Un francobollo celebrativo, emesso da Poste Italiane nel 2021, celebrerà la fondazione della città greca di Leontinoi, avvenuta nel 729 a.C. La colonia calcidese diede origine alle comunità di Lentini e, alla metà del XVI secolo, di Carlentini, nel Siracusano. Il MiSE – Ministero dello Sviluppo economico ha autorizzato l’emissione filatelica che avverrà il prossimo 8 giugno 2021. Una notizia che inorgoglisce l’intera comunità e da’ rilevanza alla millenaria storia di quel territorio”. A darne notizia sono il fondatore del progetto Leontinoi 2021, Giorgio FRANCO, presidente della coop. Badia Lost & Found, e il senatore del M5S Fabrizio TRENTACOSTE, archeologo e guida turistica, che – in sinergia – hanno raggiunto uno dei risultati che si inseriranno nell’ambito delle celebrazioni e delle iniziative dedicate all’importante ricorrenza: i quali rivolgono un accorato ringraziamento al viceministro Stefano Buffagni per l’interesse mostrato e, naturalmente, ai sindaci Saverio Bosco e Giuseppe Stefio, i quali hanno sin da subito riconosciuto e sostenuto il progetto. 

L’iniziativa prende vita nel 2019, con la stipula di un semplice protocollo d’intesa tra la coop. Badia Lost & Found, la sezione locale dell’Associazione Italia Nostra e la Pro Loco Lentini, che nel territorio si stanno spendendo particolarmente, creando non solo significativi momenti di partecipazione civica, ma anche dialogando con le pubbliche amministrazioni e creando progetti che sono oggi un fiore all’occhiello per le comunità dell’area nord della provincia.

Le comunità di Lentini e di Carlentini, così, trovano il primo dono sotto l’albero: un’emissione filatelica nazionale che, oltre alla valorizzazione dell’immagine del territorio leontino, può rappresentare la svolta progettuale di due comuni che, nella Cultura e nel Patrimonio Culturale locale, individuano lo sviluppo, l’accoglienza e la coesione.

Naturalmente un progetto corale, che vede la partecipazione e l’impegno di gruppi organizzati e singoli cittadini/professionisti: “il simbolo che abbiamo proposto al grafico prof. Christian Vecchio, per la sua rivisitazione contemporanea, è il tetradramma greco di Leontinoi, che può sembrare un riferimento ovvio, banale, già visto, ma che invece pone il Leone di Eracle e il Mito di Demetra come grande metafora di risorsa dalla quale è possibile rifondare la chora e il territorio tutto, dai campi leontini al monte Pancali. La decisione di festeggiare un compleanno così importante per Leontinoi poggia le fondamenta su questa idea.”

Attraverso il prestigio dell’emissione filatelica la comunità vuole richiamare i suoi elementi simbolici come cardine di una visione che coniuga tradizione e bellezza, proiezione verso il futuro e coscienza del valore del passato, vitalità che rinasce e condivisione di un modello di sviluppo culturale e sociale.

Per mezzo della progettazione grafica del prof. Vecchio, su stimolo del fondatore Giorgio Franco, del prof. Tommaso Cimino e del presidente Pro Loco Luca Fazzino, si snodano varie prospettive di lettura, il potente linguaggio iconografico sottende in questo francobollo una rappresentazione vivida dei più suggestivi temi portanti per Leontinoi e la sua storia.

La testa del leone nemeo, che il mito vuole ucciso da Eracle e che divenne assieme al manto la leonté, simbolo precipuo del semidio e poi eponima del territorio di Leontinoi cui fu donata da Eracle stesso, campeggia fiera e ruggente. Le forme riprendono fedelmente quelle della preziosa numismatica antica la cui zecca leontina ha prodotto fra l’altro le stupende tetradramme d’argento con il capo leonino sul verso e il volto del dio Apollo sul recto. La doppia corona della criniera nella moneta antica è ripresa qui nel bozzetto per l’emissione filatelica con ricchezza di simbologia formale e cromatica, nel pieno rispetto filologico della tavolozza di colori dell’antica Grecia. Infatti la corona esterna, nelle sfumature del rosa e del porpora richiama la gamma di colori che la lingua greca associava latamente ad ἐρυθρός (erythrós), il “rosso” con le sue varianti, ed al carattere sacro per eccellenza della regalità e della nobiltà col porpora. Ogni dente della corona è inoltre stilizzato con le venature di un petalo di rosa per richiamare l’Aurora nascente dal mare vicino Leontinoi, come nella più antica poesia formulare omerica (Rhododáktylos Eos, “Aurora dalle dita di rosa” è l’epiteto che più ricorre per il poeta epico). Analogo motivo iconografico si ritrova appunto nella corona più interna della criniera, scandita sulle note del blu e dell’azzurro a motivo del mare e ove ogni dente è all’interno solcato da brevi onde che richiamano la corrente delle acque. Entrambi i colori, utilizzati coerentemente nella composizione generale anche dei motivi testuali, rimandano insieme al cromatismo del peplo da indossare per i riti sacri in onore di Artemide (fondo blu con bordo porpora), sorella di Apollo e dea della caccia e dei campi coltivati associata a Cibele, dea della fecondità e delle messi. Leontinoi del resto fu famosa nei secoli antichi per la straordinaria fertilità dei suoi Campi e per l’abbondanza di grano, sempre associato, in spighe e chicchi, al leone nella produzione numismatica. La doppia corona fiammante, infine, richiama anche il motivo iconografico dell’aureola sul capo della statua del santo patrono della città, Alfio: stilizzazione unica nel panorama delle raffigurazioni devozionali siciliane e meridionali, l’aureola ed il culto del santo cristiano martirizzato nel 253 evocano, all’analisi antropologica, profonde somiglianze col culto precristiano di Apollo, come già detto riprodotto su gran parte della monetazione antico-greca di Leontinoi.

