Cari amici di 97100, tutti quanti nella nostra vita abbiamo letto almeno una volta il fumetto di Topolino e riso insieme alle sue esilaranti avventure. Dovete sapere che era il 7 aprile del 1949 quando uscì il primo magazine, all’inizio avevano pensato mensile, poi visto il successo riscosso hanno deciso di farlo uscire bisettimanalmente.
Ma sappiamo bene che questo fumetto col bordo giallo è stato tramandato per generazioni di padre in figlio; quindi fu talmente tanto il successo che negli anni ‘60 decisero di farlo uscire settimanalmente (e possiamo dire che la produzione Disney fumetti è totalmente italiana).

Mercoledì 3 aprile è arrivato nelle edicole il numero 3306, tutto dedicato al compleanno. Topolino è arrivato in edicola con una cover disegnata dal Maestro Giorgio Cavazzano, che rivisita in chiave moderna la famosissima cover rossa del 1949 in cui Topolino veste i panni di suonatore di banda. In allegato la storia del magazine dalle sue origini ai giorni nostri, che mette in luce tutti i momenti salienti che hanno reso così speciale questo magazine: una lettura imperdibile, per cultori e non solo, che permette di scoprire numerose curiosità…
Mentre da mercoledì 10 aprile possiamo trovare in allegato la prima delle 30 targhe metalliche dove saranno incise alcune delle copertine più belle. Ed un fascicolo che racconterà alcuni aneddoti legati a quel numero.
E i grandi collezionisti troveranno nella loro fumetteria di fiducia “Topolino 70 anni di copertine”  che raccoglie le  150 cover che hanno fatto la storia. Grazie a questa rivisitazione vengono omaggiati tutti i grandi artisti che hanno messo il loro talento e la loro passione nella realizzazione di questo progetto.
Anche noi di 97100 facciamo gli auguri alla Disney ed al Topo più astuto che ci sia, che ci ha permesso di emozionarci e vivere insieme a lui tante fantastiche avventure.

Alessandro Rimaudo

Alessandro Rimaudo

33 anni, fin da bambino mi sono appassionato a cartoni, anime, giochi, videogiochi, film e serie TV e da allora questa passione non mi ha più abbandonato. Grazie alla gente che ho incontrato lungo il mio percorso e confrontandomi con loro, ho capito che questa cultura può essere alla portata di tutti e che la fantasia e la creatività possono davvero fare la differenza in ognuno di noi.

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