“Cosa c’è dopo la vita? La morte è davvero la fine di tutto?” sono le prime domande che ci poniamo quando cominciamo a avere coscienza di noi stessi e che mi sono posto alla fine dello spettacolo “Anime” di Rita Fuoco Salonia. All’interno di Palazzo Cosentini, infatti, abbiamo intrapreso un viaggio nel tempo e nello spazio, tra il reale e l’onirico, ponendo noi spettatori fuori dalla realtà che ci circonda.

Il nostro “viaggio” comincia in una sala da ballo degli inizi del ‘900, quasi come se il tempo si fosse fermato nel periodo della belle epoque. Qui troviamo l’attore Massimo Leggio a farci da guida spostandoci tra le stanze del Palazzo, e poi uno dopo l’altro Simonetta Cuzzocrea, Alida Di Raimondo, Francesca Morselli, Pino Migliorisi, Giovanni Pelligra, Catherine Mezzasalma, Dario Guastella e Luca Burgio, ovvero le “anime” che raccontano le loro storie di epoche differenti: chi ha cercato l’amore di una madre ma non ha ricevuto nulla, chi voleva fuggire volando via dalla sua gabbia dorata e chi ha perso l’amore della sua vita per sempre.

In tutto questo un Coniglio Bianco ci accompagna per tutto il tragitto osservando da spettatore gli attori e da “anima” gli spettatori, tra una stanza e l’altra. Alla fine di tutto il nostro percorso, gli stessi protagonisti che hanno raccontato le proprie storie, ci attendono per un ultimo saluto ricordando a noi spettatori che “la vita che fummo non ci ha abbandonati, si è fermata”.

Contributo fotografico di Federica Vero

Francesco Firullo

Francesco Firullo

30 anni suonati e non potrei vivere senza due cose: il teatro e la musica. Sono due modi di esprimersi così semplici e allo stesso tempo complessi che si rimane affascinati da questa contrapposizione.

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