Sei donne, sei storie, sei esperienze differenti: Maria Stimolo, Content Writer di GDG Catania, inaugura presso Vulcanìc l’ International Women’s Day 2019. Un incontro sulle donne per le donne, digital e non solo, che attraverso workshop e speech motivazionali raccontano il loro essere #remarkable. Dopo una breve presentazione di GDG da parte di Fabio Arceri, Lead Community Manager presso GDG Catania, Martina Chillura, Digital Strategy, Event Manager, collaboratrice GDG e Women Techmakers, racconta la sua storia iniziando proprio da Catania, città in cui frequentava un corso di linguaggi di programmazione. “Ero demotivata, non sapevo cosa stessi facendo quando, guardai un video su Ted in cui Reshma Saujani, Founder e Ceo Girl di Who Code, parlava dell’importanza di insegnare alle ragazze ad essere coraggiose, non perfette. Questo è il messaggio che oggi voglio trasmettere durante l’incontro. Infatti, da quel momento in poi, iniziai a scommettere su me stessa, accettai la collaborazione con GDG Catania ed entrai nel team di comunicazione. Ad oggi,  promuovo l’inclusività per chi opera in campo tecnologico, creando community in cui scambiare progetti, idee, risorse: bisogna sempre rischiare e credere nelle proprie capacità”. Dopo un caloroso applauso, Laura La Manna, ingegnere che si occupa di software projects management per TeamSystem S.p.A., ci racconta delle sue scelte, prese in opposizione agli stereotipi culturali che spesso caratterizzano il binomio donna-lavoro. “Dopo la laurea molti mi dissero di intraprendere la carriera dell’insegnamento, perchè solo in questo modo avrei potuto conciliare maternità e carriera. Grazie a mia madre, che mi ha sempre insegnato a perseguire i miei obiettivi, al mio compagno che ha sempre creduto in noi e alla lungimiranza dell’azienda per cui lavoro, ho una famiglia, due bambini e il lavoro che amo. Io e mio marito abbiamo scelto di lavorare assieme per la nostra famiglia, senza per questo rinunciare alle nostre carriere e alla nostra crescita personale. Proprio in questo periodo, in cui gli atti di violenza contro le donne sono all’ordine del giorno, è importante ricordare che non esiste solo la violenza fisica, ma anche quella psicologica. Non dobbiamo mai permettere a nessuno di sminuire la nostra persona e di distruggere le nostre idee”.

Storie di donne forti, decise, combattive, che si fanno avanti in realtà difficili, come ci racconta anche Elisa Bonacini, Archeologa e  Program Coordinator presso izi.TRAVEL – Italia, che si scontra con il mondo della ricerca universitaria. Assegnista di ricerca all’Università degli studi di Catania con un progetto pilota per Google, per mancanza di fondi, allo scadere dell’anno, non le fu rinnovato il dottorato.  Alla fine del 2015, conobbe una Project manager di izi.TRAVEL, alla quale propose la sua idea di progetto. Il CEO dell’azienda decise di finanziarlo. Elisa iniziò a colmare il gap legato alla comunicazione culturale che caratterizza la nostra terra utilizzando proprio quella piattaforma. “Fui l’unica consulente che si spese a titolo gratuito per l’Assessorato Regionale per i beni culturali e l’unica a cui l’azienda ha mai finanziato un progetto. Nel 2016 inizia il mio percorso con izi.TRAVEL-Sicilia e dal 2017 continuo imperterrita, senza finanziamenti, nella realizzazione di questa impresa, che da semplice progetto si è trasformata in un processo. Ancora c’è molto lavoro da fare, ma credo che, alla fine, sia importante votarsi ad un nuovo modo di raccontare il patrimonio culturale. Al giorno d’oggi si parla tanto di accessibilità, ma la prima su cui bisogna lavorare è quella culturale, raggiungibile solo grazie ad una democratizzazione dei contenuti e dei linguaggi”. Continuando sul filone dei contenuti,

