Si intitola “Pasqua in paese”, l’ultima fatica letteraria della scrittrice Angela Caruso, originaria di Ispica. Il libro, pubblicato dall’editore Torri del Vento di Palermo, è stato presentato nei giorni scorsi nei locali della Società operaia “Garibaldi”. La presentazione del volume è stata l’occasione per parlare anche dell’opera d’arte del marito Carlo Maiorca, che ha firmato l’immagine di copertina. Dopo i saluti del presidente della Società operaia Natale Corallo e del sindaco Pierenzo Muraglie, la scrittrice Grazia Dormiente e lo psicoterapeuta Tonino Solarino, hanno affrontato gli aspetti narrativi e la valenza culturale del libro, mentre il professore Corrado Monaca si è soffermato sull’opera di Carlo Maiorca.

Angela Caruso ha trascorso la sua infanzia a Ispica, ma si è formata a Palermo. Ha insegnato materie letterarie nei Licei, coltivando uno spiccato interesse per la letteratura e la cultura siciliana. “Pasqua in paese”, ha spiegato, è un romanzo ambientato a Ispica durante la Settimana Santa. Attraverso l’espediente narrativo del viaggio di una coppia in crisi nei luoghi d’infanzia durante la Pasqua, racconta la dimensione comunitaria della festa, l’attesa, le emozioni e i ricordi condivisi legati alla Settimana Santa. Grazia Dormiente ha sviluppato il tema dell’analogia tra il viaggio e la scrittura, rintracciando la genesi del testo nella profonda fede religiosa dell’autrice e nel suo forte legame con la terra d’origine e le sue tradizioni religiose. Solarino ha illuminato gli aspetti antropologici e sociali del testo, mostrando come esso affronti attraverso una vicenda particolare i grandi temi universali dell’esistenza, l’amore, la morte, la speranza della risurrezione.

Corrado Monaca ha focalizzato l’attenzione sull’opera d’arte che impreziosisce il libro e lo rende unico. Si tratta di una Crocifissione, che fa parte di un ciclo sulla Via Crucis. L’autore, Carlo Maiorca, palermitano, ha lavorato presso la Procura della Repubblica, come capo della segreteria dei procuratori Caselli, Grasso e Messineo. Dal 2008 è a capo della segreteria dell’Assessore regionale alla Salute. Ha iniziato a dipingere nel 1970, utilizzando materiali naturali – ceppi di noci, radici di ulivo, assi di abete – per temi paesaggistici, nature morte, suggestioni naturalistico-architettoniche e temi religiosi. Monaca ha confrontato l’opera con illustri precedenti (Picasso e Chagall), individuando la sua nota distintiva nello spirito religioso dell’autore. Poi si è soffermato sulla composizione del quadro, i piani, le figure, l’uso del colore, i significati simbolici e allegorici. L’artista, ha detto Monaca, «trasmette la sua esperienza di vita tracciando con semplicità i tratti figurativi e le masse dei colori decisi, con tipicità mediterranea, e richiama dentro ogni osservatore l’essenza della propria esistenza». «L’opera d’arte – ha continuato – è la sintesi del testo scritto dall’autrice nello scenario della settimana Santa e del territorio della natia Ispica, la cui lettura conferma lo spirito e la lettera di una corrispondenza sinergica tra l’autrice Angela e l’artista Carlo che da anni portano avanti la loro testimonianza di vita anche con altri testi scritti a quattro mani».

«Con “Pasqua in paese” di Angela Caruso e Carlo Maiorca, entrambi figli della Sicilia, – ha concluso Monaca – si conferma ciò che scrisse il sindaco santo Giorgio La Pira: Il mediterraneo resta ciò che fu: una sorgente inesauribile di creatività, un focolare vivente e universale dove gli uomini possono ricevere le luci della conoscenza, la grazia della bellezza e il calore della fraternità».

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