Metti il primo giorno di dicembre, una domenica a degna conclusione di quel weekend che accompagna il Black Friday dello shopping. La cornice è di quelle illustri, il salone della prefettura di Ragusa. Il protagonista è un siciliano tra i più illustri al mondo: Leonardo Sciascia. Ma non si parla dello scrittore e delle sue opere, piuttosto della sfera più privata, più intima dell’autore. La voce narrante è quella del maestro Giuseppe Leone che, in un dialogo con Fabio Manenti, ha tracciato un profilo personalissimo del caro amico Leonardo, come indicato dal titolo di questa vera e proprio Lectio. Un connubio di pensieri, ricordi, aneddoti accompagnati dalle foto scattate durante vari frammenti di uno Sciascia quotidiano, a passeggio per le vie di Ragusa o nella pace della sua casa di contrada Noce a Racalmuto, le passeggiate alla scoperta della contea di Modica o durante i pranzi in compagnia di un altro grande siciliano amico, Gesualdo Bufalino.

Più Leone va avanti nei suoi ricordi, più viene fuori uno Sciascia diverso da ciò che ci si può aspettare: esploratore in cerca della verità, non troppo amante di premi e celebrazioni in suo onore, una personalità volta anche ad abbandonare l’aria seriosa per raccontare una barzelletta. Esemplare lo scatto di Sciascia, Bufalino e Vincenzo Consolo – altra colonna della cultura siciliana dell’epoca – che ridono durante la registrazione di un importante documento per la televisione a causa di una battuta del primo.

Il pubblico – numeroso, attento, divertito – ha avuto l’occasione di conoscere un po’ di più un punto fermo della storia della Sicilia e della sicilianità. Sigaretta sempre tra le dita e spasmodica voglia di conoscere, capire, riportare. E non solo sulla nostra isola. Durante una visita in Spagna – «Se la Spagna è, come qualcuno ha detto, più che una nazione un modo di essere, è un modo di essere anche la Sicilia; e il più vicino che si possa immaginare al modo di essere spagnolo» diceva Sciascia – lo scrittore, sempre accompagnato dalla macchina fotografica dell’amico leone, ha voluto vedere con i propri occhi luoghi simbolo della nazione iberica: Guadalajara, la Mancha, La Semana Santa a Siviglia.

Tanti passi che ci hanno condotto fino alla conclusione del discorso di Leone, con il racconto commosso degli ultimi attimi di vita del compagno di vita e di come la gente comune lo piangeva. Un’amicizia che ha prodotto più di un libro, molteplici spunti di ricordo e riflessione e sicuramente una domenica pomeriggio inaspettata all’insegna di uno Sciascia – sarebbe meglio dire di un Leonardo – amico.

Michael Cabibbo

Michael Cabibbo

Ragusano, 29 anni, laureato in agraria. Amante della natura, degli animali e dei viaggi, la maggior parte dei quali sono di fantasia. Cerco di non prendermi mai troppo sul serio.

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