Tutti una volta nella vita abbiamo sentito parlare di Nessie, il leggendario mostro che dovrebbe vivere in Scozia nel lago di Loch Ness, dove si narrano già dal VI secolo le apparizioni di una figura ai confini della mitologia che ha ispirato e attirato i turisti di tutto il mondo. Ciò grazie anche ai media ed alla realizzazione di lungometraggi cinematografici, documentari televisivi, narrativa, fumetti, videogame e merchandising.
E’ stata compiuta nelle acque scozzesi di Loch Ness un’indagine attraverso un prelievo di 250 campioni di acqua e la loro relativa analisi. E’ stato estratto e sequenziato il DNA, confrontandolo con i database di letteratura: la scoperta porta alla luce uno dei misteri più longevi e amati della storia: nessun plesiosauro del Giurassico, né squali, storioni o pesci gatto giganti; il celebre, quanto elusivo, mostro di Loch Ness potrebbe essere in realtà, semplicemente… un’anguilla! Ovviamente gigante…

Una scoperta che avviene per “esclusione” perché, mentre delle altre specie ipotizzate nei secoli non vi sono tracce genetiche, ne troviamo diverse che portano alle anguille. In verità i dati raccolti in questo studio non mostrano le dimensioni delle anguille presenti nel lago, ma va ricordato un fattore rilevante: nel 1865 fu avvistato nel lago di Leurbost un serpente marino gigante, simile ad un’anguilla, che quindi probabilmente era tale!

Il Dna delle anguille europee tuttavia presenta un altro problema: di solito queste specie non superano il 1,5 metro di dimensioni, mentre secondo chi avrebbe visto Nessie, afferma che le sue dimensioni sarebbero state ben maggiori. Non è quindi da escludere la possibilità che i campionamenti siano stati fatti nel posto sbagliato nel momento sbagliato, o che il metodo utilizzato non possa rilevare Nessie perché la sua sequenza di Dna non coincide con nessuna di quelle presenti nel database.

Per gli appassionati di Nessie c’è dunque ancora speranza! Ma comunque, come affermano anche i ricercatori, al di là degli studi scientifici che potrebbero mettere una pietra sopra al “mistero”, il mostro di Loch Ness non morirà mai.

Alessandro Rimaudo

Alessandro Rimaudo

33 anni, fin da bambino mi sono appassionato a cartoni, anime, giochi, videogiochi, film e serie TV e da allora questa passione non mi ha più abbandonato. Grazie alla gente che ho incontrato lungo il mio percorso e confrontandomi con loro, ho capito che questa cultura può essere alla portata di tutti e che la fantasia e la creatività possono davvero fare la differenza in ognuno di noi.

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