“Con le mani in pasta, siamo in grado di stimolare quell’attenzione che prelude al confronto tra le generazioni. Da un lato i ragazzi, dall’altro i diversamente giovaniansiosi di trasmettere le loro conoscenze. Ne è venuto fuori un percorso molto significativo caratterizzato dalla trasmissione di saperi che, a prima vista, potevano sembrare sulla via dell’oblio e che, invece, sono stati rivitalizzati nella maniera più opportuna”. Parola del presidente di Anteas Ragusa, Rocco Schininà, che mette in evidenza come tra le principali attività dell’associazione con sede in viale dei Platani ci sia proprio quella di coniugare il passaggio delle conoscenze tra nuove e vecchie generazioni. “Mani in pasta – continua Schininà – perché proprio attraverso l’utilizzo delle tecniche delle nostre mamme e delle nostre nonne nel preparare le focacce o la pasta in casa, abbiamo potuto attivare dei sistemi di confronto molto interessanti che hanno permesso ai più giovani di scommettersi nella maniera più originale possibile. E così non solo hanno aiutato le nostre signore diversamente giovani a predisporre il pane così come si faceva una volta o gli sformati tipici della nostra zona ripieni delle più differenti specialità, ma hanno potuto apprendere come la sacralità della realizzazione di queste leccornie sia legata a una tradizione contadina che ci portiamo come retaggio e che ci serve per capire bene da dove veniamo. Non ci sono dubbi sul fatto che si sia trattata di una sperimentazione molto interessante che ci consentirà di andare avanti in futuro lungo la stessa strada. Sono convinto che riusciremo a formare degli abili preparatori di focacce, o meglio di scacce ragusane, che riusciranno a perpetuare nella maniera migliore questa tradizione”.

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