La ritenzione idrica è un problema che affligge milioni di persone (in particolare le donne) nel mondo, dietro ad esso si celano tante cause e spesso ognuno dice la sua in merito per porre un freno a questa degenerazione dell’immagine di noi stessi. Ma esattamente di che si tratta? “Accumulo di liquidi in eccesso nell’organismo”, sarebbe la risposta più immediata da dare, ma a quel punto verrebbe da chiedersi come, dove e perché! In questo articolo vedremo cosa si intende esattamente per ritenzione idrica, le sue principali cause (evitando di addentrarci in patologie più specifiche in cui la ritenzione idrica è un fattore secondario alle stesse) e delle soluzioni semplici per migliorare questa fastidiosa problematica.

Cos’è?

La ritenzione idrica non è necessariamente un eccesso di liquidi presenti all’interno del nostro corpo, piuttosto è una mal distribuzione degli stessi tra i due compartimenti cellulari: intra ed extracellulare. Quando vi è uno sbilancio di tali liquidi a favore del compartimento extracellulare (lo spazio cosiddetto interstiziale tra una cellula e l’altra), ciò che si verifica visivamente è il tipico aspetto con gambe gonfie e senso di pesantezza dovuto alla presenza di edema, normalmente non doloroso, morbido al tatto, che può causare la formazione di vere e proprie “fossette”, soprattutto se la persona è soggetta a costanti oscillazioni del peso. La parte inferiore del corpo è di solito la più colpita ma talvolta si notano segni di ritenzione idrica anche nel tronco e negli arti superiori.

Perché insorge?

La ritenzione idrica ha un notevole numero di cause tra cui:

  • Alimentazione non equilibrata, con eccesso di alimenti salati ed eccessivamente processati;
  • Problematiche micro-circolatorie con difficoltà nel ritorno venoso e nel drenaggio linfatico;
  • Uso frequente di terapie farmacologiche a base di anti-infiammatori, cortisonici, contraccettivi o terapie ormonali sostitutive;
  • Patologie gravi a carico di cuore, fegato, reni…

Vi sono poi fattori predisponenti come l’abuso di alcol, fumo, l’ intolleranza al lattosio non diagnosticata, il sovrappeso, la gravidanza, l’ uso di abiti stretti, tacchi alti, lo stare in piedi per molte ore, che incrementano la possibilità dell’insorgere del disturbo.

Come contrastarla?

Individuato il motivo o i motivi del perché si crea questo disequilibrio nella distribuzione dei liquidi nel nostro organismo possiamo agire con soluzioni atte a ripristinare la situazione.

  1. Migliorare la massa cellulare attiva (BCM), ossia la componente cellulare metabolicamente attiva dell’organismo della massa magra, quindi quella responsabile del metabolismo basale e del consumo di ossigeno. Il glicogeno presente all’interno delle cellule richiamerà acqua dal compartimento extracellulare così da migliorare l’equilibro dei liquidi corporei. Come fare? Allenandosi in maniera specifica.
  2. Migliorare il ritorno venoso: se per genetica o cattive abitudini posturali o entrambe le cose avete un mal funzionamento del microcircolo, sarete affetti dalla stasi venosa o linfatica. La soluzione in questo caso è quella di tonificare gli arti inferiori, muoversi con camminate giornaliere, non stare troppo tempo in piedi o seduti, scegliere in seguito a visita angiologica un calza a compressione graduata, adottare il vecchio metodo del cuscino sotto ai piedi di notte e assumere degli integratori naturali con principi attivi idonei a migliorare il tono vasale (centella, vite rossa, amamelide, per citarne alcuni…)
  3. Evitare i fattori predisponenti e migliorare l’alimentazione: fumo, alcol ed eccesso di sale sono nemici della ritenzione idrica; potassio, magnesio e vitamine antiossidanti (come la A, la C e la E) sono invece ottime alleate per combatterla. Non fatevi mai mancare frutta e verdura che sono una miniera di questi micronutrienti, al tempo stesso è fondamentale non scendere sotto la quota raccomandata di proteine giornaliere per il proprio fabbisogno.
  4. Bere! È fondamentale idratare l’organismo, non abbiate paura di “peggiorare la vostra situazione”, se osservate i primi tre punti l’acqua introdotta si distribuirà nella maniera più corretta.
  5. Rimedi naturali: esistono dei principi attivi naturali (anche sotto forma di integratori da assumere per via orale) come quelli contenuti in asparago, carciofo, ananas (la famosa bromelina) che aiutano nel drenaggio dei liquidi corporei. Tuttavia se lo stile di vita resta scorretto e gli accorgimenti di cui sopra non vengono attuati il risultato dopo la loro assunzione non sarà molto soddisfacente.
Roberta Latifi

Roberta Latifi

Farmacista e a breve nutrizionista, penna di salute e benessere per 97100. La dott.ssa Roberta si dedica al suo lavoro promuovendo modelli di prevenzione della salute umana sulla base delle più aggiornate scoperte scientifiche, somministrandole in una rubrica ricca di spunti e curiosità.

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