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Oscar 2021, la cerimonia di premiazione vista dal nostro Alessandro Rimaudo

Con ben due mesi di ritardo, nella notte di lunedì è andata in scena la 93esima edizione degli Academy Awards tenutasi sia al Dolby Theatre che all’Union Station.
Questo è un segnale positivo per il mondo dell’arte: nonostante la pandemia che stiamo vivendo il Cinema riprende i suoi spazi. Questa edizione potremmo definirla un nuovo inizio di normalità: gli Oscar infatti, vengono consegnati di presenza.

Ecco le 23 categorie ed i 23 vincitori:

-Miglior film: “Nomadland”
-Miglior attore protagonista: Anthony Hopkins (“The Father”)
-Miglior attrice protagonista: Frances McDormand (“Nomadland”)
-Miglior regia: Chloé Zhao per “Nomadland”
-Miglior attore non protagonista: Daniel Kaluuya (“Judas and the Black Messiah”)
-Miglior attrice non protagonista: Youn Yuh-jung (“Minari”)
-Miglior sceneggiatura originale: Emerald Fennell per “Una donna promettente”
-Miglior sceneggiatura non originale: Christopher Hampton e Florian Zeller per “The father”
-Miglior film straniero: “Un altro giro” di Thomas Vinterberg (Danimarca)
-Miglior trucco: Sergio Lopez-River, Mia Neal e Jamika Wilson per “Ma Rainey’s Black Bottom”
-Migliori costumi: Ann Roth per “Ma Rainey’s Black Bottom”
-Miglior sonoro: Nicolas Becker, Jaime Baksht, Michelle Couttolenc, Carlos Cortés and Phillip Bladh per “Sound of metal”
-Miglior film d’animazione: “Soul” di Pete Docter e Kemp Powers
-Miglior documentario: “Il mio amico in fondo al mare” di James Reed e Pippa Ehrlich
-Migliori effetti speciali: Andrew Jackson, David Lee, Andrew Lockley, Scott Fisher per “Tenet”
-Miglior scenografia: Donald Graham Burt e Jan Pascale per “Mank”
-Miglior fotografia: Erik Messerschmidt per “Mank”
-Miglior montaggio: Mikkel E. G. Nielsen per “Sound of metal”
-Miglior colonna sonora: Trent Reznor e Atticus Ross con Jon Batiste per “Soul”
-Miglior canzone: “Fight for you” per “Judas and the Black Messiah”
-Miglior cortometraggio: “Two distant strangers”
-Miglior corto documentario: “Colette”
-Miglior corto d’animazione: “Se succede qualcosa, vi voglio bene”

Si esatto ho scritto proprio 23, perché i premi che riguardavano il sonoro sono stati inglobati in una sola categoria: “l’Oscar al miglior sonoro”.
Come già da qualche anno a questa parte, questa edizione non ha avuto un unico presentatore; sul
palco si sono alternati diversi attori.
Ad aprire le danze è stata Regina King che ha portato con sè il suo Oscar vinto per “Se la strada potesse parlare”.

In cuor mio speravo che almeno uno dei 2 Oscar in cui era stato nominato lo vincesse Pinocchio di Matteo Garrone.
Ma sono comunque felice per i due premi portati a casa da “The Father”, con una straordinaria indefinibile interpretazione del grandissimo Anthony Hopkins. Consiglio a tutti la visione questo film. È la seconda statuetta vinta da Anthony che segna il nuovo record di Miglior attore Protagonista più anziano.
I fan non hanno tuttavia placato le polemiche su Twitter visto che speravano sulla premiazione di Boseman. Il regista Chloe Zhao, con Nomadland, ha incassato il miglior bottino: ben 3 statuette.

Ogni anno sappiamo bene che il momento più commovente della cerimonia degli Oscar è il frammento cosiddetto “In Memoriam”, che ricorda tutti i vip e le personalità del mondo dello spettacolo, in tutti i settori, scomparsi durante l’anno. E qui la pioggia di critiche, insieme alle altre che hanno segnato la serata (un po’ una prassi). Malumori a partire dal brano scelto, “As” di Stevie Wonder, ritenuto troppo allegro, all’eccessiva velocità di alcune slider che meritavano maggiore attenzione. Per non parlare delle dimenticanze (tantissime) alcune rettificate in un montaggio successivo. Tra quelle notate: Jessica Walter, Tanya Roberts, James Lipton, David Prowse, Adam Schlesinger, Naya Rivera, Kenny Rogers, Anne Beatts, John Saxon, Jeremy Bulloch e Larry King; noi italiani non possiamo non citare Gigi Proietti, noto anche in America per aver interpretato assieme a Vittorio Gassman “Un matrimonio di Robert Altman”.
In conclusione, nonostante sia stata una serata un po’ piatta – a volte soporifera – non possiamo comunque non apprezzare il fatto che nonostante le difficoltà che stiamo vivendo la gente non si è arresa. Gli Oscar sono uno spettacolo, sempre. Il cinema prova a non fermarsi ed andare avanti. E noi speriamo che possa essere così anche per il Teatro e per l’intero mondo dello spettacolo.

Riguardo l'Autore

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33 anni, fin da bambino mi sono appassionato a cartoni, anime, giochi, videogiochi, film e serie TV e da allora questa passione non mi ha più abbandonato. Grazie alla gente che ho incontrato lungo il mio percorso e confrontandomi con loro, ho capito che questa cultura può essere alla portata di tutti e che la fantasia e la creatività possono davvero fare la differenza in ognuno di noi.
Alessandro Rimaudo