La stratificazione iconologica all’interno dell’opera racchiude ancora col leone ruggente altre simbologie, rappresentate dai denti come fiammelle e dalla lingua come fiume. Quattro denti sulla mascella richiamano (oltre al motivo classico dei “quattro elementi”) i due colli su cui fu fondata la colonia dall’ecista calcidese Tukles-Teocle, vale a dire il San Mauro ed il Sant’Eligio, e i due fiumi Lisso e Carrunchio che solcavano il territorio leontino; l’unico dente sulla mandibola del leone richiama la vasta e fertile piana dei Campi leontini già menzionata. La lingua protrusa ed azzurra (anch’essa filologicamente fedele alle rappresentazioni delle Gorgoni, divinità marine, ed alle testimonianze della numismatica leontina) rappresenta invece il fiume fondativo Terias — l’odierno San Leonardo — navigabile per tutto il suo tratto dall’entroterra al mare e fonte della specificità di Leontinoi.

Essa fu l’unica fra le prime colonie magnogreche di Sicilia fondata non direttamente sul mare, e per tale ragione a rivestire il ruolo di punto strategico di connessione fra lo Ionio e l’interno del territorio, i Campi leontini a nord e la catena collinare a sud, rendendo la città antica e la comunità attuale, attraverso gli assi viari e la circolazione economica, sociale e culturale, la vera Porta degli Iblei.

Bene in evidenza sullo sfondo della vignetta filatelica è la rappresentazione stilizzata della Sicilia attraverso tre arance, simbolo della lunga e fiorente tradizione agrumicola della Regione e del territorio di Lentini e Carlentini in particolare, con le diverse varietà autoctone a “polpa rossa”, note internazionalmente per le ottime qualità organolettiche, la versatilità gastronomica e nel campo dell’alta profumeria e riconosciute anche in ambito medico-clinico per le virtuose proprietà antitumorali ed antiossidanti. Lentini e Carlentini, che come il mondo antico mediterraneo conoscevano il genere Citrus (originario prevalentemente dell’India) attraverso il cedro, sono state nei secoli della colonizzazione araba ottimi terreni di coltura per l’introduzione di diverse varietà di arance, che dal Settecento in poi sono state ibridate e affinate per ottenere la particolare pigmentazione e le caratteristiche produttive, organolettiche e di resa edule tipiche del Tarocco, l’arancia regina della produzione agrumicola del territorio. Non è un caso che logo ricorrono simbolicamente la Sicilia con le arance ma richiamando, con le sue linee essenziali di connessione, anche la vocazione all’innovazione e al futuro. Si può leggere in questo motivo iconografico infatti la più diffusa abitudine nella rappresentazione dei grafi delle reti sociali; e al contempo un esplicito riferimento ad alcuni stilemi del Futurismo italiano ed europeo nelle rappresentazioni delle linee di intersezione all’interno della dinamica strutturale delle opere pittoriche.

Terra di incontri lungo tutta la sua vicenda storica dall’antichità ad oggi, e crogiolo di culture che tutte hanno preso dalla Sicilia momenti e ispirazioni fondamentali per il loro sviluppo, la Regione e Leontinoi in particolare si presentano in questa emissione filatelica con la loro operosità (la doppia corona dentata che è il richiamo alla base del nostro emblema repubblicano), il loro cosciente e appassionato amore per la storia dei luoghi e degli uomini che li hanno forgiati, l’apertura altrettanto solare e accogliente verso il futuro.

Per questo le comunità ritengono importante e prestigioso il risultato raggiunto di questo francobollo, il primo nella storia delle due città di Lentini e Carlentini (Leontinoi), segno di attenzione e valore di tutto il percorso che ha condotto fino al 2750° anniversario della fondazione della Città, e porta per il futuro nel segno della Bellezza e della Cultura.

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