L’Istituto Europeo di Design-IED presenta ad Altaroma 2020, il progetto “Amphibia”, una rassegna di 6 Fashion Film ideati e realizzati ad hoc da team multidisciplinari di studenti delle scuole di Moda e Arti Visive delle Sedi di Milano, Roma e Firenze.

Amphibia è una raccolta di suggestioni sull’acqua come risorsa che nel suo continuo movimento non è mai uguale a se stessa. Acqua come nascita, trasformazione, evoluzione, adattamento dell’ecosistema terrestre. “Sempre più spesso il mondo della moda sta ricorrendo al fashion film come mezzo di comunicazione, in grado di raccontare i valori e le tendenze proprie di un settore in continua evoluzione”, dichiarano i promotori IED dell’evento. È così che il filo conduttore dei 6 fashion film Crawled Ashore, Gola, Out.Create, Petricore, The Abstract Problem e Venus è proprio la bellezza narrata della risorsa naturale per eccellenza del nostro Pianeta, che nel suo continuo movimento non è mai uguale a se stessa. Crawled Ashore è un’esortazione a prendere coscienza del cambiamento climatico; Gola riaccende la questione di come le cattive abitudini alimentari dell’uomo hanno trasformato l’idrosfera in un oceano di plastica; Out.Create invita ad adottare un atteggiamento di speranza e ottimismo come fonte di un cambiamento reale; in Petricore si rivive la sensazione della terra bagnata dalla pioggia che emana il suo inconfondibile odore; The Abstract Problem affronta la realtà della costante decrescita o improvviso innalzamento del livello delle acque del Pianeta; la Venere contemporanea di Venus ci parla di rinascita, di adattamento e di speranza: la vita che si ridefinisce in corpi nuovi, inaspettati e meravigliosi. Durante la première, una giuria di addetti ai lavori ha valutato “Gola” di Simone Folli il progetto migliore della rassegna IED Amphibia ispirata al tema dell’acqua, per avere trattato in chiave ironica un argomento così urgente, come quello dell’acqua, riuscendo a sensibilizzare un pubblico trasversale con un effetto immediato. Una scena apparentemente surreale, lynchiana: nella sofisticata atmosfera di un ristorante, esseri umani e umanoidi – dalla testa di pesce – convivono e cenano come se nulla fosse. L’umanità raccontata è quella post-umana, mutante, già stravolta dall’impatto delle attività dell’uomo e dell’inquinamento dei mari e degli oceani. Uno short film, che ci mostra attraverso il linguaggio dell’assurdo, come le buone maniere di una cena elegante convivano con le pessime abitudini alimentari che hanno trasformato l’idrosfera in un oceano di plastica.

In giuria tecnica di Amphibia: Gloria Maria Cappelletti, Editor at Large di i-D.co Italy e Creative Director di VICE Fashion & Luxury Group Italy; Costanza Cavalli Etro, Founder and Director Fashion Film Festival Milano; Luca Finotti, Regista Cinematografico; Simonetta Gianfelici, Fashion Consultant and Talent Scout, Head of Project Who is on next? Altaroma e Sara Sozzani Maino, Vicedirettore Progetti Speciali Moda Vogue Italia e Direttore Vogue Talents.

I fashion film Amphibia sono visibili su ied.it.

NABA, Nuova Accademia di Belle Arti partecipa per la prima volta ad Altaroma, con la sfilata “The Best of NABA”. Undici tra i migliori alumni dell’area fashion di NABA portano in passerella 5 outfit uomo e donna ciascuno, per un totale di 55 uscite, che esplorano  identità e visioni legate a nuovi scenari e future tendenze.

I designers, attraverso un’attenta ricerca e una forte sperimentazione, hanno raccontato il proprio percorso formativo, seguendo l’approccio learning by doing che da sempre distingue l’offerta formativa di NABA. A pochi mesi dall’apertura della sua nuova sede nella capitale, NABA ha colto l’occasione della Roma Fashion Week per introdurre i suoi talenti nell’Alta Moda romana e raccontare il presente immaginando il futuro. “Altaroma, centro propulsore della Moda Italiana emergente, rappresenta un’importante vetrina nazionale e internazionale per i nostri alumni. Un’opportunità di rilievo per far incontrare i giovani designer dell’Accademia con i professionisti del sistema moda, un legame che NABA promuove costantemente durante l’intero percorso formativo” afferma Colomba Leddi, NABA Fashion Design Area Leader.

