È bufera in questi giorni nel palinsesto della Rai. La chiusura dei due canali Movie e Premium ha infatti scatenato una bufera anche nel web. La decisione dei vertici ha fatto scendere in campo anche il sindacato. Per l’USIGRai, infatti, è una scelta ardua quella di chiudere questi canali satellitari e in digitale. L’Unione Sindacale Giornalisti Rai fa notare come la chiusura dei canali che trasmettono film e serie TV è ingiustificabile visti i bassi costi di gestione e i “buoni” risultati di share. Effettivamente visto che ci sono le nascite di nuove piattaforme si rischia di mandare la gente a farsi un abbonamento su Netflix o simili. Non contenti di questa cosa – che voglio definire assurdità – hanno pensato di sostituirli con 2 canali, Rai4 che sarà prettamente maschile e Rai6 che sarà tutto al femminile. Questo sarebbe un grande passo indietro per un Paese che vuole crescere ed emanciparsi, creare dei canali che dividono le passioni della gente. Ormai oggi anche gli uomini vedono programmi di cucina e le donne vanno matte per i film di azione, per cui spero ci pensino bene prima di accettare questo scempio.

Inoltre ricordiamo che Rai Movie e Rai Premium costano circa un milione all’anno e fatturano in pubblicità 30 milioni di euro, secondo dati diffusi dal Giornale e citati dal Corriere. Occupano uno share rispettivamente di circa 1,1 e 1,2%, con una buona costanza. Quindi spero che L’USIGRai faccia i dovuti controlli e cerchi i vari chiarimenti. È spiacevole sapere che programmi che culturalmente non offrono nulla anzi aumentano il Trash vanno in prima serata e programmi che offrono dei bei contenuti vanno penalizzati.

Alessandro Rimaudo

Alessandro Rimaudo

33 anni, fin da bambino mi sono appassionato a cartoni, anime, giochi, videogiochi, film e serie TV e da allora questa passione non mi ha più abbandonato. Grazie alla gente che ho incontrato lungo il mio percorso e confrontandomi con loro, ho capito che questa cultura può essere alla portata di tutti e che la fantasia e la creatività possono davvero fare la differenza in ognuno di noi.

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