Vogliamo parlare della bellezza delle serate estive? Notti serene, stellate, in cui concedersi una bibita fresca e un buon libro in sdraio sul balcone. O un qualche spassoso gioco da tavola in veranda con gli amici. Ma come una nave pirata attacca la costa durante un giorno di mare calmo, ecco apparire all’orizzonte l’acerrima nemica della nostra serenità: la zanzara! Alziamo bandiera bianca o meglio combattere? Risposta ovvia, vediamo quindi qualche modo in cui poterci difendere in modo molto semplice.

CONOSCIAMO IL NOSTRO NEMICOSe conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura.” Così recita Sun Tzu ne “L’arte della guerra”. Facciamo quindi un breve rapporto su chi stiamo andando a combattere. La zanzara, nome generico in cui si includono più di 60 specie che fanno riferimento a tre grandi famiglie (Culex, Anopheles, Aedes), è un insetto il cui ciclo di vita si definisce in due fasi distinte: la fase acquatica, durante lo stadio di larva e pupa, e la fase detta aerea, in cui l’individuo ormai adulto va in giro a procurarsi il cibo. Al contrario di ciò che comunemente si pensa, non tutte le zanzare si alimentano di sangue. Solo le femmine feconde necessitano di pungere l’uomo o gli animali per succhiarne il sangue, in cui sono contenuti degli amminoacidi che il loro organismo non è capace di produrre e garantire quindi lo sviluppo ottimale delle uova e delle larve in esse contenute. I maschi e le femmine non ancora feconde si nutrono di sostanze zuccherine prodotte da gran parte delle piante.

PREVENIRE È MEGLIO CHE CURARE – Dopo che una femmina feconda ci ha punto, raggiunge una superficie d’acqua adatta alla deposizione (si raggiunge il centinaio di uova per covata). La presenza dell’elemento acquatico è quindi fondamentale per la riproduzione dell’insetto e punto focale nelle pratiche di prevenzione. Una corretta gestione dell’acqua ci garantirà un abbassamento della presenza di covate. Come? Con semplici accorgimenti, ad esempio facendo in modo che i sottovasi delle piante in balcone non abbiano acqua stagnante ed evitando di irrigare ad orari che non permettono il completo assorbimento dell’acqua da parte del terreno. Se avete un giardino, potete installare una casetta per gli uccelli, loro naturali predatori. Se la concentrazione è davvero elevata si dovrà ricorrere all’uso di insetticidi specifici ma per questo servono altri accorgimenti più tecnici che non elenchiamo qui.

ECCO LE PIANTE ANTI-ZANZARE – Sia chiaro subito, non esistono piante che letteralmente uccidono le zanzare (con una piccola eccezione che sarà spiegata in fondo). Ma parliamo di piante con caratteristiche che ci aiutano a proteggerci ed evitare facili punture. Quando una zanzara è in cerca di sangue, attiva un radar che capta le emissioni di ammoniaca, elemento presente nel nostro sudore per capirci. Quindi dopo una rapida ricerca, l’insetto ci avrà già puntato e molto probabilmente già punto. Ma se tra il radar e la nostra pelle mettiamo altre sostanze volatili simili all’ammoniaca, la zanzara sarà confusa e vagherà in una questa nube ingannatrice. Le pianti più efficaci in questo senso sono: il Geranium macrorrhizum, conosciuto come geranio a foglia odorosa, pianta che non regala una fioritura appariscente come il geranio comune ma che dalle foglie rilascia un profumo particolarmente gradevole a noi e stordente per le zanzare. Altre piante come il Plectranthus – l’incenso – o le più classiche citronella e calendula possono essere utili alla nostra causa insieme alle già più diffuse basilico e menta. In generale, più una pianta emette odore meno possibilità ci saranno di esser punti. Ovviamente anche in massiccia presenza delle essenze sopracitate saremo ancora soggetti alle punture; come già detto è un metodo di difesa e prevenzione e non un modo per estirpare il problema. Se volete provare qualcosa di più “esotico” allora potrebbero fare al caso vostro le amiche Dionea, Drosera e Nepenthes. Perché al fascino di una pianta carnivora anche per una zanzara è difficile dir di no!

Michael Cabibbo

Michael Cabibbo

Ragusano, 30 anni, agrotecnico e laureato in agraria. Amante della natura, degli animali e dei viaggi, la maggior parte dei quali sono di fantasia. Cerco di non prendermi mai troppo sul serio.

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