Si è concluso uno degli appuntamenti più attesi nel corso dell’anno, la Milano Design Week, che dal 9 al 14 Aprile ha coinvolto la città meneghina in talk, workshop, installazioni, mostre, visite guidate e iniziative per bambini. La manifestazione milanese, che ha affiancato il Salone del Mobile 2019, quest’anno ha sviluppato preminentemente la tematica legata al riciclo e all’attenzione per l’ambiente, sottolineando in particolar modo il rapporto tra uomo, natura e architettura. Tali argomenti, insieme a molti altri, sono stati proposti anche durante gli eventi del Fuori Salone. Tra le opere emblematiche di questa edizione vi sono la “Maestà Sofferente” di Gaetano Pesce in Piazza Duomo, un omaggio alle lotte delle donne per la conquista dei loro diritti e che si ispira chiaramente alla sua iconica seduta  UP5&6 di B&B e l’ “IQOS World revealed”, il  palazzo che si apre come una cerniera sito all’interno di Opificio 31 in zona Tortona, realizzata dallo urban artist britannico Alex Chinneck. Oltre alle installazioni presenti al Brera District, nella Conca dell’Incoronata del Naviglio e in altri punti nevralgici del tessuto urbano milanese, evento di grande importanza è stato l’apertura del Museo del Design italiano alla Triennale di Milano. Aperto al pubblico dal 9 aprile e diretto da Joseph Grima, presenta il primo step di un  progetto molto ambizioso che porterà  alla realizzazione del museo sul design più significativo al mondo. Le opere  esposte sinora, appartenenti ai designer che hanno reso grande l’Italia nel mondo, racchiudono l’arco temporale che va dal Dopoguerra all’inizio degli anni Ottanta. Si ritrovano nomi come Marco Zanuso, Ettore Sottsass, Achille Castiglioni, Enzo Mari, Bruno Munari, Aldo Rossi, Franco Albini, Gae Aulenti, Giò Ponti, Gaetano Pesce e molti altri.

Ma oltre questi importanti eventi, la città viene investita da un vortice creativo che interessa anche gli allestimenti nelle vetrine dei negozi come quelle della boutique Luis Vuitton. Interessanti anche le mostre organizzate durante la Design week. Tra queste, di grande spessore  “Alessi, A new moka is blooming”, presente al Mudec dal 9 al 14 di Aprile. Alessi infatti, in occasione del lancio della nuova Moka progettata da David Chipperfield, ha celebrato la caffettiera come simbolo della cultura italiana e della sua memoria,  ripercorrendo la storia di Alessie da Richard Sapper (1979) a David Chipperfield (2019). Inoltre, anche stavolta, la forte interrelazione tra design e moda si evidenzia in eventi e mostre quali Shoes: Vivienne Westwood”. L’atelier Vivienne Westwood in Corso Venezia, ha ospitato la mostra curata meticolosamente nell’allestimento, che ha ripercorso la storia della maison attraverso l’esposizione delle scarpe iconiche. Dalle Pirate Boot, indossate dalle modelle nel corso della sfilata di debutto del 1981, alle Super Elevated, che fecero capitolare, durante la sfilata del 1993, una grande top model come Naomi Campbell. Durante la Design Week 2019 , un vero melting pot di culture e stili ha colorato la frenetica Milano, creando nuove sinergie e spunti di riflessione. E la Sicilia? La Sicilia c’era. Designers, innovatori, gente che ha tratto ispirazione dai suoi paesaggi e dalle sue storie, portando un po’ della nostra “sicilitudine”all’interno di questa importante manifestazione. Noi queste realtà le vogliamo raccontare. A voi lettori, non resta che il piacere di scoprirle nei prossimi articoli su  97100.

Eleonora Orfanò

Eleonora Orfanò

Laureata nel 2016 presso l’Accademia di Belle Arti di Catania in Comunicazione e Valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, partecipo parallelamente a corsi e workshop inerenti il settore artistico-culturale. Ad oggi frequento il corso di laurea magistrale in Storia dell’arte e beni culturali, presso l’Università degli Studi di Catania continuando a coltivare i miei svariati interessi.

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