Prosegue con il film “Il segreto della miniera” la rassegna “Orizzonti” di cinema d’autore, organizzata dall’Ufficio per la pastorale della cultura della Diocesi di Ragusa. Secondo appuntamento per lunedì 9 marzo alle ore 20.00 presso il Cinema Lumiére di Ragusa. Aljia è un minatore bosniaco che vive ormai da molti anni in Slovenia dopo che è stato obbligato, ancora bambino, a lasciare la sua terra per l’incombere della guerra. Gli viene assegnato l’incarico di visitare una miniera abbandonata per stilare un rapporto che la dichiari totalmente vuota e quindi pronta per una chiusura definitiva. Al suo interno scoprirà invece una macabra sorpresa.
Dopo il film di denuncia “Styx”, contro l’indifferenza dell’Occidente davanti alle tante tragedie umane in mare, ispessita al punto che anche l’iniziativa solidale del singolo viene soffocata, un altro racconto cinematografico basato su una storia vera, molto poco nota. Oltre ad una quanto mai nobile operazione di recupero della memoria, la storia educa a vigilare sulle diverse modalità di acquiescenza riscontrabili nella società odierna (quella balcanica assurge a simbolo universale), in nome di una mentalità che del profitto fa un idolo a spese dell’originario umano.
Ad introdurre i film in rassegna, sarà Giuseppe Di Mauro, vicedirettore dello stesso Ufficio, mentre a condurre il dibattito sarà Mariagrazia Licitra, docente di religione presso l’IC “G. Mazzini” di Vittoria e membro dell’equipe dell’Ufficio. Numerosi i contributi dei docenti dell’Università degli Studi di Catania (SDS di Ragusa Ibla), quest’anno ente collaboratore dell’iniziativa, unitamente all’Ufficio di pastorale per la famiglia e G&G Cinema-Teatri-Arene.
Due le novità di quest’anno: il percorso si caratterizzerà per uno sguardo particolare sulla dimensione urbana della vita e dell’impegno sociale, e si concluderà con un omaggio, in occasione del centenario della nascita, al grande maestro Federico Fellini.
Sullo sfondo di una teologia “urbana” ben sviluppata nei punti 71-75 dell’Evangelii Gaudium di Papa Francesco, si snoderà un cammino composto da cinque proiezioni d’autore e un seminario finale, alla fine dei quali seguirà un dibattito con interventi di ospiti d’eccezione.
Una nuova attenzione sembra essere invocata dai contesti urbani: linguaggi, simboli, messaggi e paradigmi che offrono nuovi orientamenti di vita. Una cultura inedita palpita e si progetta nelle città (Papa Francesco). La città è fatta di opere e di operazioni umane che si concretizzano non tanto in monumenti, quanto in usi condivisi e in imprese collettive. La vita culturale di una città è la vita di quelle comunità, spesso nascoste e silenziose, in cui la creatività popolare è concretamente all’opera, gruppi e associazioni di persone che hanno un loro modo di declinare il comune urbano, uomini e donne che gestiscono beni comuni in maniera unica e peculiare (V. Rosito).
Al cinema, quello d’autore, lasciamo il compito di interpretarne i segni. Agli spettatori il coraggio di rinunciare a farsi autonomi promotori o generatori di senso, di cogliere, al contrario, la sfida della tessitura condivisa e del dono, per discernere insieme le luci già presenti e abbracciare – in modo creativo – le fragilità.

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