A pochi giorni dalla direttiva ministeriale dell’isolamento “forzato”, ma naturalmente cautelativo e utile per uscire più in fretta possibile da questa brutta emergenza, iniziamo a conoscere e sperimentare per la prima volta l’ambiente di casa, come ambiente “di tutto”.

Per chi si è portato il lavoro a casa e fa “smart working”, sicuramente avrà notato subito gli aspetti positivi della scelta: si può lavorare comodamente in pigiama, o in tuta, con le proprie ciabattine ai piedi, o scalzi, nel posto che preferiamo di più. Possiamo sparare la musica a palla se ci aiuta nella concentrazione, o tenere la tv accesa se cerchiamo compagnia: Senza ombra di dubbio, insomma, lavorare da casa ci rende più flessibili!

Tuttavia, questa flessibilità rischia di far emergere anche degli aspetti negativi, aspetti che possono essere scambiati come “mancanza di focalizzazione” e che in realtà derivano semplicemente da fatto che alcuni di noi non hanno mai lavorato da casa e non sanno effettivamente come fare, ne come organizzarsi per farlo nel migliore dei modi. Niente paura! Sono difficoltà piuttosto naturali e risolvibili in pochissimo tempo, basta seguire qualche “dritta” che spiegherò di seguito senza disperdere tempo e mantenendo alta la concentrazione:

1) setting: è bene individuare un posto della propria casa dove sentiamo di sentirci a nostro agio nello svolgimento dei nostri compiti, si può lavorare anche in altri posti oltre la cucina, esiste il tavolo del salotto, o chissà magari anche il letto. È consigliato scegliere sempre una superficie piana come postazione di lavoro ( o di studio), ma se vi trovate bene sul letto o in poltrona, perché no? La cosa importante è riuscire a mantenere alto il focus!

2) intrusioni: anche se siete a casa, non siete in vacanza e non è il vostro giorno di riposo, quindi limitate le intrusioni esterne, ad eccezione chiaramente di quelle importanti;

3) routine: mantenete i soliti orari e fate le solite cose che facevate normalmente per andare a lavoro, quindi non svegliatevi tardi, fate colazione normalmente, lavatevi i denti, fate la doccia e non andate a letto ad orari improponibili. Se fumate, non toccate più sigarette del normale, se non fumate, non è il momento di cominciare, se vi piace bere, non alzate il gomito adesso; aspettate di farlo appena l’isolamento cesserà! Sembrano banalità, ma mantenere le normali abitudini vi permetterà di non confondere gli stati delle giornate, di orientarvi e di non abbandonarvi a voi stessi;

4) confronto: cercate i vostri colleghi per avere confronto e supporto nel lavoro a casa perché può esservi davvero d’aiuto avere una spalla con cui confidarvi e condividere questi momenti;

E per chi, in base al lavoro che svolge, non può portarsi effettivamente il lavoro a casa? Cosa potrebbe fare?

5) tempo: il tempo è prezioso e per questo è bene non sprecarlo, la formula “take your time” è facile da seguire perché è libera facendovi cimentare assolutamente in quello che preferite.
Potete leggere, approfondire qualcosa che vi piacerebbe conoscere, progettare, aprire un canale Facebook o Instagram o scrivere di voi; queste sono opzioni che possono restituirvi un feedback importante e per scoprire come fare, qui potete trovare suggerimenti e istruzioni molto utili…

In alternativa potete pulire sperimentare nuove ricette, fare esercizio fisico o pulire casa (leggi qui) e apprezzarla meglio, apprezzare i vostri amici, la vostra famiglia e valori a cui, magari, non pensiamo spesso nelle nostre situazioni di comune normalità..

Cerchiamo di trasformare un problema, in opportunità!

Rita Spagnolo

Rita Spagnolo

Assistente sociale e studentessa del corso di laurea magistrale in Pubbliche amministrazioni dell'Università degli Studi di Catania.
Creare una realtà sociale nuova per l'ascolto e la soluzione dei problemi è il primo di una lunga serie di sogni.

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