Il 1969 è stato un anno di cambiamenti e rivoluzioni tant’è che 50 anni dopo continua ad avere una valenza fortemente significativa. Al tramonto degli anni Sessanta il mondo ha assistito ad una rivolta sociale, sessuale ma soprattutto musicale e politica. Mentre il movimento femminista prendeva piede e l’uomo conquistava la Luna, una piccola fattoria vicino New York veniva assediata da mezzo milione di giovani che, intenti a replicare la Summer Of Love del 1967, diedero vita al Festival Di Woodstock, il raduno rock più grande di sempre. Nello stesso anno David Bowie lanciava la sua Space Oddity, i Doors di Jim Morrison sperimentavano un nuovo modo di fare musica, John Lennon sposava Yoko Ono e i Beatles pubblicavano Abbey Road, l’album che rappresentó l’inizio della loro fine. Il 1969 fu però un anno difficile per tanti giovani che, alla scoperta di nuove droghe e stili di vita fuori dagli schemi, rimasero uccisi.

Stessa fine fece Brian Jones, fondatore dei Rolling Stones. Insieme a Mick Jagger e Keith Richards aveva dato vita alla band agli albori degli anni Sessanta, ma non ebbe una sorte fortunata quanto quella dei compagni. Icona della moda, polistrumentista di mentalità aperta, geniale e fuori dalle righe, Brian Jones riuscì a dare ai Rolling Stones qualcosa che le altre band non avevano: portò in studio di registrazione strumenti mai usati prima nelle produzioni del classico rock inglese, come flauti, sitar e dulcimer. Il genio e il più eloquente degli Stones, così lo definì la stampa, fu un elemento significativo per il successo del gruppo, il quale dopo la sua dipartita continuò con un nuovo chitarrista, Mick Taylor, tendando di sostituire l’insostituibile. Nonostante il genio che contraddistingueva il suo personaggio, Brian Jones, così come molti artisti dell’epoca, conduceva una vita costituita principalmente da droghe, donne e cattive abitudini: dopo aver fatto impazzire ragazze di tutto il mondo, morì il 3 luglio 1969 nella piscina di casa sua in Regno Unito, ad Hartfield, lasciandosi alle spalle decine di figli mai riconosciuti e una carriera breve ma significativa. Ad oggi le dinamiche della sua morte non sono ancora chiare: all’epoca il caso fu chiuso e la causa della morte fu definita “per incidente” .

Prima di lasciare questo mondo però, l’uomo che era con lui, Frank Thorogood, confessó di averlo ucciso tenendo la sua testa sott’acqua. Nel 2000 la sua fidanzata dell’epoca, Anna Wohlin, scrisse un libro intitolato “L’assassinio di Brian Jones” nel quale spiegò la vicenda dal suo punto di vista. Gli unici membri della band che si presentarono al funerale furono Billie Wyman e Charlie Watts: Mick Jagger era in viaggio per l’Australia e decise di non rinunciare alla partenza, mentre Keith Richards non si presentò per paura che i fan lo potessero attaccare in quanto qualche mese prima aveva cominciato una relazione con Anita Pallenberg, fidanzata di Brian. Due giorni dopo, il 5 luglio 1969 si tenne ad Hyde Park quello che fu spacciato per un concerto in sua memoria, ma che in realtà era stato organizzato settimane prima con l’intento di presentare al pubblico il nuovo chitarrista. Brian Jones fu sepolto a Cheltenam e sulla sua bara fu incisa una frase che era solito pronunciare: “Non giudicatemi troppo severamente”. La sua morte destó grande scalpore, tant’è che molti artisti decisero di ricordarlo: uno di essi fu Jim Morrison che scrisse per lui la poesia “Ode to L.A  While Thinking Of Brian Jones”. Esattamente due anni dopo, proprio a Morrison sarebbe toccata la stessa sorte, determinando l’entrata dei due artisti nel cosiddetto Club Dei 27 di cui fanno parte un numero di cantanti morti tutti a 27 anni in circostanze sospette e di cui fanno parte figure del calibro di Janis Joplin, Jimi Hendrix, Kurt Cobain ed Amy Winehouse. Ad oggi la sua figura continua ad essere molto apprezzata ed è sullo stesso piano dei Beatles in quanto simbolo di cambiamento e ribellione.

Carola Causarano

Carola Causarano

Liceale innamorata dell'arte e della musica. Il suo stile è quanto più simile a quello in voga negli anni Sessanta, è grande ammiratrice dei Poeti Maledetti e scrive da sempre. Il suo guru? Jim Morrison

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