado di offrire un paesaggio naturale splendido in ogni stagione dell’anno. Non ci manca di certo la cultura, l’arte e soprattutto la gastronomia e i tanti prodotti agricoli di eccellenza. Continuiamo quindi a chiedere alle agenzie istituzionali che si occupano di turismo in loco, di trovare rapidamente le soluzioni necessarie per migliorare l’offerta turistica dell’area iblea, che non può svilupparsi solo attraverso la libera iniziativa dei singoli, ma che ha bisogno anche e soprattutto  di una multiforme serie di interventi che competono non soltanto alle amministrazioni locali, ma anche a quelle regionali e nazionali.

Gianna Cataudella

Gianna Cataudella

Nata a Ragusa è giornalista, poeta e critico letterario. Ha scritto per il Giornale di Sicilia ed ha collaborato con varie riviste e periodici a livello nazionale. Ha pubblicato diversi volumi di poesia e curato le prefazioni di testi poetico- letterari per varie case editrici. Per oltre un decennio è stata direttore responsabile di Radio Kàris Ragusa.

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