Alessia Cataudella, direttore di “97100”, racconta la passione per la propria professione e l’amore imprescindibile per la carta. “Tutto inizia in terza elementare quando la maestra, leggendo il mio tema, si accorse della mia particolare propensione alla scrittura. Con il passare degli anni, quell’attitudine alla scrittura, già trasformata in passione al liceo, divenne certezza: volevo fare del giornalismo il mio mestiere. Questo percorso non fu facile né privo di problemi. Mi resi conto di voler restare a Ragusa: capii di poter dare qualcosa alla mia città e di poter trasformare la mia esperienza presso il quotidiano “La Sicilia” in un nuovo contenitore di notizie, tutto digitale. Dal 29 ottobre 2018 è online “97100”, di cui sono il direttore. All’interno di questo contenitore di informazioni, fatto di volti conosciuti ed emergenti del giornalismo siciliano, lo storytelling è l’elemento fondante. Ritengo che qualsiasi sia la direzione da prendere, l’impegno, l’amore, l’umiltà, devono sempre essere alla base di tutto il percorso. L’autoreferenzialità, il protagonismo non hanno motivo di esistere, basta concentrare le proprie forze nel raggiungimento del proprio obiettivo.”

A ridosso del pranzo Monica Vitale, avvocato, ci racconta di come lavorare al suo sito Cucinare Chiaccherando, le abbia cambiato la vita. “Dopo l’abilitazione e un anno sabbatico, decisi di mettere in pratica la mia passione per la cucina. Iniziai a postare ricette su Cook Around, a partecipare ai raduni che organizzava: qui conobbi 13 ragazze ed insieme, il 25 aprile del 2015, decidemmo di aprire un blog: Cucinare Chiaccherando. Successivamente il blog divenne un vero e proprio sito, le ragazze per varie motivazioni si ritirarono ed io, per portare avanti questa attività, iniziai a studiare intensamente comunicazione e fotografia. Da food blogger, partecipo a show cooking, eventi live social, ma il cambiamento più grande è legato alla sfera personale: la scoperta di nuove passioni come quella per la fotografia e ai viaggi vissuti da sola.” 

Con Valentina Ventura, Women Techmakers Italia, si parla invece di traduzione. “La traduzione a primo impatto viene percepita come passaggio da una lingua all’altra, ma in realtà è molto di più: ad esempio è il passaggio dall’idea alla realizzazione del progetto. In un mondo in cui culturalmente la donna è sempre stata vista come “una costola dell’uomo” e tutt’ora le azioni politiche non hanno ancora cambiato del tutto questa concezione, programmi come WTM sono fondamentali per dare voce alle donne. Google è stata la prima azienda ad occuparsi di questa tematica: dare una nuova interpretazione della donna, tradurne la figura, il ruolo, l‘immagine all’interno della società. Inoltre lo stesso impegno viene messo a disposizione di tutte quelle minoranze che ad oggi non vengono considerate in maniera esaustiva”.

Infine Federica Miceli, per Igers Siracusa, ci racconta del suo percorso, e del prendere consapevolezza che la realtà d’ufficio non era fatta per lei. “Dopo la laurea, riuscii ad ottenere, in tempi piuttosto brevi, l’agognato contratto a tempo indeterminato. ma capii ben presto che non era la mia strada. Grazie ai miei amici, iniziai a maturare, l’idea di sfruttare le mie molteplici capacità, che solitamente mettevo a disposizione dei conoscenti in maniera del tutto gratuita, per sviluppare una mia attività. Così diventai social media manager. Puntate ai vostri obiettivi, create reti e rischiate. raggiungerete sicuramente grandi traguardi personali.” 

Grandi storie incorniciate da vari speech: Personal branding con Maria Stimolo, Curriculum vitae con Federica Spoto e Francesca Barbagallo ed infine Valentina Di Mauro e Francesco Sciuti con il loro workshop tecnico “Action on Google”. Visti i risultati di quest’anno, non ci resta che aspettare il 2020 per il prossimo evento.

Eleonora Orfanò

Eleonora Orfanò

Laureata nel 2016 presso l’Accademia di Belle Arti di Catania in Comunicazione e Valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, partecipo parallelamente a corsi e workshop inerenti il settore artistico-culturale. Ad oggi frequento il corso di laurea magistrale in Storia dell’arte e beni culturali, presso l’Università degli Studi di Catania continuando a coltivare i miei svariati interessi.

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