Palchi Diversi: la Compagnia Godot, dopo il grande successo riscosso, riporta in scena la mitologia greca attraverso tre opere. Sono settimane di incessanti prove per gli attori, il tutto allietato dalla magica atmosfera che offre il Castello di Donnafugata dove debutteranno dando il via ad una serie di spettacoli.

Ad aprire le danze sarà “Edipo Re” di Sofocle, in programma da stasera 24 fino a venerdì 27 luglio e il 7 e il 9 agosto, tradotto dalla scrittrice catanese Maria Greco appositamente per Vittorio e Federica.
Chi è Edipo? E’ conosciuto come colui che ha posseduto la madre ed ha ucciso il proprio padre, tuttavia la vicenda dell’eroe è ben più complessa e si presta quindi a diverse interpretazioni. Tantissime sono le riletture da parte di grandi autori come Seneca,
Corneille, Dryden e Lee, Voltaire, Tesauro, Hofmannsthal, Gide, Cocteau, Pasolini, Durrenmatt ed altri che hanno
tratto spunto o hanno a piene mani attinto dalla più celebre delle tragedie dell’antichità (tutti impegnati a costruire intrecci subordinati, dove personaggi minori assurgono a ruolo di coprotagonisti più o meno riusciti).

Il 25 e il 28 luglio e l’8 e l’11 agosto, in una versione integrale e assolutamente inedita vi attende “Medea” di Euripide. Medea, figura dalla sovrumana potenza, irrazionale ed appassionata, presente o assente è lei che invade la scena. E dove più forte appare il suo potere, più irriducibile e funesto il suo rancore, più divina la sua vendetta. La Compagnia G.o.D.o.T. propone questo viaggio di uno dei capolavori di più forte impatto del teatro classico greco. Per un’attrice interpretare figure complesse controverse come Lady Macbeth (che la Bisegna ha già incontrato nel suo racconto del Macbeth di Shakespeare) o Medea, la madre scellerata che uccide i figli per vendetta contro il marito, è cercare un punto d’incontro, un equilibrio tra la passione viscerale, molto umana, che appartiene a ogni donna e la ferocia, la lucida follia, la grandezza del mito che quasi fa paura e che appartiene alla dimensione del non umano. Medea è una donna che solo apparentemente è distante per le azioni contro natura che commette e che, invece, è sempre tristemente attuale.

E poi il gran finale: dal 21 al 25 agosto andrà in scena Pluto tra le commedie meno rappresentate di Aristofane, dal tema attualissimo: la diseguale distribuzione del denaro nel mondo, vero moto dell’azione umana.
Il protagonista è un povero ed onesto cittadino di Atene, Cremilo. Lui è preoccupato per suo figlio, avendo notato che nel mondo la ricchezza non è suddivisa equamente e non premia gli onesti, chiede all’oracolo se suo figlio sia destinato a rimanere povero o meno. L’oracolo risponde che egli dovrà seguire la prima persona che incontrerà all’uscita. Cremilo esce ed incontra uno straccione cieco che, ben presto, si rivela essere Pluto, Il dio della ricchezza. Pluto è cieco e Cremilo, convinto che sia la cecità a causare la diseguale distribuzione della ricchezza, si offre di ridargli la vista, in modo che Pluto riesca a distinguere le persone oneste e premiarle. Ma presto si vedrà che la ricchezza sfrenata “acceca” le persone, anche quelle oneste, facendo perdere loro i valori veri della vita.

Una prova molto impegnativa per Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso ed i 40 attori della Compagnia, alla quale va il nostro in bocca al lupo! Sicuramente sarà una nuova opportunità di dimostrare il talento Made in Ragusa: amanti del teatro e della mitologia greca, segnatevi le date, la Compagnia vi attende al Castello per regalarvi intense emozioni!

Contributo fotografico di Roberto Farruggio

Alessandro Rimaudo

Alessandro Rimaudo

33 anni, fin da bambino mi sono appassionato a cartoni, anime, giochi, videogiochi, film e serie TV e da allora questa passione non mi ha più abbandonato. Grazie alla gente che ho incontrato lungo il mio percorso e confrontandomi con loro, ho capito che questa cultura può essere alla portata di tutti e che la fantasia e la creatività possono davvero fare la differenza in ognuno di noi.

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