Quello di Davide Faraone non è un libro, nel senso più stretto del termine. Quanto piuttosto uno sfogo gentile. Una sottolineatura dell’animo, dell’intimo. Non a caso la sua vita con Sara, la figlia, adolescente, diventa il pretesto garbato e allo stesso tempo impegnato per vedere (è proprio quello della vista il senso che si fa emergere di più perché la vista riesce a raccogliere le emozioni più immediate) la vita degli altri. Una vita a colori se vogliamo. Ma di colori di cui non si conosceva neppure l’esistenza. E’ il racconto di un padre che si riscopre, oltre che genitore, anche esploratore di una nuova bellezza. Quale? Quella di avere una figlia autistica. Sara aiuta papà Davide a guardare il mondo con i suoi occhi. E si intitola proprio “Con gli occhi Sara” (130 pagine, Rubbettino editore) il libro scritto dal capogruppo dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone, che nei giorni scorsi, alla libreria Ubik di via Plebiscito, a Ragusa, ha parlato di un testo autobiografico, commovente, che parte dalla scoperta della disabilità della figlia. Ancora ignota a due anni e un mese di vita. Un libro, dunque, che nasce da un’esigenza ben precisa. Quella di comunicare al mondo, senza vergogna, questa esperienza personale. Perché anche altri abbiano il coraggio di farlo e di non provare vergogna. Il libro è diviso in tredici capitoli, ma la parola ‘scenari’ rende meglio l’idea: si tratta di una sequenza di ricordi, riflessioni, microcronache di incontri con persone che si sono trovate a fronteggiare gli stessi problemi di Faraone, e che, in qualche caso non hanno saputo affrontarli, con esiti a volte drammatici. Le vicende autobiografiche (la scoperta della malattia quando Sara aveva due anni e un mese, la sua prima comunione, il viaggio nella Parigi di Disneyland, la consegna simbolica delle chiavi di casa…) sono presentate in forma di flussi di memoria, di flash back a volte dolenti a volte gioiosi, resi con una prosa scarna, diretta, in alcuni passaggi di coinvolgente spessore emotivo. Anche il racconto di alcuni incontri ha notevole efficacia narrativa, ed è sempre permeato da uno spirito di solidarietà e compartecipazione, cui si accompagna l’appello ad un maggiore impegno dei soggetti pubblici nell’affrontare il problema dell’autismo. Ma il significato e il valore di questo libro, la cui presentazione è stata molto partecipata, stanno soprattutto nella scoperta, che l’autore vuole evidenziare e condividere con il lettore, della vitalità e della ricchezza del rapporto affettivo e anche comunicativo che è possibile costruire con i soggetti affetti da forme anche gravi di autismo. Perché, come Davide Faraone stesso può testimoniare (e con queste parole si conclude il libro), visto “con gli occhi di Sara il mondo è più bello”.

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