La libertà di stampa è un bene della società e l’attuale sostituzione dei giornalisti con altre figure non professionali, che si sta sviluppando soprattutto nei social, mina alle basi questa libertà. E’ quindi necessario, urgente, far comprendere ai cittadini, agli utenti e dunque alla collettività quello che sta accadendo. Questo l’elemento prioritario che è emerso dal Corso di formazione dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, che si è svolto nell’ambito del IV Seminario UNCI (Unione Nazionale Cronisti Italiani) e che ha proposto come tema: “Indipendenza del cronista e libertà di stampa.”

L’evento si è svolto recentemente a Siracusa, presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico “O.M. Corbino”. Alberto Cicero, Presidente regionale dell’Assostampa, ha parlato dei sistemi d’intimidazione nei confronti dei giornalisti, e in modo particolare delle “querele temerarie” e come l’Ordine dei Giornalisti si sta impegnando per combattere questo “metodo”. Ma si è soffermato anche su quanto sia importante far comprendere alla società che difendere una corretta informazione, significa difendere la società stessa.

Massimo Ciccarello, giornalista, più volte oggetto di atti intimidatori, ha citato la validità, l’importanza e quindi l’attualità della legge sulla stampa 69/1963 che nell’articolo 2 ribadisce il diritto dei giornalisti circa la libertà d’informazione, relativa sempre e comunque ai diritti e doveri che impone la legge stessa, e come il rispetto dell’etica sia un modo per distinguere un giornalista che svolge una corretta informazione, rispetto alle figure di manipolatori professionalizzate, e come quindi sia ormai impercettibile la differenza tra stampa e propaganda.

Tutto ciò è molto evidente nei social – ha puntualizzato Ciccarello – dove si è creata una distorsione cognitiva che porta a sovrastimare se stessi, dando vita così a quella che si può definire “l’era dell’incompetenza”. La manipolazione delle notizie nei social e la possibilità di orientare le scelte politiche, economiche e sociali attraverso il pagamento di ingenti quantità di denaro, hanno un unico obiettivo che è quello di smantellare completamente il sistema giornalistico. Per combattere tale strategia è fondamentale seguire i precetti deontologici dettati dall’etica professionale, e quanto sia necessario che il giornalista torni ad essere “una firma”. In realtà gli utenti vogliono questo tipo di informazione.

Alberto Cicero ha concluso l’incontro affermando che i giornalisti devono usare i social con una adeguata competenza tecnologica, accettando le sfide che ciò comporta e quindi misurarsi con esse. Inoltre, quanto sia molto importante usare nei social decoro nel linguaggio, applicando sempre la deontologia professionale.

Gianna Cataudella

Gianna Cataudella

Nata a Ragusa è giornalista, poeta e critico letterario. Ha scritto per il Giornale di Sicilia ed ha collaborato con varie riviste e periodici a livello nazionale. Ha pubblicato diversi volumi di poesia e curato le prefazioni di testi poetico- letterari per varie case editrici. Per oltre un decennio è stata direttore responsabile di Radio Kàris Ragusa.

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