Dalla lucidissima analisi proposta da Michele Masneri nel suo articolo “Contro Milano” per “IL FOGLIO” alle varie proiezioni Istat che riportano dati allarmanti sullo svuotamento di intere regioni, le contraddizioni del sistema “Italia” e nello specifico del meridione vengono raccontate anche grazie alla musica. “Nata nel sole” è il nuovo brano di Domenico Sellaro e Alfredo Guerrisi, interpretato da Roberta Palumbo, che racconta, attraverso i ritmi della tradizione popolare, le contraddizioni del nostro sud. A narrarci del progetto, Domenico Sellaro, cantautore calabrese.

Domenico, com’è nata la collaborazione con Roberta Palumbo?

Roberta, grande cantante di musica popolare garganica, non aveva mai interpretato brani con testi impegnati, ma aveva già una carriera ben consolidata alle spalle. Infatti, durante il suo percorso musicale, ha condiviso il palco con grandi artisti del panorama mondiale come Rino Zurzolo e Joe Amoruso e ha partecipato a varie kermesse di cui è stata ospite: Suonincava Festival; Francigena WineFestival; Festival internazionale del Jazz di Polistena; Festival Casa Matteo Salvatore; Tenco Ascolta – ClubTenco; Metaponto Beach Festival; Serenata alla Tarantella Festival. Appena mostrato il testo e l’arrangiamento, Roberta si è subito mostrata entusiasta dell’idea, e abbiamo iniziato sin da subito a lavorare al brano. A differenza di molti suoi colleghi, ha dimostrato un’ ecletticità che, sono sicuro, la renderà singolare ed apprezzata. Inoltre,alla registrazione di “Nata nel Sole” hanno collaborato musicisti di calibro del nostro territorio: Diletta Longhi (cori); Nando Luceri (piano); Pasquale Pettrone (fisarmonica); Gianluca Iammarino (percussioni); Nicola Scagliozzi (arrangiamento, basso elettrico e cori); Fabio Scagliozzi (batteria).

La canzone ha il ritmo tipico della rumba: come mai questa scelta?

La scelta è stata sicuramente ispirata dal mio background musicale, che si basa molto sulla musica popolare brasiliana. Infatti, nella cultura musicale brasiliana, una delle caratteristiche tipiche è la commistione tra generi e stili musicali diversi, attraverso i quali si raccontano  sentimenti e stati d’animo del popolo: la tristezza, la nostalgia, la felicità  con eguale dignità e bellezza. Ho voluto riportare tutto questo nella nostra tradizione e narrare attraverso le note coinvolgenti della rumba, il  tema delicato della “questione meridionale 4.0”. Inoltre, l’amore per la musica popolare brasiliana, mi ha portato in precedenza, all’autoproduzione di “Universi impossibili”, il disco realizzato dai New wave duo, gruppo composto da me e dalla cantante Delia Russo. All’interno di questo disco, attraverso la canzone “Sospiri in cielo”, raccontiamo l’omicidio di Maria Chindamo, un caso di lupara bianca, ad oggi irrisolto. Il disco ha avuto grande riscontro in molti paesi quali Repubblica Ceca, Turchia ed infine Brasile: qui l’artista Christianne Neves ha deciso di riproporre “Sospiri in cielo” in versione brasiliana, e grazie a “Olha pro céu”, la storia di Maria ha raggiunto anche il sud America.

Che messaggio volete veicolare attraverso  “Nata nel sole”?

Sicuramente il nostro intento è quello di scuotere le coscienze, di far riflettere,i combattere la rassegnazione di un Meridione che non attua misure per valorizzare il proprio territorio e resta spettatore di un sistema che gestisce a suo piacimento le risorse più importanti per il nostro futuro: i giovani. L’arte in ogni sua forma veicola ogni giorno messaggi universali e non, che riguardano non solo il nostro presente ma soprattutto il nostro futuro. Urge più che una riflessione, un  concreto interesse nei confronti dei nostri territori e della gente che qui, vorrebbe rimanere, anziché scappare altrove.

Eleonora Orfanò

Eleonora Orfanò

Laureata nel 2016 presso l’Accademia di Belle Arti di Catania in Comunicazione e Valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, partecipo parallelamente a corsi e workshop inerenti il settore artistico-culturale. Ad oggi frequento il corso di laurea magistrale in Storia dell’arte e beni culturali, presso l’Università degli Studi di Catania continuando a coltivare i miei svariati interessi.

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