“Tolo Tolo” di Checco Zalone, è il film che tutti aspettavamo al cinema per farci due risate, ma nell’attesa di farcele queste risate ci siamo dovuti rendere conto che il film più atteso delle vacanze di Natale è stato diverso dal trailer e da tutto ciò che potevamo immaginare.

Zalone è stato un genio dell’ “inganno buono” perché se il popolo italiano non riesce a definirsi apertamente un popolo “quasi razzista” e dalla “memoria corta”, restio all’accoglienza e diffidente nei confronti nell’integrazione; allora serviva qualcosa di grande per far riflettere e smuovere le coscienze, grande come una proiezione cinematografica. Quello del regista, infatti, altro non è che una simpatica battuta sarcastica sul fenomeno dell’immigrazione che vede coinvolta l’Italia e altri paesi europei come Spagna, Francia e Germania. Con leggerezza, ci fa scoprire il costo della guerra e la paura che sconvolgono una normale mattina, il sacrificio per andare oltre per diventare altro e le mille difficoltà che si presentano, i rischi e i pericoli. Le immagini che abbiamo visto proiettare al cinema sono passate veloci ai nostri occhi, ma nella realtà, per chi le ha vissute, hanno avuto un ritmo più pesante. L’immigrazione, in Italia e in Europa, assume sempre più le forme di un problema difficile da risolvere, ma in fondo, problema di che tipo? E se anche fosse vera, l’esistenza di un problema, quali potrebbero essere le soluzioni migliori e ragionevoli per risolverlo?

“Aiutiamoli a casa loro!”, è la risposta più comune, più veloce e più sbagliata, figlia dell’ignoranza e dell’incoerenza che scorrono inarrestabili quasi ovunque; la verità è che il razzismo non fa ridere e in questa sede nemmeno noi possiamo fornire delle risposte utili, possiamo solo lasciare degli spunti di riflessione, spronare delle nuove idee e condividere nuove visioni, perché un “problema” come questo non riguarda solo una persona, ma tutti noi.

“Il razzismo si combatte con l’amore”

Rita Spagnolo

Rita Spagnolo

Assistente sociale e studentessa del corso di laurea magistrale in Pubbliche amministrazioni dell'Università degli Studi di Catania.
Creare una realtà sociale nuova per l'ascolto e la soluzione dei problemi è il primo di una lunga serie di sogni.

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