Sostenibilità, riciclo, ecologia: sono solo alcuni dei temi che interessano la cosiddetta economia circolare. In Sicilia, per far fronte a tali tematiche in campo edile, nasce, Baltica-Case in Legno azienda fondata a San Cataldo, provincia di Caltanissetta, da Giorgio Maira e Sandra Lunetta: Per noi, restare in Sicilia, è stata una scelta. Volevamo comunicare alla nostra terra un nuovo modo di vedere la progettazione, di pensare al rapporto fra costruito e territorio, di far capire l’impatto che la semplice abitazione può avere sulla propria vita e su quella comunitaria“. Tutto è iniziato per caso, quando la coppia, da sempre appassionata di viaggi, iniziò ad osservare che in varie zone del mondo, le strutture lignee fossero ampiamente utilizzate a prescindere dalla zona climatica.  La curiosità scaturita da queste osservazioni, divenne pian piano interesse. Questo li portò ad effettuare ampie ricerche sul materiale e decidere di edificare la propria abitazione in legno. Successivamente, forti delle conoscenze acquisite, pensarono di trasformare il loro interesse in un vero e proprio lavoro. Iniziarono a ricercare partner, ma alla fine la scelta cadde su Estia, l’azienda con cui avevano collaborato per la costruzione della loro casa. Ad oggi, questa è referente di Baltica per i fornitori estoni come  Palmatim e Ritsu, presenti da più di 20 anni sul mercato, che utilizzano solo legname resistente ed elastico, proveniente da foreste nordiche. Inoltre, Baltica si avvale di personale altamente qualificato che permette di abbattere ulteriormente i tempi di costruzione, già brevi, dell’edilizia in legno. Produrre un immobile in legno permette di ridurre al minimo i costi di climatizzazione, grazie al miglioramento dell’efficienza energetica; ci tutela, grazie al tasso di elasticità del materiale, dalle eventuali sollecitazioni che interessano le strutture al verificarsi dei sisma ed, infine, contrariamente al pensiero comune, una casa in legno, mediante la sua bassa conducibilità termica, resiste maggiormente al calore, quindi agli incendi. Tanti sono i pregi della bio edilizia, ma, alla luce dei numerosi dibattiti sul tema dell’ ecosostenibilità, mi incuriosiva scoprire l’effettivo impatto del processo: “In un’epoca in cui la deforestazione ha raggiunto picchi notevoli in tutto il globo terrestre, può davvero un prodotto ottenuto dall’utilizzo di legname, essere una soluzione realmente sostenibile?“. “Si, lo è“, spiega Giorgio, “infatti, l’impresa ha scelto aziende estoni produttrici perché, nel nord Europa, le attività che utilizzano materie prime dalle foreste, possiedono la certificazione FSC, sono a ciclo controllato e per ogni albero abbattuto, ne vengono ripiantati almeno due“. Questo significa che Baltica partecipa con la sua attività al rimboschimento del nostro pianeta:  il legname utilizzato proviene solo da foreste che vengono utilizzate tramite cicli di produzione controllati, che vanno dalla selezione della materia prima alla filiera che porta al prodotto finito.

Altra piccola “chicca ecologica” è che produrre case in legno non significa solo abbassare le emissioni di  CO2 (ricordiamo che l’8% di queste proviene da materiali da costruzione tradizionali come cemento e calcestruzzo), ma riuscire ad immagazzinare l’anidride carbonica (un m3 di legno riesce a contenere una quantità di anidride carbonica pari ad una casa di 200 m² circa). È importante ricordare che il processo a ciclo controllato permette la sostituzione degli alberi adulti con piante giovani, che trasformano più velocemente l’anidride carbonica in ossigeno, tramite fotosintesi clorofilliana. Molte sono le archistar dedite alla bio-architettura, basti pensare a Peter Zumthor, Glenn Marcutt, Tadao Ando, Sou Fujimoto, Bernard Tschumi, Renzo Piano, Kengo Kuma, Cazú Zegers,Jürgen Mayer, Titus Bernhard e molti altri. Tanti sono gli esempi di interi quartieri costruiti in legno, rispettando le regole della progettazione green.  Ad esempio, entro marzo 2019, a Brumunddal in Norvegia, è prevista l’inaugurazione della Mjøsa Tower: 18 piani interamente in legno, per un’altezza di 85,4 m; in Italia, invece, ricordiamo il Social Housing di Via Cenni, a Milano, 124 appartamenti, 4 torri di 9 piani collegate da corpi a 2 piani, costruiti in soli 18 mesi e  la Cross Lam Tower di Jesolo ancora in costruzione (consegna prevista per l’estate 2019): 105 tonnellate di abete per realizzare 28 appartamenti verticali in piazza Trieste.

Se siete ancora scettici e questi progetti vi sembrano un po’ troppo lontani dalla vostra quotidianità, il team di Baltica è pronto a mostrarvi, mediante il loro studio,aperto a tutti, l’innovazione della bio-edilizia, a testimonianza che credono realmente in quello che fanno, e che sono pronti a “metterci la faccia”.

Eleonora Orfanò

Eleonora Orfanò

Laureata nel 2016 presso l’Accademia di Belle Arti di Catania in Comunicazione e Valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, partecipo parallelamente a corsi e workshop inerenti il settore artistico-culturale. Ad oggi frequento il corso di laurea magistrale in Storia dell’arte e beni culturali, presso l’Università degli Studi di Catania continuando a coltivare i miei svariati interessi.

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