Presenti all’incontro gli Chef che hanno partecipato alla formazione e che si sono diplomati. Fondamentale il ruolo svolto dal magazine e Guida ai ristoranti “Sicilia da Gustare”

Ha rappresentato un’ottima occasione per ribadire, ancora una volta, gli aspetti positivi e i vantaggi di osservare un regime alimentare sano e secondo i canoni della Dieta Mediterranea l’incontro svoltosi lunedì 15 aprile nell’aula magna del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania. L’incontro è stato organizzato allo scopo di concludere e consegnare ufficialmente i Diplomi del Corso professionalizzante in Medicina Culinaria: “Applicazioni scientifiche alla base della dieta mediterranea”, inaugurato un anno fa sotto l’egida di “Healing Chef”, ovvero la cucina che aiuta a guarire e che ha visto la partecipazione di una dozzina di prestigiosi chef siciliani provenienti da diverse province dell’isola. Presentato e moderato dal giornalista Antonio Iacona, il “graduation day” ha così consentito, grazie ad interessanti interventi di docenti ed esperti di settore, di approfondire alcune tematiche importanti e delicate legate strettamente al mondo della tavola e della ristorazione. Pervenuti i saluti del Magnifico Rettore dell’Università di Catania, Prof. Francesco Basile, e del Prof. Filippo Drago, Direttore del Dipartimento di Scienze biomediche e biotecnologiche, che nonostante i numerosi impegni istituzionali hanno voluto far giungere il proprio sostegno all’incontro, sono intervenuti: il Prof. Agatino Russo, Direttore del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente, che ha sottolineato l’importanza e l’attualità di un simile corso che evidenzia gli aspetti positivi che partono dalla tavola per una vita sana; il Prof. Salvatore Cosentino, Ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee, che ha sostenuto da subito il corso, di cui è stato Coordinatore assieme al Dott. Giuseppe Caruso, dirigente dell’Area didattica dell’Ateneo, intervenuto subito dopo. Il prof. Cosentino ha anche ribadito il forte gioco di squadra che ha caratterizzato questa esperienza didattica e che certamente vedrà ulteriori sviluppi.

Molto seguita, poi, dai corsisti, dal pubblico e da parte della stampa specializzata presente all’incontro, la lectio magistralis del Prof. Michele Carruba, Ordinario di Farmacologia dell’Università di Milano, ospite d’onore dell’incontro, intervenuto su: “Alimentazione, strumento di salute o malattia”. Statistiche alla mano, con dati recenti emersi da studi approfonditi, il Prof. Carruba ha sottolineato come, nonostante l’Italia sia il Paese “culla” della Dieta Mediterranea, come popolazione ne stiamo perdendo la percezione, facendoci scivolare di mano sia la sua importanza culturale che alimentare. Quali sono, dunque, le nostre vere abitudini alimentari? Quanti errori si cominciano a compiere sin dalla tenera età, in famiglia e in ambito scolastico? Quanto è importante abbinare ad una corretta alimentazione anche una sana attività fisica? La base e l’approccio sono sempre di tipo culturale, come sosteneva il filosofo Feuerbach: “L’uomo è ciò che mangia” e naturalmente nel corso dei secoli sono notevolmente cambiate le abitudini alimentari dei vari Paesi. Fa riflettere, inoltre, il dato secondo il quale almeno il 50% dei rischi di malattie dipende dallo stile di vita di un individuo, mentre per il 25% dipende da aspetti genetici, il 15% dalle condizioni sociali e appena il 10% da aspetti prettamente medici. Tutti argomenti che sembrerebbero ormai assodati e che invece sono ancora purtroppo lontani dalla maggior parte della popolazione italiana. Infine, le varie differenze da un territorio all’altro, da provincia a provincia e da regione a regione, mentre un ruolo fondamentale lo giocano ancora una volta i cuochi, dato che oltre il 50% della popolazione continua a consumare pasti fuori casa.

Il Prof. Biagio Fallico, Ordinario di Scienze e tecnologie alimentari, ha poi presentato il nuovo Corso di laurea in Scienze e tecnologie della ristorazione e distribuzione degli alimenti mediterranei del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente, che partirà il prossimo settembre nell’Ateneo catanese e che rappresenta una novità molto importante nel settore della formazione didattica e ancor più se applicata appunto in ambiti professionali proprio come la ristorazione, negli ultimi decenni sempre più al centro dell’attenzione e dell’informazione.

Infine, la cerimonia di consegna dei diplomi del corso, con la presenza degli chef che hanno conseguito il titolo di studio: Andrea Alì, Salvatore Calleri, Riccardo Cilia, Vincenzo Riccardo Cinardo, Paolo Di Domenico, Vincenzo Candiano, Roberta Gallo, Gianluigi Mangia, Concetto Rubbera, Maurizio Urso, Nicola Zinna.

Fondamentale per la realizzazione del corso è stato il supporto del magazine e Guida ai ristoranti “Sicilia da Gustare”, diretto da Gianna Bozzali, con l’editore Carmelo Pagano, che, con l’ideatrice del Corso, Dott.ssa Carla Savoca, è riuscito ad avviarlo un anno fa all’Università di Catania grazie alla collaborazione fra il Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente e il Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche. Il progetto Healing Chef infatti è stato portato avanti con l’obiettivo di approfondire le tematiche di applicazione scientifica alla base della Dieta Mediterranea, e ha trovato il sostegno dell’Università, occupandosi di creazioni gastronomiche realizzate con ingredienti dotati di particolari proprietà curative oppure mediante peculiari modalità preparative che possono contribuire al percorso terapeutico per patologie cardiovascolari, neuropsichiatriche, disturbi del comportamento alimentare, patologie endocrine, e altre. Oggi quanto mai, infatti, è davvero fondamentale avere in cucina del personale preparato e specializzato, a cominciare proprio dagli chef.

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