Los Angeles, la città di Venice Beach, di Mulholland Drive, la città dove l’iconica Route 66 termina a Santa Monica, ma soprattutto la città della Walk of Fame e degli Studios di Hollywood. Che in ogni angolo della città degli Angeli si respiri aria di cinema è un dato di fatto a dir poco scontato; ma che un giovane ragusano conquisti questo intoccabile tempio di arte e celebrità non è una cosa che succede tutti i giorni.

È il caso di Raffaele Romano, regista emergente del nostro territorio, e del suo cortometraggio “Hungry Birds”, fresco vincitore dell’ambito festival californiano “Los Angeles Film Awards” (LAFA) come miglior cortometraggio indipendente. Come ci racconta Raffaele, “L’idea di Hungry Birds nasce durante il mio periodo di permanenza a Londra, dove lavoravo per un’azienda di post produzione a Soho. Ero solito trascorrere le mie pause pranzando a Soho Square, seduto su una panchina, e guardandomi semplicemente intorno, mi accorsi di quanto le condizioni dei senzatetto in quell’area fossero pessime. Rimanevo attonito per come ricchezza e povertà convivessero nello stesso luogo come se nulla fosse. Un giorno, la mia attenzione fu catturata da uno stormo di piccioni e dalla violenza con cui si contendevano delle briciole di pane. In quel preciso momento ho realizzato che ci fosse una connessione tra il comportamento dei piccioni e le dinamiche economico-sociali della nostra società, così, ho iniziato immediatamente a sviluppare lo script.

Un corto che fa riflettere, e che vanta la presenza di un monumentale Dominic Chianese (“I Soprano”, “Il Padrino parte II”, “Boardwalk Empire”, “Law & Order”) in coppia con un sorprendente Giovanni Arezzo, che ha mostrato tutto il suo talento al fianco di un mostro indiscusso della recitazione. “Ho deciso di contattare il mio vecchio amico Giovanni Arezzo per il ruolo del senzatetto. Anche lui come me è di Ragusa e, condividendo da tempo la stessa passione per il cinema, non appena gli ho chiesto di partecipare al progetto ne fu subito entusiasta. Grazie a tutto ciò, abbiamo avuto finalmente la possibilità di lavorare insieme per la prima volta.” “Per quanto riguarda Dominic, invece, lo conobbi durante le riprese di una puntata de Il commissario Montalbano. Ero il suo assistente personale.
Diventammo buoni amici, e come giovane regista non potevo mai immaginare che un attore del suo calibro mi proponesse di lavorare insieme. Aver lavorato con lui rimarrà sempre uno dei momenti più felici della mia carriera.

Neanche l’attore Giovanni Arezzo ci ha nascosto tutto il suo entusiasmo: “È stata una delle esperienze più belle della mia carriera e credo anche della mia vita. Già soltanto andare a Londra per girare un film, accanto a un mostro sacro di attore come Chianese, sarebbe bastato per rendermi felice. Quando Raffaele Romano mi ha parlato del progetto ho accettato subito, e dopo aver letto la sceneggiatura ho capito che c’erano i presupposti per creare un piccolo gioiello. Sul set è stato splendido, e questi presupposti sono diventati realtà. Raffaele mi ha diretto con grande polso e sicurezza nelle sue idee, ma anche lasciandomi spazio e possibilità di inventare tanto, permettendomi di creare e di cucirmi addosso un personaggio vero. Recitare con Chianese è stato facilissimo, perché lui è veramente un attore clamoroso, e il suo essere completamente dentro quello che faceva ha aiutato molto anche me. Ricevere i suoi complimenti, a fine riprese, e chiacchierare con lui dei miei studi e dei miei sogni, mi ha emozionato e commosso, e difficilmente dimenticherò ciò che mi ha lasciato quest’esperienza.

La cura egregia dei costumi è stata fatta da Sarah Pollicita. Per quanto riguarda il comparto sonoro – non c’è film che non abbia una colonna sonora a definirne le atmosfere e a renderlo unico e riconoscibile – le musiche sono state realizzate dal compositore ragusano Giovanni Dall’Ò e il sound design da Vera Sorrentino presso gli studi Shine Records di Ragusa. A scandire il ritmo e le atmosfere, contribuisce non poco il montaggio e la color correction di Daniele Nania. 

Un piccolo sogno che dunque si avvera, un piccolo esempio che c’insegna che se c’è un sogno da inseguire, lo si deve braccare con instancabile perseveranza, senza mai fermarci di fronte a niente e a credere sempre in sé stessi, nelle proprie idee e in chi ci supporta al proprio fianco quotidianamente. Non ci resta che augurare a Raffaele una lunga e appassionante carriera, e che questo traguardo funga da rampa di lancio per la sua arte e il suo pensiero.

Gianluca Todaro

Gianluca Todaro

Da sempre grande amante del mondo dei video e della fotografia, ha trasferito questa passione nella pratica calcistica, per gentile e in scadenza concessione di menischi e cartilagini. Passione talmente incitante che lo porta a buttarsi a capofitto in qualsiasi progetto, costringendolo a rimandare costantemente i suoi piani di dominio sul mondo.

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