C’è una nuova forma di “turismo”, se così possiamo chiamarla, che non ha niente a che fare con spiagge paradisiache, musei nazionali o monumenti storici. Parliamo del fenomeno degli “Urban Explorer” (“Esploratori Urbani”), avventurieri affascinati dallo stato di abbandono e degrado di strutture un tempo vibranti di vita. Uno di questi è Fabrizio Ruggieri, videomaker, che ha deciso di documentare attraverso la sua serie a puntate “Sicilia Abbandonata” l’incuria di edifici al cui interno si celano misteri e leggende dimenticati nel tempo.
Sono al momento dieci i luoghi di rilevanza storica e palcoscenici di episodi insoliti adesso risucchiati dalla vegetazione selvaggia, e su cui Fabrizio ha puntato il proprio obiettivo. Dieci ecomostri, dieci “fantasmi” tutti da scoprire!

Gli abbiamo fatto alcune domande:

Perché hai deciso di diventare un videomaker? Com’è nata questa passione?
“Il sogno di diventare videomaker l’ho sempre avuto da bambino. Sono stato da sempre appassionato all’arte della cinematografia, ai film horror e alla loro realizzazione.”

Dicci di “Sicilia abbandonata”. Qual è stato il processo creativo creativo che ha portato alla sua ideazione e realizzazione?
“Per la creazione del format ho tratto ispirazione da “Italia abbandonata”, ma naturalmente ho aggiunto un ingrediente nuovo ovvero lo stile personale mio e della mia squadra. Già all’età di 10 anni mi piaceva aggirarmi per le campagne alla ricerca di posti misteriosi, e dato che sono sempre stato un amante del genere horror, ho dovuto semplicemente dare sfogo ad una mia necessità artistica e personale.”

Racconti di una Sicilia spesso nascosta e rilegata nel dimenticatoio. Come riesci a documentarti sulla storia di ogni singolo luogo?
“Ricerche su Internet. E se ciò non dovesse bastare vado con il mio team a raccogliere informazioni direttamente sul posto per cercare di raccogliere maggiore documentazione possibile.”

Quali sono i luoghi che ti hanno colpito maggiormente?
“Sicuramente l’hotel La Pineta e la casa dei Tre Tocchi, per la loro suggestività sia storica che estetica.”

Da appassionato di horror, come valuti la situazione di questo genere in Italia? Ha perso smalto e credibilità? Credi sia possibile portarlo di nuovo alla ribalta?
“In realtà secondo me questo è un genere che non è mai morto. Ha sempre suscitato parecchio interesse da parte di molte persone, anche in Italia. Anche questo mio pensiero mi ha portato a creare “Sicilia abbandonata”, per suscitare il già presente interesse della gente verso il tema case infestate e leggende metropolitane.”

Hai altri progetti su cui stai già lavorando o che sono in cantiere?
“Per il momento no. Sto lavorando anima e corpo solo su “Sicilia abbandonata”. Ho tanta speranza in questo progetto e, oltre al mio normale lavoro da videomaker per i privati, la mia dedizione è concentrata solo su questo.”

Per seguire le puntate di “Sicilia abbandonata” basta tenere d’occhio il canale YouTube e la pagina Facebook

Gianluca Todaro

Gianluca Todaro

Da sempre grande amante del mondo dei video e della fotografia, ha trasferito questa passione nella pratica calcistica, per gentile e in scadenza concessione di menischi e cartilagini. Passione talmente incitante che lo porta a buttarsi a capofitto in qualsiasi progetto, costringendolo a rimandare costantemente i suoi piani di dominio sul mondo.

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