“La partecipazione ad Altaroma è per NABA un’occasione di grande visibilità per mettere in mostra la propria creatività che va ad alimentare il dialogo già avviato lo scorso giugno con la premiazione dei nostri studenti durante l’Open Call “Vesti il Parco archeologico del Colosseo” promossa da Altaroma e il Parco stesso” aggiunge Silvia Simoncelli, Head of Education NABA Roma.

Gli alumni NABA del Triennio in Fashion Design e del Biennio Specialistico in Fashion and Textile Design che hanno partecipato: Giacomo Baraldi, Manuel Capozzi, Alessandro Della Cella, Eva Fiorucci, Edoardo Guttadauro, Xhuliano Malaj, Lorenzo Seghezzi, Jessica Selvi, Xin Lin, Ning Wan, Yixuan Wang.

Nel corso della kermesse capitolina, Accademia Koefia, IED e NABA hanno mostrato il talento dei loro giovani designers attraverso progetti innovativi: un dialogo tra i diversi linguaggi della nostra contemporaneità. La mostra “La petite robe blanche”: un sogno in Bianco in collaborazione con il Corso di Laurea in Scienze della Moda e del Costume, Università la Sapienza di Roma, nasce dal dialogo immaginato dagli allievi del secondo anno dell’Accademia Koefia tra la petite robe blanche e i calchi di gesso, copie delle numerose statue e complessi scultorei originali dell’età classica presenti nella Gipsoteca della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma. L’esposizione consta di 40 tubini bianchi, allestiti sui tradizionali busti sartoriali in relazione alle opere del Museo di Arte Classica che, dal 1892, ha riunito una collezione di ben 1200 calchi che ripercorrono l’evoluzione della scultura antica greca e romana. I 40 abiti bianchi in esposizione danno vita a una narrazione tessile che racconta le infinite evoluzioni possibili intorno alla forma classica e iconica del tubino, considerato simbolo dello stile di Coco Chanel.

Il little black dress, o petite robe noir, apparve per la prima volta sulla copertina di Vogue nel 1926, ma a renderlo oggetto di culto sarà Audrey Hepburn che in “Colazione da Tiffany”passeggia per le vie di New York con il suo Givenchy. Ogni studente ha declinato questo capo dell’abbigliamento classico a modo proprio,un esercizio che ha visto impegnati gli allievi nell’applicazione delle tappe fondamentali della modellistica e della confezione di Alta Moda. Il bianco diventa struttura architettonica: uno studio di ricerca dettato dallo che rimanda alla perdita di cromatismo nelle sculture classiche permettendo al contempo l’esaltazione materica delle stesse. Gli studenti del II° anno: Baldassarre Laura, Battelli Chiara, Caponera Gaia, Carloni Dorotea, Casciano Noemi, Castrichella Alessandra, Cornelio Adele, Costalunga Ludovica, D’aurizio Francesca Serena, De Gregori Giorgia, Denni Giorgia, Di Rico Graziana, Fantino Anna, Gagliardi Eleonora, Gavita Eleonora, Iennarella Giuseppe, Isoldi Aurora, Ivanova Evgenija, Lechiara Marika, Maddalena Laura, Maino Andrea Fernandez, Maltinti Margherita, Mason Natalie, Mercado Carolina, Mereu Sara, Minnucci Stefano, Mirra Serena, Oleandro Concetta Federica, Riccobono Camilla, Rotolo Lodovico, Santomo Vinicio, Sartucci Giulia, Sirianni Graziella, Somma Alessandra Gioia,  Spaccini Dalila, Sparascio Chiara, Spezzi Carolina, Torge Ludovica, Valentini Giordana, Venturini Valeria, Vicere’ Marta, Wang Zhe, Zanella Denise.

Eleonora Orfanò

Eleonora Orfanò

Laureata nel 2016 presso l’Accademia di Belle Arti di Catania in Comunicazione e Valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, partecipo parallelamente a corsi e workshop inerenti il settore artistico-culturale. Ad oggi frequento il corso di laurea magistrale in Storia dell’arte e beni culturali, presso l’Università degli Studi di Catania continuando a coltivare i miei svariati interessi.

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