Tutti conosciamo il mito di Re Artù e la famosa Spada nella roccia, grazie ai romanzi di Terence Hanbury White, ai film, alle serie tv e al famosissimo cartone del 1963 della Disney, del quale ricordiamo la celebre frase incisa nell’incudine in cui era conficcata la spada: “Chiunque estrarrà questa spada da questa roccia e da questa incudine, sarà di diritto re d’Inghilterra”. Da non confondere con Excalibur, errore che moltissime volte si fa.
Tornando al mito bretone, anche in Italia è stata scoperta una spada nella roccia: si trova nell’abbazia di San Galgano, uno dei luoghi più suggestivi negli itinerari della spiritualità toscana.
Fu costruita nel 1218 per iniziativa dei monaci cistercensi che, con la loro rete di monasteri, rivoluzionarono la spiritualità medioevale sancendo il passaggio dal monachesimo degli eremiti a una religiosità più ancorata alle esigenze, anche economiche, dei territori. Tuttavia, il lento declino cominciò nel 1348, quando gli attivi monaci vennero uccisi dalla peste nera. Persa l’autonomia, dopo un lungo contenzioso con Siena, nel 1576 pare che nell’abbazia di San Galgano abitasse un solo monaco. Dopo un incerto tentativo di restauro, le piombature del tetto furono vendute, gli infissi e gli arredi saccheggiati.

Ma ora conosciamo meglio San Galgano, secondo la tradizione: Galgano Guidotti è nato nel 1148 a Chiusdino e morto nel 1181;  cavaliere medievale, conduceva una vita sfrenata e lussuosa, pur tuttavia, si rese conto che la vita che aveva condotto non lo aveva reso felice, né tantomeno sereno e appagato. Così divenne eremita, conficcò la sua spada nel terreno roccioso in segno di rinuncia alla vita mondana fino alla sua morte, in cui fu proclamato Santo.
Tutt’oggi la spada è visibile, conficcata tra la roccia e protetta da una teca. Ci sono diverse similitudini col ciclo Bretone, ad esempio secondo Moiraghi, studioso del ciclo arturiano, Galgano è una volgarizzazione di Galvano, famoso cavaliere della tavola rotonda. La dimora nel quale si trova la spada di San Galgano ha una forma circolare, che ricorda la coppa rovesciata del Santo Graal, il celebre calice dal quale Gesù bevve durante l’ultima cena. Inoltre, in corrispondenza della Cappella della dimora, è stato ritrovato un dipinto raffigurante una Madonna con tre mani: due tengono in braccio il bambinello, mentre la terza impugna saldamente una spada. Nella giornata del solstizio d’estate, il dipinto viene illuminato da un raggio di luce che penetra da dietro l’altare, creando un’atmosfera di misticismo.

Ci teniamo a precisare che le nostre sono solo ipotesi, non c’è nessuna certezza che ci sia corrispondenza tra la spada in Italia ed il ciclo Bretone, però una cosa è acclarata: tutti conosciamo quel mito e ne siamo rimasti affascinati, quindi, non ci resta che visitare questi luoghi magici, poi ci penserà la mente a creare tutto il resto.

Alessandro Rimaudo

Alessandro Rimaudo

33 anni, fin da bambino mi sono appassionato a cartoni, anime, giochi, videogiochi, film e serie TV e da allora questa passione non mi ha più abbandonato. Grazie alla gente che ho incontrato lungo il mio percorso e confrontandomi con loro, ho capito che questa cultura può essere alla portata di tutti e che la fantasia e la creatività possono davvero fare la differenza in ognuno di noi.

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