La “fase 3” sta per iniziare e potremo tornare a quello che facevamo prima, in un modo o nell’altro. Durante il lockdown, numerose sono state le attività che abbiamo avuto l’opportunità di svolgere o approfondire. Chi si è dedicato alla cucina, al workout casalingo; qualcuno ha ripreso in mano uno strumento musicale messo li a prender polvere da troppo tempo; c’è chi ha passato il tempo forzatamente libero recuperando una serie TV o finendo finalmente quel libro che quasi aveva preso residenza sul comodino. Hobbies e passioni hanno preso una porzione molto abbondante del nostro tempo, ritrovatosi improvvisamente svuotato. Tra i passatempi più diffusi c’è stato di sicuro il giardinaggio. Quanti di noi hanno abbellito il proprio balcone con dei fiori o hanno rifornito il proprio angolo verde di piantine aromatiche per rendere super i nostri piatti preferiti? Adesso che l’emergenza covid sta andando ad esaurirsi, l’obiettivo è sicuramente quello di non far morire i nostri vasi fioriti e profumati e con loro i nostri sforzi.

Visto che stiamo andando incontro all’estate, l’acqua è tra le primissime cose da tenere in conto. Un giusto apporto irriguo fa già gran parte del lavoro di mantenimento della pianta. Ma come si annaffia (o innaffia, è uguale) correttamente? Ecco a voi 5 brevi consigli per delle irrigazioni pienamente efficaci!

1 – Scegli bene l’ora per irrigare: La scelta è molto semplice e anche abbastanza logica in realtà: luce verde per irrigazioni mattiniere e nel tardo pomeriggio, luce arancione per la sera, luce rossa per gli orari compresi tra le 10 e le 18 almeno. La temperatura ambientale durante queste ore è veramente troppo alta e gran parte dell’acqua che andremmo a versare sarebbe dispersa per evaporazione ancor prima di toccare il suolo. Nelle ore serali questo pericolo non c’è ma proprio per questo potremmo andare incontro a problemi di altro tipo! Potremmo andare incontro a ristagni idrici e causare stress alle piante. Senza parlare del fatto che nell’acqua stagnante possono trovare spazio covate di insetti come le zanzare, tanto per citare una specie. Due pessimi piccioni con una fava. Mattina e tardo pomeriggio sono le fasce orarie che garantiscono maggiore efficacia e minori problemi di stagnazione idrica, garantendo anche un buon livello di protezione della pianta dal caldo. Inoltre, iniziare la giornata con una bella colazione e sistemando il proprio piccolo giardino è un toccasana. Ve lo assicuro.

2 – Doccia completa alla pianta? Meglio evitare! Bello prendere il tubo di gomma e schizzare qua e la facendo un bel bagno a fiori, alberi e company vero? Forse ma sicuramente non è l’atteggiamento giusto. In primis, è uno spreco. Le piante riescono ad assorbire tramite le foglie solo una limitatissima quantità d’acqua, quindi è inutile passare per questa via. E poi un getto troppo potente può danneggiare una parte della pianta non ancora pienamente sviluppata. Per non parlare del fatto che una foglia bagnata può essere obiettivo di parassiti e più propensa a malattie. Quindi la scelta giusta è indirizzare il proprio mezzo di irrigazione (bottiglia, annaffiatoio, tubo) direttamente verso le radici. E il gioco è fatto.

3 – Troppo/troppo poco? Controlla! Questa è forse il punto più importante su cui focalizzare la propria attenzione. Il proverbio ci dice che “la virtù sta nel mezzo” e questo concetto è pienamente utilizzabile nel nostro caso. Dobbiamo puntare a mantenere lo strato di terreno all’altezza delle radici fresco ma non traboccante d’acqua. Per verificare ciò, sarà sufficiente, dopo aver irrigato e fatto passare qualche minuto, scavare per qualche centimetro con le dita per verificare il grado di umidità del suolo. Se è asciutto o leggermente umido, diamo un altro giro di irrigazione. L’eccesso può esser attenuato inclinando il vaso ed eliminando letteralmente l’acqua che ristagna in superficie e verificando che il nostro vaso abbia dei corretti fori alla base per garantire lo sgrondo d’acqua.

4 – Ad ogni pianta la sua acqua: Abbiamo una piantina appena nata? Un fiore pronto a sbocciare? Un albero ben sviluppato? Ad ognuno dovrà essere data la giusta acqua e nel giusto modo. Le piantine appena nate avranno delle radici ancora poco sviluppate e quindi la parte da bagnare con cura sarà proprio l’area adiacente al piccolo stelo. Un albero invece avrà già delle radici ben sviluppate ed in questo caso dovremo fare in modo di bagnare la terra nella sua completezza, evitando invece di bagnare il tronco.

5 – Ok, il terreno è giusto! Questo è un consiglio abbastanza generico in realtà. L’utilizzo della torba o del terriccio in sacchi che troviamo in sconto nei supermercati è di uso comune e garantisce una resa nel suo complesso decente. Se invece volessimo andare oltre, allora è opportuno andare in vivaio o in un negozio specializzato per acquistare dei substrati adatti e mirati ai nostri scopi. Ciò renderebbe davvero efficiente le modalità d’uso dell’acqua riassunte brevemente in questo articolo.

Questi suggerimenti sono molto generici ma sono efficaci per quasi ogni pianta. E se è vero che un giardino ben curato rende migliore la nostra vita, possiamo iniziare da questi semplici consigli.

Michael Cabibbo

Michael Cabibbo

Ragusano, 30 anni, agrotecnico e laureato in agraria. Amante della natura, degli animali e dei viaggi, la maggior parte dei quali sono di fantasia. Cerco di non prendermi mai troppo sul serio.

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