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Cari lettori di 97100, oggi parliamo di femminismo e nel farlo, vi presento Giulia Di Gregorio, giovanissima studentessa universitaria, laureanda in Giurisprudenza con tanti sogni nel cassetto e un futuro ancora da scoprire. Giulia ama viaggiare ed è amante della buona cucina, italiana e non, più o meno come tutti noi, ma ciò che davvero la contraddistingue ed il motivo per cui la troviamo tra le righe delle nostre letture, è il suo libro: “L’avvocato delle donne”, un racconto breve, fatto di dialoghi fittizi fra un avvocato donna e i suoi clienti, uomini o donne, che si recano dentro questo studio legale immaginario in cerca di un parere su questioni e problematiche legate alla violenza di genere, divorzi, discriminazioni sul lavoro, mobbing e tanto altro.

Le risposte del nostro avvocato, in tal senso, vogliono essere un supporto emotivo, oltre che legale, donando allo stesso tempo a chi legge degli spunti di riflessioni importanti su tematiche, purtroppo, ancora attuali. Quello che è un fenomeno, un movimento o un approccio, molto complesso a molti, Giulia ce lo spiega affermando che “il femminismo è il movimento diretto a conquistare, per la donna, la parità di genere nei rapporti civili, giuridici, economici e politici; quindi, ha assolutamente senso parlarne dal momento che ancora oggi sono presenti numerosi gap uomo/donna, in primis, nel mondo del lavoro che rappresenta una delle conquiste femminili più importanti ed entusiasmanti per le donne, in termini di obiettivi e realizzazioni personali. Tanti diritti sono solo formalmente attribuiti alle donne, ma sostanzialmente non riusciamo a goderne”.

E aggiunge: “Non mi sento ancora oggi posta nelle stesse condizioni di uomo nella la ricerca di un lavoro, nell’avanzamento di carriera, per non parlare della questione maternità. Le posizioni di vertice ricoperte da donne, nel settore politico, economico, giuridico hanno una percentuale ancora troppo bassa. In generale, credo che il processo di rieducazione alla parità di genere debba ancora fare molti progressi. Ancora oggi una donna che si dedica solo alla propria carriera, o che  non ha un compagno stabile, o che non sogna la classica famiglia del Mulino Bianco, o che vive da sola, o che cresce un figlio da sola, viene giudicata male . È proprio una questione di mentalità, radicata nel tempo e che ancora pone resistenza al cambiamento, per questo ho usato il termine Rieducazione.”

Dunque, sventolando la bandiera del femminismo, quello vero e leale dove i diritti sono diritti di tutti, non certamente quello plastico e asettico, poco logico e quasi sleale; è facile rendersi conto come ancora nella nostra società siano presenti stereotipi e limiti allarmanti sulle condizioni e sulle scelte di vita delle donne.

L’avvocato delle donne è un libro che dovrebbe essere letto e, sicuramente, assimilato per cogliere tutto quell’insieme di realtà e meccanismi nettamente sbagliati o vagamente fuorvianti, circa ciò che una donna sveglie di fare, o non fare, nell’arco della sua intera esistenza; perchè se da un lato, sicuramente, siamo riuscite a fare passi avanti nella conquista dei nostri ruoli e diritti, dall’altro, in realtà, la strada è ancora lunga per parlare di parità effettiva, senza discriminazioni ne stereotipi, dentro una società che speriamo un giorno possa riconoscere il valore intrinseco delle sue donne, in tutta la sua pienezza e bellezza.

Ogni volta che una donna lotta per se stessa, lotta per tutte le donne. (Maya Angelou)

Rita Spagnolo

Rita Spagnolo

Assistente sociale e studentessa del corso di laurea magistrale in Pubbliche amministrazioni dell'Università degli Studi di Catania.
Creare una realtà sociale nuova per l'ascolto e la soluzione dei problemi è il primo di una lunga serie di sogni.

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