Nell’era dei new Media abbiamo bisogno di una comunicazione in cui si deve innescare un meccanismo virtuoso di qualità, trasparenza e responsabilità. Questo quanto è emerso durante il recente corso di formazione dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia che si è tenuto a Siracusa, presso l’aula convegni CISL e che ha proposto il tema: “Violenza e Media. La spettacolarizzazione della violenza e l’applicazione delle carte deontologiche.” Ernesto Preziosi, storico e direttore della Promozione Istituzionale dell’Università Cattolica di Milano, nella sua relazione, ha focalizzato l’attenzione sulla necessità della prevenzione, come unico modo per arginare la presenza della violenza nei Media, prevenzione come strumento legislativo che possa aiutare per creare un equilibrio tra il diritto di cronaca e il diritto di tutela del cittadino.

L’eccessivo carico di violenza nei vari strumenti di comunicazione, produce assuefazione e quindi distorsione della realtà. Ci si abitua così ad un modello che esiste ma che non è una regola e i new Media  hanno generato maggiore confusione in questo senso, ha affermato Ernesto Preziosi, quindi è necessario oggi, più che mai l’azione deontologica da applicare nel settore dell’informazione, perché possa svilupparsi e crescere la capacità di senso critico verso i Media. L’importanza quindi, da parte dei giornalisti, di fornire quelle chiavi di lettura necessarie per decodificare le notizie.

Elisa Aloisi, avvocato penalista, ha sottolineato come la spettacolarizzazione della violenza incide nella violenza di genere e nei processi penali, anche se la denuncia dei Media su temi quali il femminicidio, il bullismo, lo stalking hanno sortito un effetto positivo sia nei confronti del legislatore, che ha prodotto le leggi riferite a questi reati e sia, nello specifico, per le donne che subiscono forme di maltrattamento domestico, perché sono decisamente in aumento le denunce presso gli uffici di pubblica sicurezza.

Francesco Strano, avvocato penalista, ha proposto una sua riflessione sul rapporto tra diritto di cronaca e la presunzione d’innocenza, perché spesso la persona indagata subisce un vero e proprio processo mediatico che in ogni caso produce effetti devastanti sia in chi viene scagionato dalle accuse e sia in chi è realmente colpevole. Anche dal dibattito che è seguito è emersa la necessità di applicare in maniera responsabile e professionale il codice deontologico.

Gianna Cataudella

Gianna Cataudella

Nata a Ragusa è giornalista, poeta e critico letterario. Ha scritto per il Giornale di Sicilia ed ha collaborato con varie riviste e periodici a livello nazionale. Ha pubblicato diversi volumi di poesia e curato le prefazioni di testi poetico- letterari per varie case editrici. Per oltre un decennio è stata direttore responsabile di Radio Kàris Ragusa.

Visualizza tutti gli articoli

Articoli