Dal  23 gennaio al  13 febbraio sarà possibile visitare presso gli spazi di Label 201, in  Via Portuense, 201, 00146 Roma, l’installazione site-specific dell’artista francese Jérôme Chazeix “The coat of hipness (materiali velati)”, a cura di Camilla Boemio in collaborazione con AAC Platform.

“The coat of hipness” venne realizzata per la prima volta da Visningsrommet UDF, a Bergen nel 2017. Chazeix,  considerando le tendenze hipster e la scomparsa del valore dell’immagine dato dall’avvento di internet, ha creato delle  nuove stampe per questo intervento romano. La collezione di moda, formata da leggings, gilet, bomber e cappellini, dialogherà con i video, la musica e un’esibizione dai toni poetici ed espressivi. L’utilizzo di vari media e il crossover fra essi sono elementi tipici del processo creativo di Chazeix, che cerca di ricreare di volta in volta  uno scenario travolgente e complesso, simile ad una rete ricca di sfaccettature. L’installazione è commissionata dal Centro Accessori SpA nell’ambito di Altaroma 2020, Fashion week in programma a Roma dal 23 al 26 gennaio. La mostra è stata realizzata grazie agli Sponsors tecnici: Estro Allestimenti Stand, Rome Sweet Home ed infine  Espoarte , media partner dell’evento.

Chi è Jérôme Chazeix

Nato in Francia nel 1976, si trasferisce a Berlino dal 2000. Tra il 1994 e il 2002 ha studiato Belle Arti all’Università di Saint-Etienne (in Francia) e si è laureato con una tesi sulla sintesi delle arti (Gesamtkunstwerke). Tra il 1995 e il 2000, consegue contemporaneamente un Diploma in Belle Arti presso la School of Art di Saint-Etienne (in Francia). Tra il 2000 e il 2004 è stato «Meisterschüler» di Katharina Grosse presso la Weissensee School of Art di Berlino. Tra le sue mostre ricordiamo: “L´oeil du poisson”, in Québec (CA); “Galerie 21” Vorwerksstift ad Amburgo; “Da projectpace Tiefgarage” a Colonia e “Da Kunstverein Neuköln” a Berlino. Infine, “Raid” è un progetto di ricerca, curato da AAC Platform e Camilla Boemio, il cui sviluppo rimanda ad una costellazione capace di attivare connotazioni sulle arti tessili, le pratiche partecipative, l’attivazione di progetti paralleli che si svilupperanno in gallerie d’arte contemporanea e varie  collaborazioni con artisti d’arte visiva.

Cos’è la fiber art

Le avanguardie futuriste  introdussero nelle loro opere i materiali più’ eterogenei. Tra il 1920 e il 1933 al Bauhaus fondato da Walter Gropius, furono molte  le ricerche e  le sperimentazioni nella disciplina della tessitura con il metallo, il cellophane, la seta artificiale, la ciniglia.

La Fiber Art nasce negli anni ‘50, in seguito all’espressionismo sviluppatosi negli U.S.A, in Canada, in Giappone, in Europa. Tra gli anni ‘60 e ‘70 vi è un momento decisivo per la sua diffusione: grande  ricerca, utilizzo delle tecniche più disparate e di forme sperimentali. Il campo è vastissimo e tra le tecniche utilizzate rientrano il dipinto e la stampa su tessuto. Ogni artista ha un proprio mezzo espressivo: dalle installazioni alla tessitura, all’assemblage di materiali. A partire dagli anni ‘80, le arti tessili hanno maturato nuove forme espressive: la ricerca sul tessile e le fibre è fortemente concettuale ed influenzata da idee postmoderne. Da allora, vari artisti d’arte visiva hanno sperimentato molto sulla Fiber Art, spingendo sempre più in là i limiti da superare. Ad oggi, una nuova estetica evidenzia una ricerca nell’ arte del ricamo, nella tessitura, nell’ uncinetto, fornendo una nuova attenzione sulle politiche sociali.

Non resta che immergerci in “The coat of hipness”, opera realizzata in occasione di In Town di Altaroma dall’artista Jérôme Chazeix, per la prima volta  in Italia 

Eleonora Orfanò

Eleonora Orfanò

Laureata nel 2016 presso l’Accademia di Belle Arti di Catania in Comunicazione e Valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, partecipo parallelamente a corsi e workshop inerenti il settore artistico-culturale. Ad oggi frequento il corso di laurea magistrale in Storia dell’arte e beni culturali, presso l’Università degli Studi di Catania continuando a coltivare i miei svariati interessi.

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