Quanti di noi avrebbero voluto salvare Artax, volare su Falkor e salvare Fantasia e l’Imperatrice bambina? La risposta è semplice: tutti, dopo essere rimasti incantati dalla Storia Infinita. Il capolavoro scritto da Michael Ende, che quest’anno ha compiuto 40 anni, ha fatto sognare intere generazioni, grazie anche al film del 1984. Il libro è stato un vero e proprio best seller soprattuto negli anni 80 e 90, con 10 milioni di copie vendute e traduzioni in oltre 40 lingue.
Molte volte mi sono chiesto, ma cosa rende davvero speciale questo libro? A primo impatto ho sempre detto “la fantasia”, il modo in cui viene descritta la storia, sia per i più giovani che anche per gli adulti: una cosa unica nel suo genere.
I ventisei capitoli scritti da Ende raccolgono un mix di avventure, personaggi, e paesaggi che insieme sono collegati alla perfezione: lo stesso romanzo altro non è che un libro nel libro. Come abbiamo notato anche nel film, è  proprio attraverso le pagine di un vecchio tomo rilegato che avviene l’incontro fra il piano “reale” e quello “fantastico”.

E ci sono anche degli argomenti importanti trattati e mescolati con la fantasia, come il bullismo, la morte della madre, la timidezza e la chiusura di Bastian  ed il poco dialogo col padre. Possiamo definire questo romanzo oltre che fiabesco e fantasy anche un romanzo di formazione, poiché lo scrittore fa si che il protagonista rifugga i suoi problemi nella lettura, ma al tempo stesso lo rende protagonista di una avventura, a tratti reale. C’è una frase che credo raccolga a pieno il significato del libro: “Ci sono cose che non si possono capire con la riflessione, bisogna viverle”.
Secondo me, quello in questione, è un romanzo che non deve mai mancare in casa! Se ne siete sprovvisti, recuperatelo, del resto, fondamentalmente, tutti facciamo parte di… una storia infinita.

Alessandro Rimaudo

Alessandro Rimaudo

33 anni, fin da bambino mi sono appassionato a cartoni, anime, giochi, videogiochi, film e serie TV e da allora questa passione non mi ha più abbandonato. Grazie alla gente che ho incontrato lungo il mio percorso e confrontandomi con loro, ho capito che questa cultura può essere alla portata di tutti e che la fantasia e la creatività possono davvero fare la differenza in ognuno di noi.

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