Come anticipato nel mio precedente articolo, giorno 9 aprile u.s. è stato pubblicato dal Dipartimento Regionale dell’Energia, in via preliminare, il Piano Energetico Ambientale della Regione Siciliana PEARS 2030 – Verso l’Autonomia Energetica dell’Isola. Il documento, mirato ad aggiornare gli strumenti di pianificazione energetica regionale, recepisce gli obiettivi energetici e climatici al 2030, sulla base di quanto fissato dall’Unione Europea e dal Piano Nazionale per l’Energia e il Clima. La Regione pone alla base della sua strategia energetica l’obiettivo programmatico assegnatole all’interno del decreto ministeriale 15 marzo 2012, il cosiddetto “Burden Sharing”, che consiste nell’ottenimento di un valore percentuale del 15,9% nel rapporto tra consumo di energia prodotta da fonti energetiche rinnovabili e consumi finali lordi di energia sul territorio regionale al 2020. Passato infatti il periodo di forte incentivazione dei grandi impianti Eolici e Fotovoltaici, è necessario oggi elaborare un’attenta strategia regionale per l’efficienza energetica e per l’energia rinnovabile che tenga conto sia del processo oramai inarrestabile di decarbonizzazione dell’economia, sia del modello di sviluppo basato sulla sostenibilità sociale, ambientale ed economica della Sicilia.

La penetrazione della quota FER (Fonti di Energia Rinnovabile) nella produzione di energia elettrica per il fabbisogno dei consumi regionali aumenterà di un fattore 2,25 a fronte di quanto segue:

  • incremento di un fattore di 3,5 della produzione da fotovoltaico, grazie alla nuova potenza installata e al revamping degli impianti esistenti;
  • incremento di un fattore di 2,2 della produzione di energia da impianti eolici grazie al repowering della potenza installata;
  • incremento del 50% dell’energia elettrica prodotta dalle biomasse solide;
  • incremento del 10% dell’energia elettrica prodotta dagli impianti biogas;
  • raddoppio dell’energia termica prodotta dagli impianti solari termici;
  • raddoppio dell’energia termica contabilizzata per le pompe di calore;
  • per l’energia da biomassa solida si è supposto un incremento del 10% nel settore non residenziale, mentre per il settore residenziale si suppone di tornare al valore massimo registrato nel 2012;
  • sviluppo della geotermia con un incremento di 10 volte del calore prodotto.

Un ruolo fondamentale per lo sviluppo delle fonti rinnovabili termiche sarà altresì rappresentato dal biometano prodotto a partire dagli scarti agricoli, da FORSU (Frazione Organica di Rifiuto Solido Urbano), da sottovaglio e dai fanghi da depurazione. In buona sostanza se saranno attuate le direttive programmatiche, il PEARS renderà possibile la transizione energetica verso l’utilizzo sempre più spinto di fonti rinnovabili anche in Sicilia che, a parità di produzione di energia elettrica (nel 2017 circa 18 miliardi di kWh), nel 2030 produrrà la stessa energia con un incremento del 150% della quota green, a discapito dell’utilizzo di fonti fossili tradizionali.

L’intero processo di decarbonizzazione dell’energia sarà sostenuto da un adeguamento sia della rete elettrica (di trasmissione e di distribuzione), sia degli strumenti di mercato che dovranno consentire di abilitare le FER all’erogazione dei servizi di rete nel nuovo mix energetico. E’ indubbia la positiva ricaduta occupazionale che potrà offrire un tale scenario di sviluppo della green economy in Sicilia; da prime stime si parla di oltre 400 mila lavoratori coinvolti, con un’occupazione media di 35 mila addetti l’anno tra il 2020 e il 2030 e 15,5 miliardi di euro di investimenti da realizzare a regime.

Allo scopo di creare maggiori opportunità professionali nel campo delle fonti rinnovabili dovrà essere rinnovata e reindirizzata l’offerta formativa, programmando corsi di specializzazione per gli Istituti Tecnici e Scuole Regionali ad hoc. L’obiettivo dovrà essere quello di creare nella Regione stessa le competenze per l’installazione e la gestione dei nuovi impianti a fonti rinnovabili, minimizzando la necessità di affidarsi ad aziende estere o del resto d’Italia e facendo ricadere sul suolo siciliano il capitale pubblico e privato investito in ambito energetico. Ciò potrebbe aumentare la competitività delle imprese siciliane e garantire l’impiego della manodopera specializzata non solo in Sicilia per la sola costruzione di impianti, ma anche in altre zone dell’Italia e del mondo.

Monitoriamo i futuri sviluppi!

Giancarlo Bellina

Giancarlo Bellina

Giancarlo Bellina nasce a Ragusa, il 4 gennaio 1963, da famiglia e antenati ragusani; cresce a Siracusa con l’impronta indelebile della sua città natia, attraverso quei valori della tradizione che influenzeranno la sua storia personal-professionale.
Studia Ingegneria Elettrotecnica a Catania dove si laurea con il massimo dei voti nel 1987; sposato con Nelly, insegnante di Lettere e Filosofia, ha 2 figli Beatrice di 18 e Gianmarco di 16 anni.
Nel 1989 inizia la sua esperienza lavorativa in ERG, ricoprendo diversi incarichi tecnici nei settori dell’Automazione di Processo e di Project Management.
Nominato Dirigente nel 2003, nel 2005 è Responsabile di Esercizio e Manutenzione della prima centrale al mondo che produce energia pulita dai residui di raffinazione; nel 2008 è Direttore dei Progetti di Investimento Strategici di ERG Power&Gas.
Nominato Direttore Generale di ISAB Energy nel 2010, dal 2015 è Direttore dell’Area di Generazione Termoelettrica e Idroelettrica di ERG e Presidente della Sezione Chimica, Energia e Petrolio di Confindustria Siracusa.
Impegnato in progetti di solidarietà nel Kiwanis International, studia chitarra classica e ama scrivere; è autore di 2 libri: l’Albero del Milicuccu (Genius Loci, 2013) e Alla ricerca del tempo…per vivere (Morrone, 2016).
Il suo motto: “Non preoccuparsi di sapere dove sta il confine tra il possibile e l’impossibile è ciò che fa avanzare l’umanità”

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