E come ogni anno, pc, schermate e risorse alla mano, ho seguito per voi in diretta la 92esima edizione della Notte degli Oscar!

Svolta presso il Dolby Theatre di Los Angeles la notte fra il 9 e il 10 febbraio, è stata trasmessa su Sky Cinema, Now TV, sulla rete italiana Tv8, o in live streaming legale anche su Youtube. Anche quest’anno visto il successo della precedente edizione, non era previsto un presentatore ufficiale, e ci sono stati alcuni cambiamenti riguardo i premi: “miglior film in lingua straniera” è stato rinominato “Premio Oscar al miglior film internazionale” e quello per il “miglior trucco ed acconciatura” passa da tre candidati a cinque. E potrebbe esserci un’altra novità in futuro: premesso che sia una voce da confermare, pare si voglia inserire un premio al “Miglior Stuntman”, che secondo me sarebbe stato giusto inserirlo già da tempo data visto la difficoltà e la meritocrazia del loro lavoro.

Questa 92esima edizione ha scritto un nuovo capitolo nella storia degli Oscar, dove l’impossibile diventa possibile, facendo cadere diversi stereotipi che si sono rafforzati negli anni. La serata è iniziata a bomba con il premio a Brad Pitt come miglior attore non protagonista, ma subito dopo arriva la delusione amara, con la consegna del miglior film di animazione a Toy Story 4, premio assolutamente non meritato rispetto a Klaus – I segreti del Natale, piccola perla diretta da Sergio Pablos.
Meritatissimi invece i premi dati a Parasite per la miglior sceneggiatura originale e Jojo Rabbit come miglior sceneggiatura non originale, così come i premi tecnici per 1917. Complimenti a Laura Dern e Renee Zellweger a cui sono andati rispettivamente i premi come miglior attrice non protagonista e protagonista.
Ricevuto il premio come miglior attore protagonista, Joaquin Phoenix, molto teso, ha fatto un discorso che sotto certi aspetti potremmo definire un “mappazzone” e che, probabilmente, se fosse stato scritto sarebbe riuscito a pronunciarlo in maniera meno nervosa. Ad ogni modo, esaminandolo con attenzione, si nota un filo logico sull’egoismo e l’egocentrismo dell’uomo, le disuguaglianze tra le varie razze, toccando anche un tema importante come la salvaguardia e diritti degli animali, tra l’altro lui stesso è produttore di un documentario sui diritti degli animali.

Sorprese di questa edizione i due oscar per Ford V Ferrari: davvero una grande sorpresa con i premi per il miglior montaggio e il miglior montaggio sonoro. Non appena ho finito di esultare per L’Oscar alla miglior canzone, andato al grandissimo Elton John, sono rimasto “di stucco”, ovviamente in positivo, con il premio alla regia andato a Bong Joon-Ho per Parasite, che insieme a miglior film straniero, sceneggiatura originale e miglior film si è portato a casa quattro statuette. Bong ha dedicato il premio a Quentin Tarantino e Martin Scorzese, impartendo anche una lezione di grande stima ed umiltà nei confronti dei colleghi.

Personalmente avrei dato qualche premio in più a Jojo Rabbit, film di grande intelligenza che riesce a farci ridere nonostante lasci l’amaro in bocca per le situazioni tragiche raccontate. Un film che spero con tutto il cuore sia trasmesso in tutte le scuole e sia fatto vedere alle nuove e non generazioni.

Esaminando lo spettacolo in sé si riconferma vincente il fatto che non ci sia un presentatore ufficiale: una scelta che velocizza la cerimonia e sembra dare un ritmo più serrato alla serata, anche se ammetto che qualche Gag forse era fin troppo forzata. Straordinarie le esbizioni musicali: Fantastica l’apertura con Janelle Monae e Billy Porter con un bellissimo Medley, magica anche Idina Menzel che sul palco si è esibita con altre doppiatrici di Elsa di vari paesi, in una particolare versione di Into the Unknown. Toccante anche la cover di Yesterday cantata da Billie Eilish, così come straordinaria e clamorosa l’esibizione di Elton John. Ma la standing ovation è andata al Re dei Rapper: Eminem con la sua Lose Yourself (canzone con cui vinse un  Oscar nel 2003) è riuscito a coinvolgere e far ballare tutto il pubblico in sala. Più triste il “momento lacrime” con il tradizionale “In Memoriam” che ricorda tutte le maestranze del cinema scomparse durante l’anno.

Questa la lista completa dei premi:
Miglior film: Parasite
Migliore regia: Bong Joon-Ho per Parasite
Miglior attore protagonista: Joaquin Phoenix per Joker
Migliore attrice protagonista: Renee Zellweger per Judy
Migliore attrice non protagonista: Laura Dern per Storia di un matrimonio
Miglior attore non protagonista: Brad Pitt per C’era una volta a… Hollywood
Migliore sceneggiatura originale: Parasite
Migliore sceneggiatura non originale: Jojo Rabbit
Migliore fotografia: Roger Deakins per 1917
Miglior montaggio: Le Mans ’66 – La grande sfida
Miglior scenografia: C’era una volta a… Hollywood
Migliori costumi: Piccole donne
Migliore colonna sonora originale: Joker
Migliore canzone originale: Rocketman
Migliore trucco e acconciatura: Bombshell
Miglior sonoro: 1917
Miglior montaggio sonoro: Le Mans ’66 – La grande sfida
Migliori effetti speciali: 1917
Migliore film d’animazione: Toy Story 4
Miglior film straniero: Parasite
Miglior documentario: American factory

Sono stati distribuiti anche dei premi speciali:

Oscar onorario: David Lynch, Wes Studi, Lina Wertmüller
Premio umanitario Jean Hersholt: Geena Davis

In conclusione, mi ritengo soddisfatto nell’aver visto una Notte degli Oscar che sembra davvero “in risalita” con film e candidature che rispetto allo scorso anno hanno fatto un salto di livello meritevole. Il cinema è più vivo che mai e si sta evolvendo anche in altri parti del mondo: ben vengano dunque produttori, registi e sceneggiatori con così tanto talento che riescono a dare nuova vita e nuove emozioni sia a chi realizza sia allo spettatore che guarda.

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