«Voi, spose infelici dei Troiani armati di bronzo, voi vergini destinate a tristi nozze […] piangiamo. Inizierò il mio canto, come la rondine lancia ai suoi piccoli lo strido acuto». Dai versi di Euripide tratti dalla tragedia “Le Troiane” – versi che annunziano il canto della dignità che le donne innalzano nella storia sovrastando i terribili fuochi angoscianti di guerra e di passioni – prende le mosse il quarto incontro di un ciclo di tavole rotonde dedicate a “La tutela dei soggetti deboli tra famiglia e società”. L’iniziativa, che si terrà lunedì 27 maggio alle ore 16, presso il salone della chiesa del “Preziosissimo Sangue” di Ragusa (via Fieramosca, 30), è promossa dalla Cattedra di Dialogo tra le culture di Ragusa, in collaborazione con l’Ordine forense della Provincia di Ragusa.
La tavola rotonda esce dagli schemi tradizionali, in quanto proporrà una riflessione interdisciplinare a partire dalla declamazione di alcuni stralci delle tragedie greche quest’anno rappresentate a Siracusa (Elena, Le Troiane di Euripide e la commedia Lisistrata di Aristofane). Interpreteranno dal vivo gli attori Tiziana Bellassai e il giovane talento Manuel Manfré (Liceo “Carducci” di Comiso), e l’avv. Giovanni Favaccio, mentre a seguire introdurrà e commenterà la prof.ssa Teresa Noto, docente di greco e latino presso il Liceo Classico “G. Carducci” di Comiso; le digressioni in ambito giuridico e sociale sono invece affidate all’avv. Simona Pitino, presidente del Comitato per le pari opportunità dell’Ordine forense di Ragusa.
Teatro, letteratura, diritto e rimandi alla teologia, quindi, per comprendere i nodi nevralgici della condizione delle donne oggi. Per tal motivo, si invitano docenti, studenti, educatori e tutta la cittadinanza ad approfittare di un’opportunità unica di formazione, nonché di preparazione per assistere con maggiore consapevolezza alle rappresentazioni teatrali a Siracusa.
«Tutte e tre le opere sono impregnate di un forte antimilitarismo – spiega la prof.ssa Noto – e mettono al centro importanti personalità femminili le cui voci, attraverso le pareti del tempo, arrivano forti e chiare fino a noi per gridare che le donne sono le prime vittime di ogni conflitto, che ogni guerra si fa sempre per un’illusione e che ogni sforzo è lecito per il conseguimento della pace». Di fronte all’ineluttabilità di violenza, schiavitù, degradazione e morte, Euripide fa esprimere alle sue donne una grandissima dignità nel loro dolore, un immenso coraggio di fronte alla tentazione di perdere ogni speranza, di abbandonarsi. E tutto questo ieri, come oggi.

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