E’ stato presentato da pochissimi giorni presso l’Istituto Fabio Besta di Ragusa il libro Sabbie mobili. Pubblicato dalla casa editrice romana The Freak, l’opera è il frutto di un percorso di crescita culturale ed umana intrapreso da quattro giovani ragazzi che hanno portato per le scuole d’Italia la bellezza dei valori semplici come la legalità, il merito, il senso civico. Il titolo esprime bene il filo conduttore dei quattro racconti che compongono questo libro. Quattro storie di vita che rispecchiano il sentimento di immobilità con cui la nostra generazione deve fare i conti, a causa dell’incertezza per il futuro e del precariato non solo nel mondo lavorativo. Una generazione a cui probabilmente non manca nulla di materiale ma che “deve lottare contro un senso di smarrimento generazionale, culturale e sociale”, così come ci dice Giovanni Buccheri, nostro conterraneo e autore del racconto “In apnea”.

Gli altri tre racconti sono “Immersi a metà”, di Isabella Inguscio, “Lasciarsi affondare”, di Ludovica Tripodi, e “Per una boccata d’aria”, di Federico De Giorgi, anch’essi specchio delle città e dei paesi che viviamo, ci fanno capire quanta strada ancora ci sia da fare per sradicare dei modi e degli atteggiamenti prevaricatori ed impudenti che riescono a mettere all’angolo la giustizia e la piacevolezza dei gesti semplici.

Una scrittura chiara, senza mezzi termini quella usata da questi autori per affrontare argomenti di un certo peso come mafia, caporalato, voto di scambio.

Dott. Buccheri, quale sentimento ha potuto percepire negli studenti a cui ha presentato il libro?

I ragazzi hanno sentito una forte vicinanza al tema, sono stati coinvolti. Quello che occorre fare nei giovani fin da piccolissimi è educarli alle regole ed al rispetto di esse, ma anche all’idea del possibile fallimento. La società di oggi ci vuole perfetti, ma siamo umani e per imparare dobbiamo cadere; è necessario però imparare a rialzarci e rimetterci in cammino. Un’esperienza per me molto forte è stata la presentazione del libro al carcere minorile di Catania, è più difficile approcciarsi a chi ha vissuto in termini negativi le parole legge e giustizia. Dobbiamo essere positivi, e credere che ci possa essere un riscatto sociale.

Quanto è importante mettere al centro questi temi?

Direi fondamentale. Oggi siamo più egoisti e chiusi. Non dobbiamo lasciare spazio alle paure e dobbiamo confrontarci su questi temi. Quella che noi chiamiamo mafia non è solo un’organizzazione criminale ma è un atteggiamento, un comportamento di prepotenza che, ahimè, spesso non è solo scelto dai nostri ragazzi, ma causato da determinate condizioni o luoghi in cui lo stato fa fatica ad esserci, per questo si aderisce a delle regole diverse che portano su una strada sbagliata.

Un augurio e una speranza per il futuro…

Mi sento fiducioso. Abbiamo il tempo dalla nostra parte e il futuro dipende dai noi e da quello che riusciremo a trasmettere a chi si sta formando. La mia speranza è che si possa compiere una rivoluzione silenziosa, senza armi, ma con le leggi e la costituzione in mano. Ciò che ci porterà ad essere una società migliore sarà l’apertura, l’inclusività e il rispetto della legge che non deve essere contraria alla morale.

Il libro è disponibile su Amazon e presso il sito internet della casa editrice, a Ragusa in alcune librerie tra cui Ubik e Flaccavento. Il viaggio di “Sabbie mobili” comunque continua in diversi istituti scolastici e non solo, su tutto il territorio nazionale.

Maria Teresa Memoria

Maria Teresa Memoria

Curiosa e attenta. Laureata in scienze politiche, intraprende diverse esperienze lavorative. Ama l'arte e lo spettacolo. La sua più grande passione: la musica.

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