L’Artrite è un’ infiammazione delle articolazioni sempre più diffusa, ne esistono diverse tipologie e individuare la causa non è sempre cosa facile. Può essere acuta, cronica, spesso ha un’origine di tipo autoimmune ma le costanti sono il gonfiore, il dolore e la rigidità articolare, con talvolta arrossamento della cute. Quello che è evidente è una bassa qualità della vita dei pazienti, costretti a confrontarsi con un dolore giornaliero e altalenante che li limita nelle normali azioni della quotidianità. Si stima che per il 2050 i malati di artrite saranno circa 130 milioni. Purtroppo una cura definitiva ad oggi non c’è e ciò che si fa è agire sulla sintomatologia.

I farmaci più prescritti sono gli anti-infiammatori, con tutte le conseguenze ed effetti collaterali che ne possano derivare essendo terapie da fare su lungo periodo. Per cui, per chi convive con la malattia, vale la pena di esplorare nuovi approcci, molto più innocui per l’organismo. Queste scoperte che sto per elencarvi derivano da una revisione 68 precedenti studi sull’argomento pubblicata sulla rivista specializzata Rheumatology e realizzata dai ricercatori dell’Università di Surrey, in Inghilterra. (https://academic.oup.com/rheumatology/article/57/suppl_4/iv61/4975692)

1) Alimentazione ed esercizio fisico specifici:

Soprattutto nei soggetti in sovrappeso o obesi, caratterizzati da infiammazione sistemica di basso grado costante. La perdita di peso si è rivelata essenziale per ridurre il dolore ma non solo per lo sforzo che le articolazioni subiscono. I valori dell’infiammazione infatti sono nettamente migliorati inserendo nei piani alimentari dei soggetti alimenti ricchi di nutrienti anti-infiammatori. Il tutto unito ad esercizi aerobici specifici volti a rafforzare e donare maggiore elasticità alla struttura scheletrica.

2) Stop a fumo e alcol:

Entrambi sono potenti induttori dell’infiammazione. Eliminarli dalla propria vita è determinante  nel contribuire a spegnere l’infiammazione.

3) Omega-3:

I potenti effetti anti-infiammatori di EPA e DHA sono ampiamente stati riscontrati in numerosi studi. Assumerli per migliorare il quadro infiammatorio e le condizioni dell’apparato cardiovascolare è un’ottima strategia per migliorare il quadro clinico.

4) Vitamina D:

Regola il metabolismo delle ossa e l’assorbimento di calcio alimentare ma recentemente è stato scoperto anche il suo ruolo nella regolazione dei processi infiammatori. Questa vitamina liposolubile si sintetizza esponendo il corpo al sole in determinate condizioni, tuttavia in caso di carenza è opportuno ricorrere ad una supplementazione.

5) Vitamina K2:

Coinvolta come cofattore  nelle reazioni di remineralizzazione delle ossa e nella sintesi di proteine delle cartilagini, la vitamina K2  (menachinone) gioca un ruolo fondamentale per la crescita e la conservazione corretta del nostro scheletro.

Possiamo incrementarne l’assunzione mangiando ortaggi a foglia verde, come ad esempio gli spinaci,  la troviamo nei broccoli, negli asparagi, nei cavoli, nella soia, nei prodotti caseari.

Roberta Latifi

Roberta Latifi

Farmacista e a breve nutrizionista, penna di salute e benessere per 97100. La dott.ssa Roberta si dedica al suo lavoro promuovendo modelli di prevenzione della salute umana sulla base delle più aggiornate scoperte scientifiche, somministrandole in una rubrica ricca di spunti e curiosità.

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