“L’ape fa la corte al fiore, il fiore risponde al suo appello, ed essi celebrano nozze gioiose…” Con queste parole Emily Dickinson descrive in maniera poetica qualcosa che di poetico ha già l’essenza. Rapporto ape-fiore che, causa Covid-19 e relativo lockdown, ha avuto più libertà durante gli ultimi mesi. Come abbiamo visto dalle decine di video sui social, la natura ha approfittato di questa piccola “pausa” dagli umani per riprendersi i suoi spazi: delfini nel porto di Cagliari, le anatre sguazzanti nella barcaccia in piazza di Spagna a Roma, i coccodrilli a Venezia addirittura! (una fake news ovviamente ma in tanti ci sono cascati in pieno).

Ma la parte del leone l’hanno avuta gli insetti e, in particolare, le api, le prime sentinelle di madre natura.

La loro attività negli ultimi mesi è stata frenetica e molto più efficiente rispetto gli anni scorsi per vari motivi: meno smog ovviamente, che ha permesso una più semplice individuazione dei fiori e la nascita di flora spontanea che altrimenti non sarebbe mai esistita, come le aiuole a bordo strade o ai giardini delle seconde case lasciati incolti per fare due esempi. Questa non programmata abbondanza di cibo e di lavoro ha stimolato l’aumento della popolazione di molti alveari e del benessere delle colonie. Oggi, 20 Maggio, si celebra il World Bee day e forse mai come prima dovremmo essere consapevoli di quanto disturbo l’uomo può portare all’interno del ciclo naturale e di come le api siano uno strumento incredibile in mano alla natura per riaggiustare quei meccanismi che si erano incrinati. Per chi non lo sapesse le api permettono l’impollinazione e quindi la riproduzione del 75% della produzione agricola mondiale, garantiscono la sicurezza alimentare e mantengono la biodiversità sul nostro pianeta.

Come aiutare le api? Le Nazioni unite (link dedicato: https://www.un.org/en/observances/bee-day) hanno stilato una lista di piccoli e grandi gesti che ognuno può compiere: – piantare una serie diversificata di piante autoctone in modo da avere fiori freschi disponibili tutto l’anno; acquisto di miele crudo da agricoltori locali; – acquisto di prodotti da pratiche agricole sostenibili; – evitare l’uso pesticidi, fungicidi o erbicidi nei nostri giardini; – proteggere le colonie di api selvatiche quando possibile; – adottare un alveare; – dare alle api la possibilità di bere lasciando una ciotola d’acqua all’esterno; – aiutare a sostenere gli ecosistemi forestali; – sensibilizzare l’opinione pubblica condividendo queste informazioni all’interno delle nostre comunità e reti.

Poi basta fare una rapida ricerca su internet per trovare varie iniziative pubbliche e private a difesa delle api: la FAI federazione apicoltori italiani e l’arma dei Carabinieri hanno avviato una doppia convezione per ,da un lato, intensificare i controlli sulla qualità dei mieli prodotti da parte dei NAS e dall’altro di installare arnie negli spazi esterni di alcune caserme; BeeSafe by WWF che si batte da tempo per l’eliminazione di alcune tipologie di pesticidi in agricoltura; o per chiudere 3Bee che permette di adottare a distanza un alveare avendo via app un monitoraggio continuo della colonia scelta.

Perché la natura può riprendersi i suoi spazi, ma se le diamo una mano è sempre meglio!

Michael Cabibbo

Michael Cabibbo

Ragusano, 30 anni, agrotecnico e laureato in agraria. Amante della natura, degli animali e dei viaggi, la maggior parte dei quali sono di fantasia. Cerco di non prendermi mai troppo sul serio.

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